Ordine del Giorno n. G103 (testo 2) al ddl S.1117-B
  • status: Accolto (Accolto dal Governo)

testo emendamento del 29/04/09

Il Senato,

            nel momento in cui vota, in sede di terza lettura, l'A.S. 1117-B;

            tenuta presente l'esigenza - sottolineata da molteplici esperienze delle precedenti legislature e dalla odierna ripresa di un vivace dibattito - di un'incisiva, organica e coerente riforma istituzionale coinvolgente, insieme ai livelli di governo delle Regioni e degli Enti locali, la forma di governo nazionale, le stesse Camere parlamentari, i procedimenti legislativi, nonché eventualmente altri organi di rilievo costituzionale;

            considerato che alcune importanti riforme, soprattutto finalizzate ad ottimizzare l'efficienza delle Istituzioni, possono essere attuate a Costituzione invariata, mentre le ipotizzate riforme riguardanti forma di governo, composizione e funzioni e poteri delle Camere parlamentari, natura e funzioni degli altri organi ed enti previsti dalla Costituzione, comportano i più complessi procedimenti di modifica di parti della Carta fondamentale, cosicché le prime possono essere certamente favorite da un costruttivo dialogo tra i contrapposti settori del Parlamento, le seconde trovano in tale clima di dialogo addirittura l'auspicato contesto ideale perché le scelte riformatrici incontrino anche il più vasto e motivato consenso popolare,

        impegna il Governo:

            a sollecitare e propiziare un approfondito e argomentato confronto tra tutti settori del Parlamento, della maggioranza e delle opposizioni, senza remore di rigidità pregiudiziali o vincoli di posizioni già assunte, volto a concretizzare un quadro coerente di ammodernamento istituzionale sia mediante leggi ordinarie e innovazioni regolamentari, sia attraverso significative modificazioni di parti della Costituzione repubblicana, orientato verso:

            

            a) revisione del bi-cameralismo mediante superamento del bi-cameralismo perfetto e contestuale, ragionevole riduzione del numero dei Senatori e dei Deputati, perché si contemperi lo snellimento delle compagini parlamentari con la adeguata rappresentanza delle realtà popolari;

                                                b) conferma della natura parlamentare e decidente di entrambe le Camere, titolari di piena sovranità legislativa democratica e quindi elette anche a voto diretto dai cittadini.

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(*) Accolto dal Governo