Ordine del Giorno n. G100 al ddl S.2805

testo emendamento del 15/05/12

Il Senato,

        premesso che:

            l'A.S. n. 2805, recante «Disposizioni in materia di riconoscimento dei figli naturali» introduce nell'Ordinamento un procedimento per l'affidamento dei figli dei genitori non coniugati, ex articolo 317-bis c.c. Si tratta di una previsione necessaria, considerato che, finora, la materia è stata regolata soltanto con le regole già previste per i procedimenti camerali dagli articoli 737 e seguenti c.p.c. e la lacuna normativa ha prodotto gravi deficit di tutela delle persone minori di età;

            la competenza per i procedimenti ex art. 317-bis c.c. è stata spostata dal Tribunale per i minorenni, al quale era attribuita ex art. 38 disp. att. cod. civ., al Tribunale ordinario;

            tale scelta è stata motivata con la volontà di portare avanti al giudice ordinario tutti i procedimenti relativi all'interesse dei figli in caso di crisi della coppia genitoriale: separazione, divorzio, annullamento del matrimonio per i figli dei genitori coniugati; procedimenti ex art. 317-bis c.c. per i figli dei genitori non coniugati;

            la soluzione adottata sollecita ad adottare un ulteriore intervento legislativo di carattere ordinamentale, ovvero l'istituzione del Tribunale per la persona e le relazioni familiari, a motivo:

                sia delle caratteristiche della giurisdizione che riguarda le relazioni familiari e in particolare i diritti delle persone minori di età;

                sia delle indicazioni europee in materia di Giustizia a misura di minore, di cui alle Linee Guida del Consiglio di Europa emanate a Bruxelles il 17 novembre 2010 e il cui recepimento negli ordinamenti interni è stato individuato come obiettivo dalla Commissione Europea in un secondo documento del 15 febbraio 2011, An EU agenda for the rights of the Child;

                sia per motivi di opportunità e di razionalizzazione del sistema giustizia.

        Considerato che:

            la giurisdizione civile in materia di relazioni familiari ha caratteristiche specifiche poiché non risponde ad una logica meramente contrappositiva, avendo lo scopo di salvaguardare e ricomporre i rapporti tra i componenti della famiglia anche con assetti giuridici diversi;

            la giurisdizione civile in materia di relazioni familiari impone di adottare ogni decisione nel preminente interesse del minore, principio generale desumibile dalla nostra Costituzione ed assunto da tutti i documenti giuridici europei e internazionali;

            la Corte Costituzionale ha affermato la specialità della giurisdizione che riguarda diritti personali delle persone minori di età;

            il 17 novembre 2010, il Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa ha adottato le linee guida per una giustizia a misura di minore, prevedendo espressamente che essa sia affidata ad operatori specializzati, portatori di una formazione multidisciplinare comprensiva anche delle tecniche di comunicazione con le persone minori, in ragione delle loro diverse età e stadi evolutivi;

            nella Comunicazione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato per gli affari economici e sociali, al Comitato per le Regioni (An EU Agenda for the Rights of the Child, del 15 febbraio 2011), la Commissione Europea, facendo dei diritti delle persone minori di età parte integrante della politica europea dei diritti fondamentali e in un'espressa prospettiva di implementazione di questi, indica tra le azioni concrete l'utilizzazione delle Linee Guida del Consiglio d'Europa per una giustizia a misura di minore nei futuri strumenti da assumere da parte degli Stati membri nel campo della giustizia civile e penale.

        Valutato, altresì, che:

            la difficoltà di costituire una sezione specializzata per i minori e le relazioni familiari nella maggior parte dei tribunali ordinari causerebbe il trattamento promiscuo della materia insieme ad altre che, rispondendo a logiche giurisdizionali completamente diverse, sacrificherebbero la tutela delle persone minori di età;

            il cumulo delle competenze in capo ai tribunali ordinari - già gravemente oberati - aumenterà il loro carico di lavoro con ulteriore congestione della giustizia civile.

        Tutto ciò premesso, impegna il Governo:

            a favorire l'avvio e il buon esito dell'iter di riforma ordinamentale della giurisdizione in materia di relazioni familiari e diritti fondamentali delle persone, in particolare dei minori di età, mediante l'istituzione del «Tribunale per la persona e le relazioni familiari», giudice unico specializzato, presso il quale andranno a concentrarsi tutti i procedimenti relativi alla materia;

            a sostenere l'esame delle proposte legislative già presentate in tale direzione nella XVI legislatura, anche in adempimento delle indicazioni europee.