Ordine del Giorno n. G101 al ddl S.3066
  • status: Precluso

testo emendamento del 22/12/11

Il Senato,

            in sede di esame del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201,

        premesso che:

            la politica dei tagli lineari di spesa riferiti agli andamenti tendenziali «futuri» (che di fatto rappresentano aumenti rispetto alla spesa storica), adottata per oltre un decennio dai governi che si sono succeduti alla guida del paese, ha prodotto effetti del eteri sia sull'economia nazionale, perpetuando un atteggiamento passivo e dannoso di immobilismo finanziario con costi che tuttora gravano sulle imprese, sulle famiglie e sulle potenzialità di crescita, sia sul bilancio pubblico, che dopo anni di manovre non è stato ancora strutturalmente e definitivamente risanato;

            è possibile incidere direttamente e in modo efficace su voci specifiche della spesa pubblica corrente, in particolare sulla spesa per acquisti di beni e servizi delle pubbliche amministrazioni, voce che tra l'altro registra da sempre una crescita del tutto anomala, soprattutto se rapportata alla dinamica dei prezzi tenuto conto dell'evoluzione dell'attività e dei servizi concretamente erogati dalla PA;

            anche dalla razionalizzazione e dal taglio degli ingenti fondi pubblici erogati, per lo più «a pioggia», sotto forma di contributi alla produzione e agli investimenti a favore di poche imprese privilegiate, possono derivare ulteriori cospicui risparmi di spesa pubblica, e le risorse possono essere impiegate in modo più efficiente e produttivo sotto forma di incentivi automatici e di detrazioni e deduzioni automatiche d'imposta;

            la manovra varata con il decreto-legge in esame, della quale si riconosce la assoluta necessità sotto il profilo dell'assestamento e della messa in sicurezza dei conti pubblici, con ogni probabilità produrrà ricadute negative su una economia italiana già pesantemente fiaccata dalla crisi mondiale e che secondo le previsioni più aggiornate dei principali osservatori e istituzioni internazionali dovrebbe registrare una crescita negativa già a partire dal 2012, sulla scia di una recessione che investirà quasi certamente tutta l'area dell'euro;

            il rilancio dell'economia italiana richiede una vera e propria svolta nella politica economica e di bilancio, per perseguire nel contempo il risanamento dei conti pubblici e sostenere la crescita economica; è necessario che l'attenzione non sia concentrata esclusivamente sul saldo finale del bilancio, cioè sul deficit, ma che si prendano finalmente in considerazione i livelli assoluti totali delle entrate e della spesa pubblica, per varare un manovra di bilancio quantitativamente rilevante e qualitativamente significativa che tagli in modo sostanziale la spesa pubblica corrente, in modo particolare incidendo sulle due voci di spesa indicate nei punti precedenti, e utilizzi le risorse non solo per abbattere il deficit pubblico ma anche per ridurre il carico fiscale su famiglie e imprese, e per nuovi e maggiori investimenti in infrastrutture, ricerca e innovazione,

        impegna il Governo:

            a predisporre una serie articolata di misure di graduale e Progressiva riduzione della spesa corrente, con particolare riferimento alla spesa per consumi intermedi di tutti gli enti del settore pubblico e per trasferimenti pubblici alle imprese in forma di contributo in conto capitale e in conto corrente a fondo perduto, allo scopo di reperire con continuità e in progressione annuale le risorse necessarie per misure di alleggerimento del prelievo sulle imprese e sulle famiglie;

            a dare priorità, per quanto riguarda le imprese, alla riduzione consistente e duratuara dell'imposta regionale sulle attività produttive, a partire dalla totale esclusione del monte salari dalla base imponibile e con modalità tali da garantire alle regioni sufficiente gettito in sostituzione, e a trasformare progressivamente i contributi alle imprese a fondo perduto in incentivi fiscali automatici come il credito di imposta;

            a dare priorità, per quanto riguarda le famiglie, all'introduzione di meccanismi a garanzia dell'equità orizzontale oltre che di quella verticale, puntando in particolare all'ampliamento delle deduzioni dal reddito imponibile per i componenti del nucleo familiare;

            a indirizzare parte delle risorse derivanti dai risparmi di spesa corrente alla realizzazione di investimenti infrastrutturali nel settore della ricerca scientifica e tecnologica.