Articolo aggiuntivo n. 54.0.300 (testo 2 corretto) al ddl S.733
  • status: Approvato

testo emendamento del 05/02/09

Dopo l'articolo 54,aggiungere il seguente:

«Art. 54-bis.

(Disposizioni in materia di pene pecuniarie)

        1. All'articolo 24, primo comma del codice penale, le parole: "non inferiore ad euro 5" sono sostituite dalle altre: "non inferiore a euro 50" e le parole: "né superiore a euro 5.164" sono sostituite dalle altre: "né superiore a euro 50.000", nonché al secondo comma le parole: "da euro 5 a euro 2065", con le seguenti: "da euro 50 a euro 25.000".

        2. All'articolo 26, primo comma del codice penale, le parole: "non inferiore a euro 2" sono sostituite dalle altre: "non inferiore a euro 20" e le parole: "né superiore a euro 1.032" sono sostituite dalle altre: "né superiore a euro 10.000".

        3. All'articolo 135, primo comma del codice penale, le parole: "calcolando euro 38 o frazione di euro 38" sono sostituite dalle altre: "calcolando euro 250 o frazione di euro 250"».

        4. Al comma 1, dell'articolo 10 della legge 24 novembre 1981, n. 689, le parole: "non inferiore a euro 6" sono sostituite dalle altre: "non inferiore a euro 10" e le parole: "non superiore a euro 10.329" sono sostituite dalle altre: "non superiore a euro 15.000".

        5. Al comma 2, dell'articolo 114 della legge 24 novembre 1981, n. 689, le parole: "a euro 2 e a euro 5" sono sostituite dalle altre: "a euro 20 e a euro 50".

        6. Entro 180 giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge il Governo è delegato ad emanare uno o più decreti legislativi diretti a rivalutare l'ammontare delle multe, delle ammende e delle sanzioni amministrative originariamente previste come sanzioni penali attualmente vigenti. Fermi restando i limiti minimi e massimi delle multe e delle ammende previsti dal codice penale, nonché quelli previsti per le sanzioni amministrative dall'articolo 10 della legge 24 novembre 1981, n. 689, la rivalutazione delle sanzioni pecuniarie è stabilita nel rispetto dei seguenti principi e criteri direttivi.

1) le pene pecuniarie, il cui attuale ammontare sia stato stabilito con una disposizione entrata in vigore anteriormente al 24 novembre 1981, sono moltiplicate, tenuto conto della serie storica degli indici di aumento dei prezzi al consumo, per un coefficiente non inferiore a 6 e non superiore a 10;

2) le pene pecuniarie il cui attuale ammontare sia stato stabilito con una disposizione entrata in vigore successivamente al 24 novembre 1981 e prima del 31 dicembre 1986, ad eccezione delle leggi in materia di imposte dirette e di tasse ed imposte indirette sugli affari, sono moltiplicate, tenuto conto della serie storica degli indici di aumento dei prezzi al consumo, per un coefficiente non inferiore a 3 e non superiore a 6;

3) le pene pecuniarie il cui attuale ammontare sia stato stabilito con una disposizione entrata in vigore successivamente al 31 dicembre 1986 e prima del 31 dicembre 1991, ad eccezione delle leggi in materia di imposte dirette e di tasse ed imposte indirette sugli affari, sono moltiplicate, tenuto conto della serie storica degli indici di aumento dei prezzi al consumo, per un coefficiente non inferiore a 2 e non superiore a 3;

4) le pene pecuniarie il cui attuale ammontare sia stato stabilito con una disposizione entrata in vigore successivamente al 31 dicembre 1991 e prima del 31 dicembre 1996, ad eccezione delle leggi in materia di imposte dirette e di tasse ed imposte indirette sugli affari, sono moltiplicate, tenuto conto della serie storica degli indici di aumento dei prezzi al consumo, per un coefficiente non inferiore a 1,50 e non superiore a 2;

5) le pene pecuniarie il cui attuale ammontare sia stato stabilito con una disposizione entrata in vigore successivamente al 31 dicembre 1996 e prima del 31 dicembre 2001, ad eccezione delle leggi in materia di imposte dirette e di tasse ed imposte indirette sugli affari, sono moltiplicate, tenuto conto della serie storica degli indici di aumento dei prezzi al consumo, per un coefficiente non inferiore a 1,30 e non superiore a 1,50.

        7. Il Governo predispone gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma precedente entro 90 giorni dall'entrata in vigore della presente legge e li trasmette alle competenti Commissioni parlamentari che esprimono il loro parere entro i 60 giorni successivi.