Ordine del Giorno n. G1.100 al ddl S.3627 in riferimento all'articolo 1.
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testo emendamento del 21/12/12

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«Il Senato,

            in sede di esame del decreto-Iegge 3 dicembre 2012, n. 207, recante "Disposizioni urgenti a tutela della salute, dell'ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale",

        premesso che:

            il comma 1 dell'articolo l del provvedimento in esame prevede che il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare possa autorizzare, in sede di riesame dell'autorizzazione integrata ambientale (AlA), la prosecuzione dell'attività produttiva di uno stabilimento industriale dichiarato «di interesse strategico nazionale» per un periodo di tempo determinato non superiore a trentasei mesi, a condizione che vengano adempiute le prescrizioni contenute nel provvedimento di riesame dell'autorizzazione, secondo le procedure e i termini ivi indicati, al fine di assicurare la più adeguata tutela dell'ambiente e della salute secondo le migliori tecniche disponibili;

            l'autorizzazione integrata ambientale (AIA), disciplinata dal titolo III-bis (articoli da 29-bis a 29-quattuordecies) del Codice ambientaIe, ha per oggetto - ai sensi dell'articolo 4, comma 4, lettera c), del decreto legislativo n 152 del 2006 - la «prevenzione e la riduzione integrate dell'inquinamento proveniente dalle attività di cui all'allegato VIII e prevede misure intese a evitare, ove possibile, o a ridurre le emissioni nell'aria, nell'acqua e nel suolo, comprese le misure relative ai rifiuti, per conseguire un livello elevato di protezione dell'ambiente;

            l'autorizzazione integrata ambientale rilasciata in data 26 ottobre 2012 alla società ILVA S.p.A. con decreto del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare prot. n. DVA/DEC/2012/0000547, nella versione di cui al comunicato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 252 del 27 ottobre 2012, contiene, ai sensi del comma 2 dell'articolo 3 del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, le prescrizioni volte ad assicurare la prosecuzione dell'attività produttiva dello stabilimento siderurgico della società ILVA S.p.A. di Taranto;

            nel decreto di autorizzazione integrata ambientale (AIA) de126 ottobre 2012 si dispongono prescrizioni relative alle aree a caldo ed alle aree di stoccaggio e movimentazione dello stabilimento, con particolare riferimento alle emissioni di polveri e di benzo(a)pirene ed altre emissioni inquinanti, quali diossine e furani. Emerge dalla lettura del provvedimento come le specifiche prescrizioni contenute nell'AIA poggino su un assunto preciso che è quello della continuità del funzionamento produttivo, facendo si che gli interventi di bonifica previsti non abbiano come finalità primaria quella del blocco dell'inquinamento derivante dagli impianti nel più breve tempo possibile;

            da più parti è stato segnalato come i termini di adeguamento alle prescrizioni contenute nel provvedimento di riesame dell'AlA in alcuni casi siano eccessivamente lunghi. Si prevedono interventi a carattere pluriennale - dai due anni per la chiusura dell'altiforno 5, ai tre anni per la copertura del parco geominerario -, sebbene la gravità della situazione renderebbe necessari interventi più urgenti e marodormente rispondenti all'emergenza sanitaria ed ambientale. Occorre altresì constatare che nel provvedimento di riesame dell'AIA si prevedono sei mesi per la realizzazione di un numero di centraline ambientali per il monitoraggio in continuo insufficiente ai fini di un'efficace monitoraggio ambientale e sanitario, ed è del tutto assente, tra le prescrizioni, la chiusura immediata di alcune batterie delle cokerie e di alcuni altiforni, in evidente difformità con le prescrizioni della magistratura,

        impegna il Governo a valutare l'opportunità di procedere al riesame dell'autorizzazione integrata ambientale, prevedendo di ridurre i termini attualmente previsti per l'adeguamento alle prescrizioni volte a garantire la riduzione dell'inquinamento, allo scopo di assicurare la più adeguata tutela dell'ambiente e della salute, secondo le migliori tecniche disponibili».