Ordine del Giorno n. G4.100 al ddl S.3519 in riferimento all'articolo 4.

testo emendamento del 26/11/12

Il Senato,

        considerato che:

            - l'articolo 4, comma 7, lettera m), istitutivo della Unione Ippica Italiana, costituisce un ulteriore intervento in materia di regolazione del settore ippico nazionale: difatti con il comma 9 dell'articolo 23-quater del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, (cosiddetto «spending review 2») si era prevista la soppressione dell'Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ASSI) e l'attribuzione delle sue funzioni al Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali;

            - il numero 3 della citata lettera m) delega alla Unione Ippica Italiana controllo di primo livello della regolarità delle corse è cioè soprattutto l'esercizio dei controlli antidoping di primo tipo; in sostanza con questa previsione, l'Unione assume due ruoli tra loro incompatibili di "controllato" e "controllore" e questo in un quadro in cui, mentre Unire ed ASSI erano diretta emanazione del Ministero, l'Unione Ippica Italiana sarebbe costituita da soggetti privati: allevatori, gestori di ippodromi e quant'altro;

            - giova ricordare che comma 9-bis del citato articolo 23-quater del decreto n. 95 prevedeva il mantenimento delle funzioni di controllo pubblico dei concorsi e delle manifestazioni ippiche ed in particolare dei controlli antidoping ad un autonomo soggetto preesistente e tuttora operante: Unirelab;

            - nel parere sul provvedimento in esame, rilasciato dalla commissione agricoltura della Camera, si pone come condizione che il costituendo fondo annuale di dotazione per lo sviluppo e la promozione del settore ippico, sia integrato dalle somme già stanziate in favore del settore dall'articolo 30-bis del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2;

            - nel bilancio di chiusura Unire Assi vengono iscritti crediti attivi derivanti dai minimi garantiti e da quote dovute ad AAMS e non versate da alcuni concessionari per un ammontare complessivo di 150 milioni di euro.

        I crediti descritti erano quindi destinati ad Unire/Assi quale terzo beneficiario di un contratto di concessione tra ASMS ed i concessionari e di fatto il contratto stesso deve essere assolto in rispetto di quanto previsto a beneficio del settore ippico,

        impegna il Governo:

            in sede di redazione dei decreti delegati:

                a mantenere l'assetto dei controlli sulla regolarità delle corse ippiche nei termini stabiliti dal comma 9-bis dell'articolo 23-quater del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.135, nel rispetto dei principi di terzietà e pubblicità dei controlli;

                ad integrare le risorse del Fondo di cui al numero 2) della lettera m) del comma 7 dell'articolo 4, con le somme già stanziate in favore del settore dall'articolo 30-bis del decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2;

                a far sì che gli indicati residui attivi iscritti in bilancio di chiusura Unire Assi continuino a considerarsi attivi e nulla tolgano a quanto destinato al settore ippico per l'anno 2013.