Ordine del Giorno n. G4.21 (già emm. 4.21 e 4.22) al ddl S.1784
  • status: Accolto (Accolto dal Governo)

testo emendamento del 03/11/09

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante "disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee";

        premesso che:

            il Protocollo di Kyoto adottato dalla Comunità internazionale l'11 dicembre 1997, nel corso della Terza Sessione della Conferenza delle Parti (COP) sul clima, istituita nell'ambito della Convenzione Quadro sul Cambiamento Climatico delle Nazioni Unite (UNFCCC), ha come obiettivo quello di rallentare il riscaldamento globale;

            il Protocollo di Kyoto prevede impegni di riduzione differenziati da paese a paese. All'interno dell'Unione Europea, che si è prefissa un obiettivo di riduzione della C02 dell'8 per cento, l'obiettivo dell'Italia si traduce in un impegno di riduzione del 6,5 per cento delle emissioni;

            i paesi che hanno ratificato il Protocollo, al fine di raggiungere il loro obiettivo di riduzione, potranno avvalersi anche dei cosiddetti "meccanismi flessibili": si tratta di misure quali l'Emissìon Trading (ET), il Clean Developement Mechanism (CDM) e la Joint Implementation (JM);

            secondo il più prestigioso ente italiano per lo studio del Clima, l'ISAC, collegato al CNR, il colpevole dell'attuale riscaldamento globale (global warming) è la produzione antropica dei gas serra;

            uno dei maggiori responsabili dell'alta concentrazione di anidride carbonica nell'aria è senza dubbio l'inquinamento causato dai mezzi di trasporto. Automobili, mezzi pubblici, aerei rilasciano ogni giorno quantità enormi di C02 che si accumulano pericolosamente nella nostra atmosfera, aggravando ulteriormente il suo surriscaldamento noto come "effetto serra";

            basti pensare che per quanto attiene al consumo di carburante, sono necessari 1000 kg di combustibile per spostare 50 tonnellate di merci su strada per una tratta di 1000 chilometri, che scendono a 515 Kg per la ferrovia e si riducono ulteriormente a 394 Kg se si utilizzano imbarcazioni;

            il trasporto di merci è diventato ormai il punto strategico dello sviluppo socioeconomico nel mondo ed anche in Italia, e si configura come questione altamente critica in ragione del progresso scientifico e della complessità tecnica dovuta a prodotti in commercio trasportati particolarmente pericolosi come è avvenuto a Viareggio con un vagone-cisterna ripieno di gas;

            l'aumento della domanda di servizi di trasporto nei paesi industrializzati ha comportato un aumento dell'impatto ambientale del settore, il quale per provvedere al continuo espandersi della rete e della domanda ha trascurato il problema dell'inquinamento, mettendo a rischio la salute e l'integrità fisica dei cittadini;

            la programmazione dei trasporti, sia a livello europeo che a livello nazionale, vede nello sfruttamento delle riserve di capacità di traffico e nella razionalizzazione modale dei traffici, ì momenti essenziali di un'azione che possa garantire ad un tempo l'efficacia dei sistemi della mobilità di persone e cose, il rispetto dell'ambiente e la sicurezza;

            la rete idroviaria padano-veneta, definita dal Decreto del Ministero dei Trasporti e della Navigazione n. 759 del 25 giugno 1992, ha un'estensione di 987,5 Km ed è imperniata sul fiume Po (da Pavia al Mare Adriatico) e su una serie di acque interne ad esso collegate (canale Fissaro-Tartaro-Canalbianco-idrovia ferrarese, Po-Brondolo, litoranea Veneta). Il trasporto merci sul Po e Idrovie collegate si svolge lungo 564 Km;

            l'importanza strategica del sistema idroviario è quella, non solo di trovarsi nell'area più industrializzata d'Italia - dove viene prodotto il 40 per cento del Pil nazionale -, ma anche nella potenziale congiunzione tra i traffici di merci su rotaia in area continentale, che attraversano l'arco Alpino, e i traffici di merci tramite cabotaggio nel Mediterraneo;

