Ordine del Giorno n. G3.102 al ddl S.3184 in riferimento all'articolo 3.

testo emendamento del 02/04/12

Il Senato,

            nel corso della discussione sulla conversione in legge del decreto-legge 2 marzo 2012, n. 16, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazioni tributarie, di efficientamento e potenziamento delle procedure di accertamento

        considerato che:

            nell'attuale contesto socioeconomico, l'Italia si trova ad affrontare il problema della razionalizzazione della spesa pubblica tentando anche di non ridurre la fruizione del welfare; i nuovi e maggiori rischi che derivano dall'invecchiamento della popolazione, dall'aumento delle spese sanitarie e dalla maggiore mobilità e flessibilità del mercato del lavoro rischiano così di lasciare scoperti i bisogni di miglioramento delle aspettative dei servizi per quelle categorie più deboli come gli anziani, i minori, i disabili;

            nella situazione di crisi economica attuale il lavoratore dipendente vede erodersi costantemente il potere d'acquisto del suo salario a causa della forte pressione fiscale senza per contro vedere un aumento dei servizi di cui poter usufruire per far fronte alle necessità della conciliazione tra lavoro e famiglia, o più semplicemente a tutti quei servizi di assistenza sociale che possono essere corrisposti dalle aziende ai propri dipendenti utilizzando le agevolazioni fiscali già previste;

            esiste una vera emergenza nazionale relativa alla bassa partecipazione delle donne alla forza lavoro (soprattutto in alcune aree del Paese). Il nostro Paese presenta, infatti, due caratteristiche che lo rendono «anomalo» rispetto ai principali paesi industrializzati: un tasso di partecipazione alla forza lavoro delle donne e un tasso di fertilità particolarmente bassi, rispetto gli altri paesi europei. La valutazione sociale del lavoro femminile è significativamente evoluta nel corso degli ultimi decenni, passando da un carattere di «accessorietà» ad una vera e propria necessità non solo rispetto alle esigenze di parità di genere delle donne, ma anche rispetto alle esigenze di reddito delle famiglie;

            in questo contesto socioeconomico, il ricorso a politiche che favoriscano la conciliazione tra lavoro e impegni di cura svolti nell'ambito della famiglia appare, dunque, in Italia particolarmente necessario;

        impegna il Governo a:

            incentivare il più possibile lo sviluppo di un «secondo welfare» o «welfare aziendale» che si affianchi in maniera sussidiaria a quello pubblico e che possa farsi carico di una serie di bisogni dei lavoratori che non possono ormai essere soddisfatti dal welfare pubblico e che riguardano, ad esempio, la difficoltà di conciliazione fra responsabilità lavorative e familiari, il sostegno del potere d'acquisto dei lavoratori più svantaggiati o con molte persone a carico;

            favorire l'adozione di iniziative legislative che garantiscano la creazione di una rete integrata di servizi necessari per poter conciliare i tempi di vita con i tempi del lavoro;

            allargare le modalità di utilizzo defl'incentivazione anche fiscali esistenti, attraverso l'utilizzo dei buoni di servizio o vouchers - come avviene in numerosi paesi europei - che costituiscono un efficiente strumento per le imprese che vogliono attuare misure di welfare aziendale, soprattutto quando la dimensione aziendale (piccole e medie imprese) e il limitato numero di dipendenti non permette la creazione di servizi strutturati.