Ordine del Giorno n. G/3533/12/10 al ddl S.3533

testo emendamento del 21/11/12

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.  179, recante Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese (Atto Senato n.  3533),

        premesso che:

            nel corso degli ultimi anni, le risorse destinate dallo Stato alle politiche di sostegno delle imprese, della competitività e dell'innovazione del settore agricolo sono state fortemente ridotte, e risultano oggi drammaticamente sproporzionate rispetto alle risorse impiegate per mantenere le strutture amministrative e burocratiche dello stesso Ministero, nonché degli enti da esso vigilati;

            la riduzione delle risorse non ha operato nel senso di una vera «spending review», capace di eliminare le inefficienze del sistema e allo stesso tempo garantire maggiore efficienza e virtuosità delle risorse impiegate ai fini della crescita del comparto, oggi duramente colpito dalla crisi economica in atto;

        rilevato che:

            nonostante la proliferazione di enti vigilati dal Ministero delle politiche agricole, il settore agroalimentare italiano sconta rilevanti deficit di competitività: si tratta di insufficiente integrazione, innovazione, produttività (in alcuni segmenti), internazionalizzazione (ad eccezione di alcuni settori) ed efficienza nella gestione dei costi;

            attualmente, gli enti agricoli di interesse nazionale sono 13 e si occupano di quattro grandi aree di attività, ovvero raccolta e trattamento di informazioni per diverse pubbliche amministrazioni, ricerca (genetica, stime di impatto di patologie insorgenti, agrobioeneregie, eccetera); gestione del controllo dei flussi delle risorse di origine Pac e servizi finanziari o di altra consimile natura (venture capital, assicurazioni, trading fondiario);

            esistono tuttavia tra gli enti ampie aree di sovrapposizione e duplicazione di attività; ampie criticità relative alla gestione e al patrimonio; assenza di misurazioni di utilità quanto al rapporto tra risorse investite e produzione di elementi di competitività per il settore agroalimentare; una disarmonia istituzionale tra l'assetto nazionale degli enti e competenza regionale in materia agricola;

        considerato che:

        affinché il settore agricolo possa contribuire per la sua parte alla crescita dell'economia italiana« un è necessario che, attraverso un vero e proprio piano di sviluppo complessivo del comparto, si recuperi il gap tra potenzialità della domanda e deficit competitivo del sistema imprenditoriale;

            la razionalizzazione del sistema degli enti vigilati dal Ministero delle politiche Agricole potrebbe permettere, attraverso la ricomposizione della spesa, una efficiente allocazione delle risorse contribuendo alla crescita dell'intero comparto agricolo;

        impegna il Governo:

            a procedere alla elaborazione di un piano di riforma degli enti agricoli, definendone funzioni, obiettivi ed attività, secondo una strategia che miri primariamente a ridume il numero e a trasformarli in strumenti fortemente specializzati, ad azzerare qualunque forma di duplicazionesovrapposizione strumentale e organizzativa delle attività, nonché a garantire altresì forme di consultazione e collaborazione continua con le Regioni e il mondo agricolo che permettano la semplificazione degli enti e delle competenze.