Ordine del Giorno n. G46-BIS.201A al ddl S.3426 in riferimento all'articolo 46-BIS.
  • status: Precluso

testo emendamento del 03/08/12

Il Senato,

            in sede di approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese (A.S. 3426),

        premesso che:

            l'articolo 46-bis, comma 1, lettera f), del provvedimento in oggetto, introdotto in sede di prima lettura dalla Camera dei deputati, reca talune modifiche alla recente legge di riforma del mercato del lavoro (legge 28 giugno 2012, n. 92, Disposizioni in materia di riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita);

            la legge n. 92 del 2012 si è posta l'obiettivo di razionalizzare le regole del mercato del lavoro, per renderlo più equo ed inclusivo, nell'ottica europea della flessicurezza, per garantire all'interno dell'economia globalizzata, un nuovo equilibrio tra tutele esistenti, messe in discussione dalla crisi produttiva ed occupazionale, e richiesta di flessibilità, che deve essere regolata per non produrre esclusione;

            in quest'ottica l'estensione delle protezioni sociali dalla perdita o dalla mancanza di occupazione deve essere estesa a tutte le forme di rapporto di lavoro, subordinato o parasubordinato, al fine di garantire pari protezione alle lavoratrici ed ai lavoratori, indipendentemente dalla forma contrattuale di regolazione della prestazione;

            in coerenza con questa finalità, la legge n. 92 del 2012 ha esteso la platea di beneficiari dell'indennità una tantum, prevista dal decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2, per i collaboratori coordinati e continuativi di cui all'articolo 61, comma 1, del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276, iscritti in via esclusiva alla gestione separata presso l'INPS di cui all'articolo 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335, disponendo un regime di accesso all'indennità più favorevole per il triennio 2013-2015;

            nell'ambito di questo triennio, infatti, il numero minimo di mensilità accreditate utili per l'accesso all'indennità è ridotto da 4 a 3 mesi e l'indennità è determinata in una somma pari al 7 per cento del minimale annuo, in luogo del 5 per cento previsto dalla norma previgente;

            la legge stabilisce, inoltre, l'obiettivo di limitare temporalmente l'operatività dell'indennità una tantum per i collaboratori a progetto, in vista della sua sostituzione con un vero e proprio trattamento di disoccupazione nella forma della mini-ASpI prevista all'articolo 2, comma 20, della legge di riforma del mercato del lavoro;

            a tal fine, si prevede che, nel corso del periodo transitorio, in sede di monitoraggio sullo stato di attuazione della riforma, si verifichi la rispondenza dell'indennità una tantum alle sue finalità di tutela, anche al fine di valutare la sua eventuale sostituzione con il trattamento breve di disoccupazione (mini-ASpI),

        considerato che:

            il perdurare delle condizioni di crisi economica ed occupazionale espone - secondo quanto rilevato dall'ISTAT - migliaia di giovani alla disoccupazione, che raggiunge il record del 36 per cento, mentre nel 2011 l'indice di precarietà ha sfiorato il 50 per cento, rispetto al 46,7 per cento del 2010 e al 44,4 per cento del 2009;

            tale condizione deprime gravemente l'economia, impedendo la ripresa dei consumi sul mercato interno e condannando un'intera generazione ad una insostenibile condizione di marginalità sociale,

        rilevato che:

            un sistema di ammortizzatori sociali flessibile ed inclusivo è condizione per il buon funzionamento del mercato del lavoro e la gestione dei processi di transizione e riorganizzazione produttiva,

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di abbreviare il periodo transitorio, per garantire più celere e certa copertura ai fabbisogni reddituali di migliaia di giovani lavoratrici e lavoratori titolari di contratti a progetto e, in generale, di rapporti di lavoro discontinui.