Ordine del Giorno n. G/3110/24/10 al ddl S.3110

testo emendamento del 21/02/12

Il Senato,

premesso che:

l'art 29 del decreto-legge 24 gennaio 2012 dispone, nell'ambito del sistema del «risarcimento diretto» ex decreto legislativo. n. 209/05, che i criteri per calcolare la misura delle compensazioni tra le compagnie assicurative siano definiti sulla base dell'esigenza di migliorare i controlli sui costi dei rimborsi e l'individuazione delle frodi, anche usufruendo della possibilità di risarcire in forma specifica in luogo del risarcimento per equivalente, determinando una riduzione del premio assicurativo;

l'art. 30 introduce l'obbligo per le società assicuratrici di inviare ogni anno all'ISV AP una dettagliata relazione, contenente una stima della riduzione delle spese per i sinistri derivanti dall'accertamento delle frodi, al fine di reprimerle per prevenire la causa primaria del lievitare dei costi dell'intero settore;

l'art. 31 introduce disposizioni finalizzate al contrasto delle contraffazioni dei contrassegni attraverso la progressiva dematerializzazione degli stessi e la loro sostituzione con sistemi elettronici e telematici;

l'art. 32 prevede sgravi tariffari e incentivi laddove lo stipulante consenta alla compagnia di ispezionare lo «stato di rischio» del veicolo e le condizioni dello stesso prima della stipula o l'istallazione della «scatola nera» che registri l'attività del veicolo. Lo stesso articolo disciplina, inoltre, l'intera procedura di risarcimento dei sinistri per i danni alle cose e l'ispezione diretta ad accertare l'entità dei danni;

l'art. 33 ha operato importanti modifiche, riguardanti l'estensione delle «microinvalidità» ad ogni forma di invalidità, dell'art. 10-bis del decreto-legge 78/2010 convertito in legge n. 122/2010 che, ad un anno dall'entrata in vigore, sembrava ancora di marginale attuazione, oltre alle pene, le sanzioni disciplinari a carico dell'esercente la professione sanitaria che accerti il falso;

l'art. 34 obbliga le imprese assicuratrice alla «concorrenza», imponendo agli agenti assicurativi a rinunciare a posizioni monomandatarie per offrire almeno tre preventivi di diverse compagnie non appartenenti allo stesso gruppo al consumatore, prospettandogli una gamma di soluzioni tendente al ribasso dei costi delle polizze;

la voce che maggiormente incide sul vertiginoso lievitare dei prezzi dei premi assicurativi Re auto dipende quasi del tutto dal numero crescente di false invalidità accertate;

l'applicazione delle disposizioni sopracitate consentirebbe, grazie alle verifiche delle vere microinvalidità conseguenti a incidenti stradali, di appurare le truffe attuate a svantaggio delle compagnie di assicurazioni e, in conseguenza della acquisizione del dato reale, si potrebbe ridurre il prezzo del premio RC auto per milioni di automobilisti;

la Commissioni regionali miste previste dal secondo comma dell'art. 10-bis risulta non siano state ancora costituite;

la relazione annuale al Parlamento del Ministero dello sviluppo economico recante gli accertamenti dell'attuazione da parte delle società assicuratrici della riduzione dei premi RC auto in ragione dei risultati conseguiti con l'applicazione delle disposizioni previste dal medesimo decreto non è stata presentata;

attraverso una semplice indagine ondine comparata si evidenziano clamorose disparità e notevoli diseguaglianze economiche tra i prezzi dei premi assicurativi applicati dalle varie compagnie nelle diverse città italiane benché siano stati utilizzati gli stessi parametri di confronto;

in linea generale il sud paga i prezzi dei premi annui quasi il doppio di quelli del nord;

a titolo esemplificativo, una Fiat 600 assicurata a Napoli da un individuo di 40 anni a parità di condizioni contrattuali con un suo omologo torinese o milanese costa circa il triplo: Napoli (da un minimo di 712 euro l'anno a massimo di 1.502 euro) Caserta (da un minimo di 598 a un massimo di 1.351) Reggio Calabria (da un minimo di 480 a un massimo di 993) Palermo (da un minimo 451 a un massimo di 798) Cosenza (da un minimo di 309 a un massimo di 619) Roma (da un minimo di 307 a un massimo di 713) Torino (da un minimo 285 a un massimo di 658) Milano (da un minimo di 238 a un massimo di 555) Verona (da un minimo di 203 a un massimo di 537) Trento (da un minimo di 196 a un massimo di 502) Mantova (da un minimo di 197 a un massimo di 483);

indiscutibilmente i cittadini di Napoli e della sua Provincia risultano essere spropositatamente più vessati dalle compagnie assicuratrici;

l'Autorità Garante della concorrenza e del mercato, in sede di audizione al Senato della Repubblica sull'indagini conoscitiva sul settore dell'assicurazione dei veicoli, afferma «considerando Napoli in comparazione con Milano, risulta che, a parità di frequenza sinistri e di numero di compagnie, il premio risulta nettamente più alto (quasi il doppio nel periodo più recente di analisi) nella prima rispetto alla seconda»;

questo dato, confermato dalle relazioni annuali dell'ISVAP, dell'ANIA oltre che dell'Autorità Antitrust e supportato teoricamente dalla nota questione delle frodi ai danni delle compagnie sul territorio campano, pone rilevanti questioni di legittimità e costituzionalità in quanto appare del tutto sproporzionato e certamente «fuori controllo» la questione dei rincari assicurativi in tali realtà territoriali;

l'annosa questione dei falsi sinistri costituisce in alcune realtà campane una riprovevole «fonte di reddito» per alcune famiglie a danno dei cittadini onesti, doppiamente beffati dall'inadeguatezza dei meccanismi di lotta dello Stato alle frodi e dai rincari senza freni delle compagnie;

impegna il Governo:

a presentare entro 90 giorni uno stato attuativo degli articoli «antifrode» e del novellato art. 10-bis del decreto-legge 78/2010;

a far chiarezza sull'iniqua condizione di disparità economica posta in essere dalle compagnie assicurative italiane tra cittadini meridionali e il resto del Paese ed attivarsi affinché tale circostanza possa essere sanabile;

a introdurre efficaci strumenti di controllo sui rincari arbitrari e sulla proporzionalità economico-giuridica alla base degli aumenti forzati dei premi operati dalle compagnie in Campania sul dato strumentale delle «trastole napoletane»;

a verificare lo stato di attuazione dell'art. 10-bis del decreto-legge 78/2010, anche in ossequio alla novella da poco apportata;

a potenziare sistemi di controllo sui costi dei sinistri prevedendo un meccanismo di adeguamento automatico tra costo medio e tariffa media e sul controllo delle spese legali, anche alla luce dell'eliminazione delle tariffe minime per gli avvocati delle compagnie;

a trovare soluzioni adeguate volte all'accertamento, attraverso vari livelli di controllo, dei falsi incidenti stradali volti a frodare compagnie e casse dello stato;

a verificare l'efficienza della macchina giudizi aria, spesso nella figura degli Uffici dei Giudici di Pace, posta alla tutela della legittimità dei procedimenti e della obiettività delle liquidazioni dei danni scaturenti da falsi sinistri;

a valutare l'opportunità di rendere più efficiente e più incisiva l'azione dell'ISVAP attualmente incapace di fornire risposte adeguate al problema della sproporzione dei trattamenti tra cittadini del sud e non ed avviare procedimenti conoscitivi e conseguentemente sanziona tori finalizzati a limitare tali incresciosi fenomeni.