Ordine del Giorno n. G/3584/3/5 al ddl S.3584

testo emendamento del 19/12/12

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La 5a Commissione,

            in sede di esame del disegno di legge A.S. 3584 recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)»

        premesso che:

            il decreto-legge n. 94 del 23 giugno 2010, non convertito in legge, le cui disposizioni sono state recepite dal decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 30 luglio 2010, ha emendato l'articolo 39-octies del decreto legislativo n. 504 del 1995;

            a seguito di tale modifica si è venuta a creare una palese distorsione delle dinamiche competitive nel settore del tabacco in Italia, anche in relazione ai principi sulla fiscalità fissati dalla Commissione europea, in particolare in riferimento alla direttiva europea 2011/64/UE;

            il provvedimento, emendando l'articolo 39-octies del decreto legislativo n. 504 del 1995, stabilisce che per le sigarette vendute ad un prezzo inferiore alla categoria di prezzo più venduta (MPPC), l'accisa minima dovuta è 15 per cento superiore a quella dovuta dalla categoria di prezzo più venduta. Lo stesso meccanismo è applicato per il «rolling tobacco» (o RYO) dove l'accisa addizionale dovuta è del 9 per cento;

            tutto questo è palesemente incompatibile con la direttiva europea in quanto:

                a) l'accisa minima deve essere un ammontare fisso applicato indistintamente a tutti i prodotti. Inoltre, per definizione, il termine minimo implica il più piccolo ammontare applicato all'intera categoria. Tuttavia, a seguito della norma in questione, l'accisa minima maggiorata è applicata solo alle sigarette vendute ai prezzi più bassi della categoria di prezzo più venduta, in chiaro contrasto con la normativa europea;

                b) tale applicazione del calcolo delle accise ingenera un inopinato protezionismo per le marche di sigarette vendute a prezzi più elevati e quindi un serio impatto sulle dinamiche competitive. Si noti, infatti, come nel mercato italiano siano le multinazionali del settore, che detengono il 90 per cento del mercato, a beneficiare di questa norma in quanto commercializzano tutti i loro prodotti nella fascia media e alta del mercato;

                c) un'applicazione selettiva di una più alta accisa minima solo a prodotti commercializzati a basso prezzo annulla il vantaggio competitivo dei produttori più efficienti e distorce sensibilmente le dinamiche competitive, favorendo le grandi multinazionali del tabacco a scapito dei piccoli produttori;

            la norma introdotta in Italia, che applica una più alta accisa minima per le sigarette (pari al 15 per cento) e per il rolling tabacco (pari al 9 per cento), che vengono venduti ad un prezzo inferiore alla categoria di prezzo più venduta (MPPC), viola l'articolo 7, paragrafo 2, e articolo 14, paragrafo 3, della direttiva 2011/64/UE e favorisce dichiaratamente l'oligopolio delle multinazionali del tabacco in Italia,

        impegna il Governo:

            ad ottemperare alle indicazioni cogenti della direttiva 2011/64/UE che invita il Governo italiano a rimuovere il meccanismo dell'accisa minima per le sigarette (con cui si applica una più alta accisa minima per le sigarette, pari al15 per cento, e per il rolling tobacco pari al 9 per cento, che vengono venduti a un prezzo inferiore alla categoria di prezzo più venduta) in quanto favorisce dichiarata mente l'oligopolio delle multinazionali del tabacco in Italia e blocca il meccanismo della concorrenza creando una palese distorsione delle dinamiche competitive del mercato e per evitare un'ulteriore procedura di infrazione da parte della Commissione Europea nei confronti dell'Italia.