Ordine del Giorno n. G/3533/11/10 al ddl S.3533

testo emendamento del 21/11/12

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge di conversione del decreto-legge 18 ottobre 2012, n.  179, recante Ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese (Atto Senato n.  3533),

        premesso che:

            l'agricoltura rappresenta un settore fondamentale per lo sviluppo sostenibile, occupazionale, sociale ed economico del nostro Paese, pur avendo registrato negli ultimi anni segnali preoccupanti per quanto riguarda la crescita dei livelli di produttività;

            il progressivo abbandono delle campagne coltivate ha prodotto, infatti, secondo le cifre diffuse da alcuni istituti di settore, 5 milioni di ettari sottratti all'agricoltura negli ultimi 40 anni. Secondo i dati del 60 Censimento generale dell'agricoltura Istat, negli ultimi dieci anni, nel nostro Paese c'è stata una perdita della superficie agricola utilizzata pari a 300 mila ettari, accompagnata da una riduzione del numero di aziende di circa un terzo (-32,2 per cento) e da un processo di concentrazione dei terreni in un numero minore di aziende, al quale hanno fatto da contraltare la drastica riduzione delle aziende di piccola agricoltura contadina e un vero e proprio abbandono delle zone rurali;

        considerato che:

            la promozione dell'accesso dei giovani e il sostegno all'attività imprenditoriale giovanile, in quanto processo ampiamente condiviso da istituzioni e associazioni di categoria, potrebbe dare nuovo impulso al settore agricolo;

            anche prima dell'attuale crisi economica globale, l'accesso al bene terra è stato il primario e più difficoltoso sbarramento al ricambio generazionale in agricoltura;

            in un momento in cui il mercato del lavoro registra una tendenza negativa; – soprattutto per i giovani –, è pertanto necessario dar voce alle richieste avanzate ormai da tempo dalle associazioni di giovani imprenditori agricoli, predisponendo una serie di norme volte a facilitare l'accesso al credito e l'acquisto dei terreni e a tutelare il buon esito dei passaggi di proprietà;

            l'Italia registra, a livello europeo, una delle più basse presenze di giovani titolari di impresa nel settore: i giovani sotto i 40 anni rappresentano appena il 7 per cento dei conduttori delle aziende agricole; un dato contrario si registra sul versante dell'occupazione giovanile in agricoltura: quasi il 50 per cento degli occupati in agricoltura ha meno di 40 anni e di questi la metà ha meno di 29 anni;

            i dati relativi all'attività dei giovani nel settore agricolo testimoniano invece che le aziende italiane a conduzione «under 35» registrano buoni risultati per quanto riguarda l'attività imprenditoriale, la promozione di nuovi sistemi produttivi e soddisfacente penetrazione nei mercati internazionali; il ricambio generazionale costituisce dunque uno dei principali fattori propulsivi dell'agricoltura italiana per il futuro;

        considerato altresì che:

            il decreto-legge 24 gennaio 2012, n.  1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n.  27 (cosiddetto decreto cresci Italia), ha introdotto, all'articolo 66, una nuova disciplina per la dismissione di terreni demaniali agricoli e a vocazione agricola;

            in particolare, al comma 1 dell'articolo 66 del decreto-legge n.  1 del 2012 si prevede che «Entro il 30 giugno di ogni anno, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, con decreto di natura non regolamentare da adottare di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, anche sulla base dei dati forniti dall'Agenzia del demanio nonché su segnalazione dei soggetti interessati, individua i terreni agricoli e a vocazione agricola, non utilizzabili per altre finalità istituzionali, di proprietà dello Stato non ricompresi negli elenchi predisposti ai sensi del decreto legislativo 28 maggio 2010, n.  85, nonché di proprietà degli enti pubblici nazionali, da locare o alienare»,

            ad oggi, tuttavia, non è stato ancora emanato il decreto di attuazione dell'articolo 66 del t.d. cresci Italia; parte delle difficoltà derivano dal fatto che è effettivamente necessaria la più completa elencazione dei beni messi a disposizione, ivi compresa la più ampia informazione riguardo ai beni demaniali regionali e territoriali;

            i giovani agricoltori sono particolarmente interessati alla efficace realizzazione dell'intera operazione; già lo scorso 23 luglio è iniziato il confronto, presso il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, con le Organizzazioni agricole e con le Organizzazioni giovanili agricole, sui testi del decreto applicativo del citato articolo 66 e sui documenti relativi;

        rilevato che:

            essendo necessario promuovere l'accesso alla terra e lo sviluppo di nuove imprese agricole, la dismissione dei terreni demaniali, in un momento di crisi economica che colpisce tutti i settori, costituisce una grande possibilità di sviluppo e crescita per il settore agricolo e, in particolare, per i giovani imprenditori;

            la mancata attuazione dell'articolo 66 richiamato blocca quindi una importante opportunità di fare impresa: la cessione dei terreni demaniali, infatti,fa nascere nuove imprese e solleva lo Stato dalla gestione materiale delle terre, contestualmente permettendo il recupero di risorse in grado di garantire un importante impulso allo sviluppo;

        impegna il Governo:

            a garantire in tempi certi e rapidi l'emanazione del decreto di cui all'articolo 66, comma 1, del decreto-legge n.  1 del 2012, a partire dal quale potrà avere inizio la attesa cessione delle terre pubbliche, misura che offre positive opportunità al sistema delle imprese agricole italiane ed ai giovani imprenditori del settore;

            ad adoperarsi affinché sia individuata una sede strutturata dove poter convocare le Organizzazioni agricole e le Organizzazioni giovanili agricole, al fine di acquisire informazioni ed eventualmente contributi, per la parte specifica di competenza, rispetto all'attuazione dell'articolo 66 citato;

            al fine della migliore efficacia dell'intera operazione di dismissione delle terre pubbliche, a promuovere l'emanazione di una circolare attuativa per le Regioni e gli enti locali, titolari di gran parte del patrimonio pubblico a vocazione agricola, che fornisca tutte le indicazioni procedurali necessarie;

            a promuovere, per le problematiche esposte in premessa, un processo di revisione della normativa vigente al fine di destinare una quota dei terreni a vocazione agricola di proprietà dello Stato a contratti di affitto ad equo canone, riservati a giovani coltivatori diretti e imprenditori agricoli che ne facciano richiesta.