Articolo aggiuntivo n. 7.0.2 al ddl S.3110 in riferimento all'articolo 7.
  • status: Precluso

testo emendamento del 29/02/12

Dopo l'articolo 7, aggiungere il seguente:

«Art. 7-bis.

        1. Qualsiasi bene, durevole e non, che abbia il marchio "made in Italy" per essere messo in vendita deve garantire la tracciabilità delle materie di cui è costituito al fine di sostenere l'impiego di manodopera in Italia, di fornire maggiore tutela contro le forme di uso fraudolento o improprio dei marchi italiani, di dare impulso al contrasto della contraffazione e consentire ai cittadini di operare scelte consapevoli, basate sul principio della qualità.

        2. Il produttore di beni "made in Italy" ha l'obbligo di indicare sull'etichetta, o equivalente, le materie prime utilizzate e il Paese in cui vengono lavorate.

        3. Il marchio "made in Italy" può essere commercializzato in Italia e all'estero solo ed esclusivamente per quei beni prodotti in Italia e costituiti da materie prime per almeno il 50% prodotte anch'esse in Italia.

        4. La Società italiana per le imprese all'estero (SIMEST) è tenuta ad impegnare le imprese italiane che promuove e di cui sviluppa le attività all'estero a non delocalizzare per 10 anni i siti produttivi italiani, ovvero a verificare che entro detto termine le imprese non utilizzino in maniera fraudolenta e impropria il marchio "made in Italy".

        5. Le violazioni di cui al presente articolo sono punite ai sensi degli articoli 550 e 640 del Codice Penale».