Ordine del Giorno n. G3.100 al ddl S.3627 in riferimento all'articolo 3.
  • status: Accolto (Accolto dal Governo)

testo emendamento del 21/12/12

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«Il Senato,

            in sede di esame del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, recante disposizioni urgenti a tutela della salute, dell'ambiente, e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale;

        premesso che:

            il decreto in esame individua l'impianto siderurgico dell'Ilva di Taranto come stabilimento di interesse strategico nazionale e ne autorizza la continuità produttiva in considerazione dei rilevanti profili di tutela dell'ambiente e della salute e della salvaguardia dei livelli occupazionali e dell'ordine pubblico, a patto che siano integralmente rispettate le disposizioni per assicurare la piena ed integrale attuazione delle prescrizioni contenute nel provvedimento di riesame dell'AIA, di cui al decreto del Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare del 26 ottobre 2012;

            secondo i dati raccolti nel rapporto «Mal'Aria industriale» di Legambiente risulta che l'Ilva di Taranto è lo stabilimento industriale di gran lunga più inquinante d'Italia, responsabile del 95 per cento delle emissioni industriali di Ipa, del 92 per cento delle emissioni industriali di diossine e furani, del 78 per cento delle emissioni industriali di piombo, del 57 per cento delle emissioni industriali di mercurio, del 42 per cento delle emissioni industriali di benzene e di cadmio, del 31 per cento delle emissioni industriali di cromo;

            la presenza a Taranto dell'Ilva espone da decenni i cittadini di Taranto a un inquinamento elevatissimo, di cui effetti sanitari sono stati ripetutamente accertati in studi scientifici ed epidemiologici;

        impegna il Governo:

        a valutare l'opportunità di dare precise indicazioni al Garante affinché tenga in considerazioni le seguenti azioni:

            nel caso in cui la VDS evidenzi criticità, gli stabilimenti devono ridurre i valori di emissione degli inquinanti per i quali il rapporto VDS ha evidenziato criticità;

            le operazioni di monitoraggio, campionamento e analisi dei valori di emissione degli inquinanti devono avvenire sia all'ingresso che all'uscita di ogni singolo impianto di depurazione e comunque prima dell'eventuale confluenza degli scarichi in corpi di ricezione collettivi, compresi quelli adibiti allo scarico finale;

            nel caso in cui il rapporto VDS evidenzi criticità, gli stabilimenti che impiegano per le loro attività materiali e composti polverulenti per i quali non risulta tecnicamente possibile la quantificazione delle relative emissioni massiche, devono essere dotati di idonei sistemi atti a prevenire ed evitare il diffondersi nell'ambiente circostante di polveri tal quali o derivanti da processi produttivi.

            la VDS sia inviata alle aziende interessate ai fini della formulazione di eventuali osservazioni, che devono pervenire entro e non oltre trenta giorni, dalla data del ricevimento. Scaduto detto termine e tenendo conto delle osservazioni ricevute, le autorità di cui al comma 1, sottopongono la VDS al Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare che, di concerto con il Ministero della salute, la approva;

            gli stabilimenti siano obbligati alla riciduzione dei valori di emissione, come previsto dalla VDS, presentano al Ministero dell'ambiente e della,tutela del territorio e del mare un piano di riduzione da attuarsi entro i successivi dodici mesi. Tale piano deve indicare le misure e gli interventi da attuare per il conseguimento degli obiettivi di riduzione prescritti e deve essere approvato entro trenta giorni dallo stesso ministero;

            gli oneri connessi all'esecuzione del piano di riduzione siano a totale carico dei soggetti gestori. Il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare provvede a effettuare, attraverso l'Agenzia regionale di protezione dell'ambiente competente per territorio. le necessarie verifiche per valutare l'effettiva attuazione dei piani e l'efficacia delle misure ivi previste;

            in caso di mancata presentazione del piano di riduzione, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare diffida il soggetto obbligato ad adempiere entro trenta giorni; in caso di inottemperanza, lo stesso ministero dispone la sospensione dell'esercizio dello stabilimento;

            in caso di mancato conseguimento degli obiettivi fissati, l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente competente per territorio informa immediatamente il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, che diffida il gestore dello stabilimento ad eseguire, entro sessanta giorni, gli interventi previsti. Ove il gestore non adempia alla diffida entro i termini assegnati, il Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare dispone la sospensione dell'esercizio dell'impianto».

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(*) Accolto dal Governo