            l'Italia, con una rete idroviaria di quasi 600 km e 7750 km di coste, trasporta appena lo 0,1 per cento delle merci sulle idrovie interne e lo 0,6 per cento sulle navi di costiera, il 13 per cento sulla ferrovia e tutto il resto su gomma. La Germania trasporta il 25 per cento e l'Olanda il 40 per cento sulle idrovie interne;

            l'Unione europea attraverso il Piano d'Azione Naiades (Navigation And Inland Waterway Action and Development in Europe), si prefigge di stimolare la crescita del trasporto marittimo e fluviale con lo scopo di trasferire un maggior volume di merci

            sulle vie navigabili interne e contribuire così al decongestionamento delle vie terrestri di trasporto e alla riduzione dell'inquinamento;

            il clima, i suoi cambiamenti e l'impatto che questi esercitano sull'ambiente e sulla società umana sono temi di grande interesse scientifico e di elevata rilevanza sociale. Di fronte alle sfide imposte dai cambiamenti climatici, la società si trova a dover prendere decisioni talvolta difficili. È necessario cercare un equilibrio fra la mitigazione delle cause di tali cambiamenti e l'adattamento agli effetti da essi prodotti, trasformando la necessità di agire in un motore di sviluppo economico e sociale;

            le conclusioni del G8 dell'Aquila hanno riguardato, tra i vari argomenti economici e politici, anche e soprattutto il crescente rischio per l'intera umanità di un incontrollabile aumento dell'emissione di ossido di carbonio nell'atmosfera terrestre che comprometterebbe l'equilibrio ambientale dell'intero pianeta per le future generazioni;

            lo stesso Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha posto al centro delle politiche di sviluppo il tema ambientale, proponendo la green economy come nuovo modello di sviluppo economico;

            il decreto-legge 25 settembre 2009, n. 135, recante disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della Corte di giustizia delle Comunità europee all'articolo 4, commi 3, 4 e 5 introduce misure urgenti per la promozione dell'ambientalizzazione delle imprese, in armonia con le direttive europee in tema di riduzione delle emissioni e di valutazioni ambientali anche integrate,

        impegna il Governo:

            a prevedere misure volte alla realizzazione dei collegamenti necessari per agevolare il trasporto fluviale, alla ottimizzazione dell'efficienza delle infrastrutture esistenti e a favorire l'intermodalità degli elementi della rete così da garantire una mobilità più sostenibile sia da un punto dì vista della sicurezza che ambientale;

            a prevedere incentivi e sgravi fiscali per le aziende che effettuano investimenti finanziari volti a promuovere l'ammodernamento della flotta che opera nel trasporto su acqua dolce, prevedendo anche sgravi contributivi per il personale navigante sulle acque dolci, così da attirare nuova forza lavoro e aumentare gli investimenti in capitale umano;

            a prevedere sgravi fiscali e incentivi per gli armatori iscritti al trasporto conto terzi, che investono nella ricerca e nello sviluppo industriale, così da ottenere imbarcazioni più sicure, moderne e meno inquinanti per il trasporto merci su acqua dolce;

            a prevedere un'azione nei confronti delle Regioni attraversate da vie navigabili affinché mantengano i massimi fondali possibili, con puntuale e continuativo dragaggio, affidando, se necessario, la gestione a privati che sicuramente potranno portare massima efficienza oltre a sicuri risparmi;

            a siglare un accordo con gli enti proprietari delle strade (ANAS, Province, Autostrade) affinché indirizzino sul trasporto via fiume quei componenti che abbiano peso oltre le 100 tonnellate, al fine di decongestionare il traffico e diminuire le conseguenti emissioni nocive per l'ambiente.

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(*) Accolto dal Governo