Ordine del Giorno n. G28.100 al ddl S.3533 in riferimento all'articolo 28.
  • status: Precluso

testo emendamento del 06/12/12

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Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.179, recante Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese (Atto Senato n.3533),

        premesso che:

            il decreto-legge 22 giugno 2012, n.83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.134, recante Misure urgenti per la crescita del Paese, ha apportato talune modifiche alla recente legge di riforma del mercato del lavoro (legge 28 giugno 2012, n.92, Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita);

            in particolare, l'articolo 46-bis, comma 1, lettera h), del decreto-legge n.83 citato, nel modificare l'articolo 2, comma 70, della legge di riforma del mercato del lavoro, ha conseguentemente disposto la modifica dell'articolo 3, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n.223, rubricato Intervento straordinario di integrazione salariale e procedure concorsuali;

            di fatto, se originariamente la citata legge n.92 proponeva l'abrogazione tout court, a partire dal 2016, delle disposizioni che riconoscono l'erogazione della CIGS alle aziende sottoposte a procedure concorsuali, nonché nei casi di aziende sottoposte a sequestro o confisca (articolo 3 della legge 23 luglio 1991, n.223), successivamente è stato ragionevolmente introdotto anche il principio secondo cui l'erogazione della CIGS è subordinata alla verifica delle «prospettive di continuazione o di ripresa dell'attività e di salvaguardia, anche parziale, dei livelli di occupazione, da valutare in base a parametri oggettivi definiti con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali»;

            pertanto, dal 12 agosto 2012 sino al 31 dicembre 2015, la nuova disciplina subordina il riconoscimento CIGS di cui all'articolo 3, comma 1 della legge n.223 summenzionata, a certe condizioni occupazionali declinate secondo criteri da valutare in base a parametri definiti con atto amministrativo da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali;

            ad oggi, non risulta ancora emanato il decreto attuativo citato e, di conseguenza, si rilevano potenziali criticità quanto a certezza del diritto e relativo affidamento da parte della platea di lavoratori e imprese destinataria delle disposizioni;

            tale situazione rende quindi potenzialmente inapplicabile la disposizione richiamata, già di per sé dotata di una efficacia limitata nel tempo al 1º gennaio 2016;

        considerato che:

            la legge n.92 del 2012 si è posta l'obiettivo di razionalizzare le regole del mercato del lavoro, per renderlo più equo ed inclusivo, nell'ottica europea della flessicurezza, per garantire all'interno dell'economia globalizzata un nuovo equilibrio tra tutele esistenti, messe in discussione dalla crisi produttiva ed occupazionale, e richiesta di flessibilità, che deve essere regolata per non produrre esclusione;

            la crisi economica e finanziaria internazionale che ormai da più di due anni investe pesantemente l'economia nazionale si sta riflettendo su tutto il territorio nazionale, facendo sempre maggiormente registrare forti difficoltà nel settore produttivo, significativi e preoccupanti incrementi del tasso di disoccupazione e conseguenti ricadute sul livello dei redditi da lavoro delle famiglie;

            un sistema di ammortizzatori sociali flessibile ed inclusivo è condizione essenziale per il buon funzionamento del mercato del lavoro e la gestione dei processi di transizione e riorganizzazione produttiva, sempre più frequenti a causa della crisi ancora in corso;

        impegna il Governo:

            a garantire in tempi certi e rapidi l'emanazione del decreto attuativo di cui all'articolo 3, comma 1, della legge 23 luglio 1991, n.223, come modificato dall'articolo 2, comma 70, della legge 28 giugno 2012, n.92, e successive modifiche e integrazioni;

            a valutare l'opportunità di permanenza in vigore della misura prevista dal succitato articolo 3, comma 1, della legge 223, anche a partire dal 2016, in presenza di condizioni di particolare criticità economica, occupazionale, sociale o territoriale.