Ordine del Giorno n. G/3627/1/10 e 13 al ddl S.3627

testo emendamento del 20/12/12

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Le Commissioni 10ª e 13ª riunite,

        in sede di esame del decreto-legge 3 dicembre 2012, n. 207, recante «Disposizioni urgenti a tutela della salute, dell'ambiente e dei livelli di occupazione, in caso di crisi di stabilimenti industriali di interesse strategico nazionale»,

        premesso che:

            la Commissione europea intende presentare entro la prima metà del 2013 un piano d'azione per la competitività del settore siderurgico. A tal fine il 19 settembre e il 6 dicembre 2012 ha riunito un gruppo di alto livello con i rappresentanti dell'industria e dei sindacati che ha individuato undici settori prioritari di intervento;

            il Piano d'azione dovrà affrontare, in particolare i seguenti aspetti: concorrenza internazionale (compresi il protezionismo e le pratiche commerciali sleali); accesso alle materia prime; costi supplementari dovuti alla legislazione; attuazione della politica climatica dell'UE; obiettivi della politica climatica dell'UE dopo il 2020; costi per l'energia; politica dell'UE per un utilizzo efficiente delle risorse; carenze di competenze; possibilità di adeguamento delle capacità; ricerca ed innovazione; misure dal lato della domanda destinate a stimolare la ripresa nei settori chiave;

            il 13 dicembre 2012 il Parlamento europeo si è pronunciato sulla crisi dell'industria siderurgica UE votando due diverse risoluzioni nelle quali, a conclusione di un dibattito avviato con la Commissione il 20 novembre scorso, si invita la Commissione e il Consiglio a sviluppare una nuova politica settoriale che stimoli la crescita e l'occupazione nel contesto della crisi economica e sia, al contempo, compatibile con la salute e la sicurezza di tutti i cittadini dell'UE:

            –  in una prima risoluzione (2012/2905(RSP) su una nuova industria siderurgica sostenibile e competitiva nell'UE, sulla base di una petizione concernente l'impianto siderurgico ILVA e l'allarme diossina a Taranto, presentata da un cittadino italiano, il Parlamento europeo invita le autorità italiane a garantire con estrema urgenza il recupero ambientale del sito dello stabilimento siderurgico contaminato, assicurando al contempo che i costi sostenuti in relazione alle azioni di prevenzione e di riparazione adottate siano coperti conformemente al principio «chi inquina paga», come stabilito all'articolo 8 della direttiva 2004/3S/CE sulla responsabilità ambientale;

            –  in una seconda risoluzione (2012/2833(RSP), il Parlamento europeo accoglie favorevolmente l'iniziativa della Commissione di elaborare, entro il giugno 2013, un Piano europeo d'azione a favore della siderurgia, invitandola a presentarlo il prima possibile. Il Parlamento invita altresì la Commissione ad inserire nel Piano d'azione un sistema di vigilanza preventiva sulle importazioni di prodotti siderurgici e tubi siderurgici, come quello stabilito dal regolamento n. 1241/2009, in scadenza il 31 dicembre 2012, e a monitorare da vicino gli sviluppi futuri in alcuni stabilimenti – tra i quali Terni, Piombino, Trieste – la cui integrità è a rischio, onde assicurare la competitività del settore siderurgico europeo e i livelli occupazionali;

            il Consiglio competitività del 10-11 dicembre 2012 nelle sue conclusioni ha accolto favorevolmente il piano d'azione della Commissione (COM(2012)S82) inteso a rilanciare la politica industriale dell'UE affinché essa raggiunga una quota del 20 per cento del PIL entro il 2020, presentato dalla Commissione lo scorso ottobre, sottolineando l'importanza delle iniziative della Commissione finalizzate a predisporre un piano d'azione per il settore dell'acciaio. Inoltre il Consiglio ha espresso preoccupazione per i prezzi dell'energia relativamente più alti rispetto ad altre economie sviluppate, che penalizzano le industrie europee, in particolare i settori ad alta intensità energetica,

        considerato che:

            l'industria siderurgica è di importanza strategica per l'economia del Paese e che è nell'interesse dell'Italia preservare le attività che costituiscono il suo tessuto industriale e assicurare la sicurezza dell'approvvigionamento grazie alla produzione interna;

            l'industria siderurgica costituisce crea valore per numerosi settori industriali importanti, come il settore automobilistico, edilizio e dell'ingegneria meccanica;

            l'industria siderurgica italiane ed europea affronta da tempo un calo sostanziale della domanda in ragione della forte concorrenza delle importazioni provenienti da Paesi terzi. Secondo i dati pubblicati dalla Commissione europea, nel 2010 le esportazioni di acciaio dell'UE sono state pari a 33,7 milioni di tonnellate (32 miliardi di euro) ed erano dirette verso i più grandi mercati per le esportazioni di acciaio dell'UE che sono la Turchia, gli Stati Uniti, l'Algeria, la Svizzera, la Russia e l'India, mentre, nello stesso anno, le importazioni di acciaio dell'Unione europea sono state pari a 26,8 milioni di tonnellate (18 miliardi di euro) e provenivano principalmente dalla Russia, dall'Ucraina, dalla Cina, dalla Turchia, dalla Corea del Sud, dalla Svizzera e dalla Serbia,

        impegna il Governo:

            ad attivare, ai fini dell'adozione della strategia industriale per la filiera produttiva dell'acciaio, un apposito tavolo tecnico sul futuro dell'industria siderurgica italiana così da identificare i fattori che influenzano la competitività di questo settore, sostenere e preservare l'industria siderurgica e il suo indotto e contribuire all'elaborazione del «Piano europeo d'azione a favore della siderurgia»;

            ad adottare ogni opportuna iniziativa, anche di carattere legislativo, al fine di sostenere l'industria siderurgica negli investimenti volti alla modernizzazione del settore, anche attraverso la promozione di investimenti nel campo della ricerca, dello sviluppo e dell'innovazione, in particolare nei settori dell'efficienza energetica e dell'uso efficiente delle risorse, di una politica attiva per l'acquisizione di competenze, la riqualificazione e la formazione dei lavoratori del settore e l'eventuale utilizzo di fondi europei.