Ordine del Giorno n. G/1209/38/5 al ddl S.1209
  • status: Respinto

testo emendamento del 05/12/08

RESPINTO

La 5 Commissione permanente,

        in sede di esame del disegno di legge A.S. 1209, recante «disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2009)»,

        premesso che:

            il provvedimento in esame non prevede misure sufficienti a tutela dell'infanzia, idonee a promuoverne il valore, la specificità e la rilevanza sociale;

            l'articolo 64, comma 1, decreto legislativo n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, dispone che «ai fini di una migliore qualificazione dei servizi scolastici e di una piena valorizzazione professionale del personale docente, a decorrere dall'anno scolastico 2009/2010, sono adottati interventi e misure volti ad incrementare, gradualmente, di un punto il rapporto alunni/docente, da realizzare comunque entro l'anno scolastico 2011/2012, per un accostamento di tale rapporto ai relativi standard europei tenendo anche conto delle necessità relative agli alunni diversamente abili»;

            il calcolo di tale rapporto alunni/docenti, determinato secondo gli standard europei, non si riferisce genericamente alla totalità dei docenti e degli alunni, bensì, come precisato e documentato anche dal «Quaderno bianco» a pagina 40 e seguenti, ai docenti con rapporto frontale nella classe (docenti di sostegno esclusi) riferiti al ciclo primario e secondario con esclusione dell'infanzia (ibidem, pag. 43, seconda riga);

            l'incremento di un punto del rapporto alunni/docenti, di cui al primo comma del citato articolo 64, deve essere calcolato, pertanto, con esclusione della scuola dell'infanzia e dell'area del sostegno ad alunni con disabilità, esclusione, quest'ultima, confermata anche nel testo del comma stesso;

            le misure previste per conseguire nel triennio considerato la riduzione degli organici di personale, in dettaglio nel corpo del medesimo articolo 64, comma 4, lettere da a) ad f-ter) non possono che riferirsi ai settori del ciclo primario e secondario, con conseguente esclusione dei due settori sopra richiamati dell'infanzia e disabilità;

            in particolare, per quanto riguarda specificamente la scuola dell'infanzia, è da ritenersi illegittimo, in quanto non coerente con il dettato normativo, qualsiasi intervento che comporti riduzione di organici del personale docente di tale settore;

            il piano programmatico, a proposito dei punti di erogazione del servizio e dei criteri di formazione delle classi, fornisce tuttavia indicazioni generiche che si prestano ad una interpretazione estensiva degli interventi di razionalizzazione da attuarsi anche nei confronti della scuola dell'infanzia in sede di determinazione dei Regolamenti di attuazione,

        considerato che:

            il Piano programmatico per la scuola del Ministro per l'istruzione, l'università e la ricerca interviene sul tempo scuola obbligatorio, e ribalta nei fatti il modello di normale funzionamento della scuola dell'infanzia, a danno delle sezioni funzionanti a 8 ore giornaliere previste dalla legge istitutiva (legge n. 444 del 1968);

            una proposta educativa di qualità non può far coincidere la generalizzazione con la prevalente diffusione di sezioni ad orario antimeridiano con un unico insegnante;

            il Piano, inoltre, reintroduce l'istituto dell'anticipo in ingresso, non modifica l'uscita anticipata con grave danno al progetto educativo disegnato per i bambini dai 3 ai 6 anni. La previsione di sezioni ibride in situazioni territoriali già difficili rappresenta, altresì, un ulteriore attacco all'identità della scuola dell'infanzia;

            sono stati apportati pesanti tagli (dell'entità di 133 milioni) alle scuole paritarie che concorrono in modo positivo ad integrare il servizio della scuola pubblica soprattutto nel settore della scuola dell'infanzia;

            il Piano, in un'ottica meramente economicistica, non riconosce, di fatto la scuola dell'infanzia come primo segmento del sistema di istruzione, privilegia gli aspetti di carattere assistenziale e non prefigura opportunità di sviluppo della qualità pedagogica e culturale del settore,

        impegna il Governo:

            ad escludere espressamente, dal piano programmatico di cui all'articolo 64, comma 1, decreto-legge n. 112 del 2008, convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2008, n. 133, la scuola dell'infanzia da qualsiasi intervento di razionalizzazione ai fini della riduzione degli organici e, in particolare, in relazione ai punti di erogazione del servizio e alla formazione delle sezioni che devono mantenere gli attuali parametri di riferimento per la loro costituzione.