Camera, disegno di legge   presentato da Elisabetta ZAMPARUTTI (PD)

Norme per la realizzazione di aree pedonali, a traffico limitato e a velocità moderata nei centri storici e nelle strade di quartiere e locali

  • presentato il: 15/03/2010
  • tipo di iniziativa: Parlamentare
  • link alla fonte
  • ultimo status: 27/04/2010 Camera: assegnato (non ancora iniziato l'esame)
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iter parlamentare del disegno di legge:  
  • 15/03/2010C.3313

    presentato alla Camera

  •  C.3313

    da approvare alla Camera

  •  

    da approvare al Senato

  •  

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1 C. 3313 Proposta di legge presentata il 15 marzo 2010 0  
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Il ddl C.3313 prende le mosse dal problema dell’insalubrità fisica, psichica e sociale delle città per proporre l’introduzione di sistemi volti a ridurre il traffico veicolare e, di conseguenza, a migliorare la qualità di vita dei cittadini. E per questo viene proposta una strategia estesa e radicale che sia ad un tempo: sanitario-ambientale, urbanistica, amministrativa ed economico-fiscale.

In particolare:

Nell’art. 1 del disegno di legge in questione viene descritta la finalità che l’atto si prefigge di realizzare: l’adeguamento della viabilità urbana per migliorare l’ambiente cittadino riducendo l’inquinamento atmosferico, acustico e il traffico veicolare. Nello specifico, lo scopo è quello di aumentare la sicurezza dei cittadini e la loro salute, ma anche tutelare e valorizzare il patrimonio storico, nonché riqualificare le periferie e facilitare la socializzazione tra i cittadini. Viene indicato, inoltre, l’obiettivo di favorire l’utilizzo di mezzi alternativi per spostarsi come i mezzi pubblici e collettivi, la pratica motoria pedestre e la mobilità pedonale e ciclabile, allontanando, al tempo stesso, i flussi di traffico dalle zone abitate e recuperando spazi urbani altrimenti occupati da veicoli.

Con l’art. 2 viene sottolineata la necessità, da parte dei Comuni, di valorizzare la mobilità pedonale e di classificare la rete viaria comunale in categorie di strade, in base al grado di integrazione con il contesto insediativo circostante: primarie, di scorrimento, di quartiere e locali.

L’art. 3 introduce la necessità che i Comuni delimitino le aree pedonali urbane, le aree a traffico limitato e, comunque, tutte quelle aree che hanno esigenze di traffico particolari.

La descrizione degli interventi per la circolazione pedonale è riservata all’art. 4 che indica, tra questi: l’organizzazione di itinerari completamente riservati ai pedoni, in particolar modo nelle zone residenziali, vicino alle scuole, alle zone verdi e in zone commerciali e ricreative; l’individuazione di aree a traffico veicolare limitato, ma solo in strade di quartiere e locali; la realizzazione di attraversamenti pedonali che permettano la sicurezza dei pedoni e la fluidità del traffico; la creazione di isole salvagente nelle strade a due o più corsie; la protezione degli accessi alle scuole.

L’art. 5 descrive le varie sedi in cui si possono trovare le aree pedonali.

L’art. 6, invece, è dedicato alla definizione delle corti urbane, descritte come “uno spazio libero compreso tra una pluralità di costruzioni e dal quale si accede a residenze, servizi pubblici e privati, organizzato in funzione di polo dell’unità di vicinato”. Si tratta, quindi, delle aree in cui si abita e che vengono utilizzate per accedere ai servizi elementari come, ad esempio, gli asili nido, le scuole le aree per il gioco o quelle dedicate a limitate attività commerciali e ai luoghi di culto. Viene, inoltre, precisata la necessità di illuminare adeguatamente queste aree e di identificare e distinguere le aree per il gioco da quelle per la ricreazione.

L’art. 7 dispone che i Comuni debbano presentare alle Regioni i piani per le aree pedonali al fine di incentivare la pedonalizzazione nei centri storici e la realizzazione di sentieri pedonali in parchi urbani e riserve naturali.

Con l’art. 8 viene disciplinata l’erogazione dei contributi regionali per la realizzazione dei piani e dei programmi di pedonalizzazione e modernizzazione del traffico.

L’art. 9 e l’art. 10 sono dedicati, rispettivamente, alla disciplina della partecipazione di enti locali e associazione ambientaliste e alla protezione dei monumenti e dei complessi insediativi di carattere storico.

Infine, nell’art. 11 si parla del recupero e del restauro degli elementi storici o tradizionali come, ad esempio, lampioni, panchine, fontane, per il mantenimento dell’identità e della memoria di quella zona specifica.

primi firmatari:
relatori:

che cosa sono i firmatari

che cosa sono i relatori

332954 Elisabetta ZAMPARUTTI (Partito Democratico)

e altri 5 cofirmatari... [ apri ]

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