Ordine del Giorno n. G104 al ddl S.1260

testo emendamento del 16/12/08

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge di conversione con modificazioni, del decreto-legge 20 ottobre 2008, n. 158, recante misure urgenti per contenere il disagio abitativo di particolari categorie sociali,

        premesso che:

            il decreto-legge di cui trattasi, all'articolo 1 prevede la sospensione dei procedimenti esecutivi di sfratto nei Comuni capoluoghi di Provincia ed in quelli ad essi confinanti con popolazione superiore ai 10.000 abitanti;

        considerato che:

            nel corso degli ultimi anni di fronte all'effettiva emergenza abitativa sono stati reiterati provvedimenti di blocco dell'esecuzione degli sfratti che, di fatto, hanno posto a carico dei cittadini/proprietari degli immobili la riduzione della problematica senza alcun ristoro economico, agli stessi, a fronte del mancato utilizzo dei propri beni;

            tale politica, comprimendo notevolmente l'effettività del diritto di proprietà sugli immobili, rappresenta una delle ragioni della sottrazione dal mercato degli affitti di numerose abitazioni di fronte alla mancata certezza, da parte dei proprietari, di poter far valere le condizioni contrattuali liberamente sottoscritte nelle locazioni;

            gli effetti della politica delle «proroghe» agli sfratti hanno rappresentato, sotto il profilo sostanziale, una evidente ingiustizia nei confronti di cittadini ai quali si è fatto pagare un'emergenza frutto delle incapacità della Repubblica nelle sue diverse articolazioni territoriali, di perseguire politiche volte al pieno riconoscimento del diritto alla casa;

            finalmente, con norme contenute nella legge 133 del 6 agosto 2008 (Conversione in legge del decreto-legge 112/2008) e con ulteriori norme del decreto-legge oggetto di conversione, si inizia una politica sulla casa che prefigura il superamento, per il futuro, della politica di sospensione degli sfratti,

        impegna il Governo:

            a continuare e potenziare le azioni del cosiddetto «piano casa» nei confronti delle famiglie che non possono accedere, per condizioni economiche non favorevoli, al mercato privato della vendita o delle locazioni degli immobili;

            a non presentare più provvedimenti indiscriminati di proroga agli sfratti che non tengano concretamente conto delle condizioni economiche o degli effettivi bisogni dei cosiddetti «piccoli proprietari».