Ordine del Giorno n. G/3584/11/5 al ddl S.3584

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testo emendamento del 19/12/12

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La 5a Commissione,

        premesso che:

            la legge 13 dicembre 2010, n.  220 e successive modificazioni e integrazioni recante: «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato» (legge di stabilità 2011) ha disposto che l'uso delle frequenze della banda 790-862 MHz (canali dal 61 al 69), utilizzate dalle emittenti locali per le trasmissioni televisive, siano riservate, a partire dal 1º gennaio 2013, ai servizi di telefonia mobile in larga banda;

            l'articolo 1, comma 9 della citata legge, ha previsto che il Ministro dello sviluppo economico,di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, definisca con proprio decreto i criteri e le modalità per l'attribuzione, in favore degli operatori abilitati alla diffusione di servizi di media audiovisivi in ambito locale, di misure economiche di natura compensativa finalizzate al volontario rilascio di porzioni di spettro funzionali alla liberazione delle frequenze della Banda 790-862 MHz (canali dal 61 al 69);

            la legge n.  220/2010 fissa l'importo da corrispondere agli operatori in misura del 10% degli introiti derivanti dalla gara, con un tetto non superiore a 240 milioni di euro;

            nel 2011, con la legge n.  75/2011, è stato previsto che «una quota non superiore al 50 per cento delle maggiori entrate accertate rispetto alla stima di cui al precedente comma sono riassegnate nello stesso anno al Ministero dello sviluppo economico per misure di sostegno al settore da definire con apposito decreto del Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell'economia e delle finanze» e che il «10% delle maggiori entrate potrà anche essere corrisposto a titolo di indennizzo per la liberazione delle frequenze»;

            il Governo, al termine di 22 giornate di rilanci, ha incassato 1,6 miliardi di euro in più rispetto ai 2,4 miliardi inizialmente appostati in bilancio. Si tratta di una plusvalenza che per il 50%, doveva essere reinvestita nel settore;

            ciò significa che circa 160 milioni di euro (pari al 10% del surplus della vendita) dovevano, secondo quanto previsto dalla legge, essere destinati alle tv locali per la liberazione dei canali 61-69, portando cosi a circa 400 milioni di euro l'ammontare complessivo dell'indennizzo da riversare alle emittenti locali per il rilascio dei canali della banda 800 Mhz;

            successivamente, per effetto del combinato disposto dei commi 13 e 13-ter dell'articolo 1, della legge 13 dicembre 2010, n.  220 e successive modificazioni e integrazioni, in base al quale il Ministro dell'economia e delle finanze ha provveduto alla riduzione lineare delle dotazioni finanziarie delle missioni di spesa di ciascun Ministero, l'importo delle misure economiche di natura compensativa è stato ridotto da euro 400 milioni a euro 174.684.709, quindi addirittura inferiore ai 240 milioni inizialmente previsti;

            con il decreto ministeriale 23 gennaio 2012 il Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero dell'economia e delle fmanze, ha stabilito che le «misure economiche di natura compensativa» sono riconosciute esclusivamente nell'ambito delle regioni già digitalizzate alla data di entrata in vigore della legge 13 dicembre 2010, n.  220, e successive modificazioni e integrazioni in cui vi è un effettivo numero di frequenze da liberare, «in quanto le stesse costituiscono un ristoro finanziario per i costi sostenuti dalle emittenti locali per effettuare la transizione al digitale»;

            il decreto ministeriale 23 gennaio 2012 mette chiaramente in diretta correlazione le misure economiche di natura compensativa con la copertura degli investimenti sostenuti dalle emittenti locali per l'adeguamento e la conversione degli impianti di trasmissione dalla tecnologia analogica a quella digitale terrestre;

            considerato che le emittenti locali titolari del diritto d'uso di frequenze in tecnica digitale comprese fra la banda 790-862 MHz per il solo passaggio al digitale terrestre hanno dovuto sostenere costi il cui ammontare è di circa 4/5 volte superiore all'indennizzo di euro 174.684.709, stabilito per legge;

            considerato che a causa della sottrazione delle frequenze molte emittenti saranno costrette a cessare la loro l'attività,

        impegna il Governo:

            ad emanare una norma che preveda la defiscalizzazione ai fini delle imposte sul reddito delle imprese, delle misure economiche compensative percepite dalle emittenti televisive locali a titolo risarcitorio a seguito del volontario rilascio delle frequenze di cui al decreto del Ministero dello sviluppo economico 23 gennaio 2012.