Articolo aggiuntivo n. 5.053 al ddl C.4623 in riferimento all'articolo 5.

testo emendamento del 01/02/12

Dopo l'articolo 5, aggiungere il seguente:
Art. 5-bis. - (Princìpi e criteri direttivi per l'attuazione della Direttiva 2010/18/Ue del Consiglio dell'8 marzo 2010 che attua l'Accordo-quadro riveduto in materia di congedo parentale concluso da BUSINESSEUROPE, UEAPME, CEEP e CES e abroga la direttiva 96/34/CE (Testo rilevante ai fini del SEE)). - 1. Il Governo è delegato ad adottare, uno o più decreti legislativi recanti le norme occorrenti per dare attuazione alla direttiva 2010/18/Ue del Consiglio dell'8 marzo 2010 che attua l'Accordo-quadro riveduto sul congedo parentale, concluso il 18 giugno 2009 dalle organizzazioni generali europee interprofessionali delle parti sociali, sulla base dei seguenti principi e criteri direttivi, realizzando il necessario coordinamento con le altre disposizioni vigenti e nel rispetto dei principi e criteri direttivi di cui all'articolo 1 della presente legge:
a) in aderenza all'Accordo-quadro che contempla la non trasferibilità di un periodo minimo di congedo parentale da un genitore all'altro, attribuendo in forma non cedibile almeno uno dei quattro mesi previsti nell'arco di otto anni, modificare e integrare il testo unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, di cui al decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151, al fine di stabilire l'obbligatorietà del congedo di paternità e di un periodo di fruibilità dello stesso, in modo continuativo o frazionato, per i lavoratori dipendenti sia del settore pubblico che del settore privato, nonché per i lavoratori autonomi, e che sia tale da corrispondere al periodo minimo non trasferibile, di cui alla clausola 2, punto 2, del suddetto accordo;
b) al fine di incentivare la concreta fruibilità del congedo di paternità, prevedere che per il periodo minimo di congedo, stabilito ai sensi della lettera a), la retribuzione venga fissata al 100 per cento della retribuzione mensile spettante;
c) prevedere l'estensione applicativa della disciplina in materia di congedi parentali, comprensiva del congedo obbligatorio di paternità di cui alla lettera a), anche ai soggetti non tutelati dalla normativa vigente, con particolare riguardo ai lavoratori atipici o con contratti a termine, in coerenza con quanto contenuto nella clausola 2, punto 1, dell'accordo, laddove stabilisce che l'Accordo trovi attuazione in favore di tutti i lavoratori di ambo i sessi, con un contratto o rapporto di lavoro definito dalla legge, dalla contrattazione collettiva e/o dalle prassi vigenti negli Stati membri, senza che venga esclusa dall'ambito di applicazione nessuna particolare fattispecie lavorativa;
d) prevedere congedi supplementari per i parti plurimi, prematuri, e per le nascite di bambini con handicap;
e) al fine di agevolare la ripresa dell'attività professionale dopo i periodi di congedo parentale, obbligatorio o facoltativo, e di promuovere una maggiore conciliazione dei tempi di lavoro e di condivisione del lavoro di cura - in aderenza alla clausola 6 dell'accordo - prevedere, sia per il settore pubblico che per quello privato, specifiche misure di sostegno per un graduale reinserimento delle madri lavoratrici al rientro dell'attività lavorativa, comprendenti il diritto alla rimodulazione dell'orario di lavoro flessibile o a tempo parziale, per un periodo di tempo predeterminato.