Articolo aggiuntivo n. 28.0.2 al ddl S.3533 in riferimento all'articolo 28.
  • status: Precluso

testo emendamento del 06/12/12

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Dopo l'articolo aggiungere il seguente articolo:

«28-bis.

(Modifiche alla disciplina sull'orario normale di lavoro e istituzione della settimana di lavoro esentasse)

        1. All'articolo 3 del decreto legislativo 8 aprile 2003 n. 66 il comma 1 è sostituito dal seguente: "1. L'orario normale di lavoro è fissato in 40 ore settimanali, salvo quanto disposto dal successivo articolo 3-bis".

        2. Al decreto legislativo 8 aprile 2003 n. 66, dopo l'articolo 3 è inserito il seguente articolo: "Art. 3-bis - (Deroghe all'orario normale di lavoro). - 1. La durata dell'orario di lavoro settimanale può essere elevata a 41 ore, anche in deroga ai contratti collettivi nazionali di lavoro, se ciò è previsto da uno specifico accordo a livello aziendale o territoriale finalizzato almeno a uno dei seguenti obiettivi: a) incrementare la produttività del lavoro e la competitività dell'impresa; b) incrementare il salario e l'occupazione; c) supportare l'avvio di nuove attività da parte dell'impresa o la realizzazione e l'entrata a regime di nuovi investimenti.

        2. L'accordo di cui al precedente comma 1, per essere efficace nei confronti di tutti i lavoratori, deve essere siglato dalle rappresentanze delle associazioni sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale, ovvero dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori presenti in azienda ai sensi della legge o degli accordi interconferderali vigenti, ovvero deve essere sottoposto a referendum di tutti i dipendenti dell'impresa ed essere approvato a maggioranza dei votanti nel rispetto di un quorum di partecipanti pari ad almeno il 50 per cento dei lavoratori.

        3. Le somme erogate dall'impresa al lavoratore a titolo di retribuzione, ivi incluso ogni eventuale premio o incentivo, quale corrispettivo in relazione alla quarantunesima ora dell'orario settimanale in deroga, previsto all'articolo 2, non sono soggette all'imposta sul reddito delle persone fisiche, e sono altresì escluse dall'imponibile ai fini del calcolo dei contributi sociali, sia a carico del lavoratore, sia a carico dell'impresa. Le predette somme sono altresì escluse dalla base imponibile IRAP dell'impresa.

        4. Il maggior gettito fiscale derivante dall'applicazione della presente legge viene interamente impiegato a riduzione della pressione fiscale"».