Ordine del Giorno n. G1 al ddl S.3239

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testo emendamento del 12/07/12

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge A.S. 3239, recante «Ratifica ed esecuzione del Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance nell'Unione economica e monetaria» (cosiddetto Fiscal Compact),

        premesso che:

            il Trattato in oggetto, sottoscritto lo scorso 2 marzo da 25 Stati membri dell'Unione Europea, con l'esclusione del Regno Unito e della Repubblica Ceca, entrerà in vigore il 1º gennaio 2013, a condizione che almeno 12 Stati membri dell'area euro lo ratifichino, ha la finalità di salvaguardare la stabilità della zona euro prevedendo l'introduzione di regole specifiche, tra le quali il pareggio di bilancio e un meccanismo automatico per l'adozione di misure correttive in tema di deficit e di debito pubblico. In particolare, il titolo III del Trattato contiene le disposizioni relative alle regole sulla finanza pubblica, il cosiddetto Fiscal Compact;

            l'articolo 3 definisce la regola del pareggio di bilancio; ribadisce l'impegno delle parti contraenti a garantire la convergenza verso i rispettivi obiettivi di medio-termine (come definiti dal Patto di stabilità e crescita riformato dal cosiddetto Six-pack), con un margine massimo di scostamento consentito per il deficit strutturale pari allo 0,5 per cento del PIL; prevede deviazioni consentite rispetto a tale obiettivo solo in presenza di circostanze eccezionali; prevede l'impegno a definire meccanismi automatici di correzione che entreranno in funzione nel caso di deviazioni significative rispetto agli obiettivi di medio-termine;

            con la legge Costituzionale 20 aprile 2012, n. 1 è stato introdotto il principio del pareggio di bilancio nella Carta Costituzionale del nostro ordinamento;

            l'articolo 4 del Trattato reca l'impegno al rispetto della regola di riduzione del debito pubblico definita nel Six-pack, stabilendo che quando il rapporto tra il debito pubblico e il prodotto interno lordo di una parte contraente supera il valore di riferimento del 60 per cento, di cui all'articolo 1 del protocollo n. 12 sulla procedura per i disavanzi eccessivi, allegato ai Trattati dell'Unione europea, la Parte contraente opera una riduzione a un ritmo medio di un ventesimo all'anno;

            l'articolo 4 del Trattato richiama l'articolo 2 del Regolamento del Consiglio europeo n. 1467/97 del 7 luglio 1997, come modificato dal Regolamento del Consiglio n. 1177/2011 dell'8 novembre 2011, con riferimento ai cosiddetti «fattori rilevanti» di cui tenere conto nell'ambito del calcolo del debito o del deficit eccessivo degli Stati rispetto ai limiti fissati dal Trattato stesso;

            l'articolo 2, paragrafo 3, lettere a), b) e c) del Regolamento del Consiglio europeo n. 1467/97 del 7 luglio 1997, come modificato dal Regolamento del Consiglio n. 1177/2011 dell'8 novembre 2011, riporta, tra i fattori rilevanti da tenere in considerazione, la posizione economica e finanziaria di medio-termine degli Stati e, tra questi, in particolare la crescita potenziale, il ciclo economico e l'indebitamento netto del settore privato,

        considerato che:

            sono attualmente in discussione presso questo ramo del Parlamento il disegno di legge (AS 3240) recante la ratifica del Trattato che istituisce il Meccanismo Europeo di Stabilità (MES), strettamente collegato a quello del Fiscal Compact, e il disegno di legge (AS 2914) recante la ratifica ed esecuzione della decisione del Consiglio europeo 2011/199/UE che modifica l'articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell'Unione europea relativamente a un meccanismo di stabilità per gli Stati membri la cui moneta è l'euro, fatta a Bruxelles il 25 marzo 2011, il cui iter si è concluso, con voto unanime, in Commissione affari esteri il 3 luglio ultimo scorso;

            occorre evidenziare che il preambolo del Trattato sul Fiscal Compact, al terz'ultimo paragrafo, prevede che l'assistenza finanziaria nell'ambito di nuovi programmi a titolo di Meccanismo Europeo di Stabilità sarà subordinata, a decorrere dal 1º marzo 2013, alla ratifica del Trattato in oggetto;

            in data 21 giugno 2012, la Commissione Affari Esteri, in sede referente, ha concluso l'esame del disegno di legge di ratifica del Fiscal Compact, approvando un ordine del giorno del Presidente Dini, con il quale si invitava il Governo a definire con i principali partner europei in occasione del Vertice quadrilaterale del 22 giugno a Roma una proposta da sottoporre al Consiglio europeo del 28-29 giugno al fine di porre il Trattato in esame e quello che istituisce il MES in un chiaro percorso verso l'Unione politica;

            in data 27 giugno 2012, in vista del Consiglio Europeo del 28-29 giugno, la Camera ha approvato mozioni di maggioranza con le quali si è impegnato il Governo a sostenere e promuovere iniziative europee per lo sviluppo e la crescita, con l'obiettivo di attivare con effetto immediato i Project bond europei, gli Eurobond e gli Stability Bond; sostenere un dibattito politico europeo verso un'unione bancaria, economica, fiscale e politica dell'area euro; favorire, attraverso opportune modifiche dei Trattati, un processo riformatore volto ad attribuire alla Banca Centrale Europea un nuovo mandato che preveda il ruolo di prestatore di ultima istanza; proseguire nell'istituzione di un fondo speciale comunitario, già approvato dal Parlamento europeo, che assuma i debiti dei Paesi che eccedono il limite del 60 per cento del PIL, fissato dal Fiscal Compact, e che emetta obbligazioni a tassi di interesse ridotti con la garanzia di tutti gli Stati membri entro limiti temporali determinati; nonché creare un nuovo meccanismo di solidarietà che contrasti le oscillazioni eccessive degli spread,

        rilevato che:

            ai fini di una riduzione del debito pubblico responsabile e credibile, ma soprattutto economicamente e socialmente sostenibile, occorre implementare pienamente il Regolamento del Consiglio europeo n. 1467/97 del 7 luglio 1997, come modificato dal Regolamento del Consiglio n. 1177/2011 dell'8 novembre 2011, con riferimento ai «fattori rilevanti» - crescita potenziale, ciclo economico e indebitamento netto del settore privato - e in parallelo avviare un'azione credibile di riduzione strutturale dello stock del debito pubblico,

        impegna il Governo:

            a considerare il Fiscal Compact nella sua interezza, integrato dalla piena implementazione del Regolamento di cui all'articolo 4 dello stesso Fiscal Compact, come vincolo di finanza pubblica, coerentemente con quanto avviene negli altri Paesi dell'Unione europea;

            a procedere al calcolo del debito pubblico verificando la corretta contabilizzazione dei contributi finanziari destinati a iniziative di solidarietà internazionale e di raggiungimento degli obiettivi di stabilità finanziaria dell'Unione europea, come già previsto dal citato Regolamento di cui all'articolo 4 del Fiscal Compact, e verificando, conformemente alle regole e ai principi comuni definiti da Eurostat, anche la corretta contabilizzazione di eventuali poste statistiche di cui non vi è riscontro negli altri Paesi dell'Unione europea;

            avviare un'operazione seria, continua, strutturale di riduzione dello stock del debito pubblico per riportare il nostro rapporto debito/PIL su un credibile sentiero di riduzione, in sinergia con la virtuosità di riduzione prodotta dagli avanzi di bilancio strutturali.