Ordine del Giorno n. G/3426/26/8 e 10 al ddl S.3426

testo emendamento del 02/08/12

Il Senato,

in sede di approvazione del disegno di legge di conversione del decreto-legge 22 giugno 2012, n. 83, recante misure urgenti per la crescita del Paese (A.S. 3426),

                premesso che:

l'articolo 46-bis, comma 1, lettera f), del provvedimento in oggetto, introdotto in sede di prima lettura dalla Camera dei deputati, reca talune modifiche alla recente legge di riforma del mercato del lavoro (legge 28 giugno 2012, n. 92);

 

        considerato che:

perdurano gravi difficoltà a dare salvaguardia adeguata ed inclusiva alla situazione di migliaia di lavoratori coinvolti in processi di ristrutturazione aziendale affrontati anche attraverso accordi, collettivi o individuali, di mobilità e di esodo incentivato, il cui buon fine è messo in discussione dalle nuove norme in materia di quiescenza del previste dal decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni;

in sede di conversione del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95, recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini, la Commissione 5ª del Senato ha approvato un ordine del giorno che impegna il Governo a dare tempestiva soluzione al problema dei lavoratori interessati agli accordi di cui al comma 1, lettera a), dell'articolo 22 del citato decreto-legge n. 95, non sottoscritti in sede governativa, per i quali non sussista tale obbligo di legge;

tali accordi riguardano migliaia di lavoratori coinvolti in accordi di ristrutturazione aziendale sottoscritti a livello territoriale, regionale o provinciale, nonché accordi nazionali sottoscritti tra le parti sociali e successivamente notificati alle sedi istituzionali proprie;

 

        impegna il Governo:

a promuovere una esaustiva ricognizione di tali situazioni, rendendone noti gli esiti al Parlamento;

a valutare ogni opportuna iniziativa, compatibilmente con le esigenze di finanza pubblica, utile a dare positiva soluzione a tali situazioni di transizione e a salvaguardia dei lavoratori in esse coinvolti, anche attraverso l'ampliamento della platea dei soggetti beneficiari della norma prevista all'articolo 22 del citato decreto-legge n. 95.