Senato, disegno di legge   presentato da Paolo GIARETTA (PD)

Misure per incrementare l'efficienza degli impianti termici negli edifici

  • presentato il: 08/03/2010
  • tipo di iniziativa: Parlamentare
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  • ultimo status: 21/04/2010 Senato: assegnato (non ancora iniziato l'esame)
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iter parlamentare del disegno di legge:  
  • 08/03/2010S.2060

    presentato al Senato

  •  S.2060

    da approvare al Senato

  •  

    da approvare alla Camera

  •  

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1 Testo DDL 2060 2  
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...Non a caso, il governo britannico ha recentemente disposto incentivi per 400 sterline per la rottamazione dei vecchi impianti. Oggi in Italia le famiglie spendono circa 18 miliardi di euro solo per il riscaldamento degli edifici ad uso abitativo, ma di questi ben 10 miliardi di euro (quasi il 55 per cento) sono «sprecati» per la scarsa efficienza dei nostri edifici ed impianti. A questo si aggiungono gli edifici pubblici, che ogni anno «sprecano» almeno 300 milioni di euro per l’utilizzo di tecniche obsolete di riscaldamento. L’enorme potenziale di risparmio energetico è quindi chiaramente delineato, ma per raggiungere questi importanti risultati è indispensabile creare le condizioni per tradurre in risultati concreti il crescente interesse dei privati ad investire verso le tecnologie efficienti e rendere tale investimento profittevole anche dal punto di vista del singolo. Le tecnologie ad elevata efficienza, quale la condensazione, hanno in genere un costo più elevato rispetto ad apparecchi con consumi maggiori e la resistenza dell’utente a superare questa barriera iniziale è ancora molto alta. Per superare queste criticità il presente disegno di legge contiene tre misure urgenti per diffondere massicciamente nel territorio la tecnologia della condensazione e accelerare la sostituzione del parco caldaie obsolete. La prima misura prevede un incentivo alla rottamazione della vecchia caldaia. All’articolo 1, infatti, in alternativa all’incentivo fiscale del 55 per cento si propone un incentivo una tantum alla sostituzione della vecchia caldaia con una moderna a condensazione. Tale incentivo, che ha avuto successo in altri settori dimostrando di essere facilmente fruibile e di maggiore impatto per l’utente finale, consentirebbe di vincere le resistenze di chi oggi, senza credito d’imposta o con diverse necessità, difficilmente ricorrerebbe al bonus del 55 per cento. In particolare si punterebbe allo «zoccolo duro» dei circa 7 milioni di pezzi ante- direttiva 90/396/CEE sugli apparecchi a gas, che peraltro dovranno essere adeguati in attuazione del mandato M/400 della Commissione europea sulla qualità del gas naturale distribuito.
In considerazione del costo medio per l’utente finale di un generatore di calore a condensazione di potenza inferiore ai 35kW, e in linea con quanto applicato in altri Paesi europei (come la Gran Bretagna), si ritiene efficace un incentivo di 400 euro, non cumulabile con la detrazione del 55 per cento (frutto del Governo Prodi con Piano di azione nazionale - bonus fiscale per rifacimento o scelta di realizzare ex novo impianti ad efficienza energetica) bensì cumulabile con la detrazione del 36 per cento per gli interventi di ristrutturazione edilizia con IVA agevolata al 10 per cento. La seconda misura, prevista all’articolo 2, riguarda l’adeguamento degli scarichi a parete. Con lo sviluppo delle moderne tecnologie per il riscaldamento, la forte limitazione dello scarico a parete dei prodotti della combustione per i generatori di calore a condensazione non trova più alcuna giustificazione, né sul piano della sicurezza né su quello energetico e ambientale.

primi firmatari:
relatori:

che cosa sono i firmatari

che cosa sono i relatori

1591 Paolo GIARETTA (Partito Democratico)

e altri 4 cofirmatari... [ apri ]

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