Articolo aggiuntivo n. 12.0.2 al ddl S.3066 in riferimento all'articolo 12.
  • status: Respinto

testo emendamento del 21/12/11

Dopo l'articolo 12, aggiungere il seguente:

Art. 12-bis.

(Modifiche al decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, in materia di inasprimento delle pene per delitti concernenti l'evasione fiscale)

        1. Al decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 2, comma 1, le parole: «È punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni» sono sostituite dalle seguenti: «È punito con la reclusione da tre a otto anni»;

            b) all'articolo 3, comma 1:

        1) all'alinea, le parole: «è punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni» sono sostituite dalle seguenti: «è punito con la reclusione da tre a otto anni»;

        2) alla lettera b), le parole: «cinque per cento» sono sostituite dalle seguenti: «tre per cento» e le parole: «euro un milione» sono sostituite dalle seguenti: «euro trecentocinquantamila»;

            c) all'articolo 4, comma 1:

        1) all'alinea, le parole: «è punito con la reclusione da uno a tre anni» sono sostituite dalle seguenti: «è punito con la reclusione da due a cinque anni»;

        2) alla lettera b), le parole: «dieci per cento» sono sostituite dalle seguenti: «cinque per cento» e le parole: «euro due milioni» sono sostituite dalle seguenti: «euro seicentomila»;

            d) all'articolo 5, comma 1, le parole: «È punito con la reclusione da uno a tre anni» sono sostituite dalle seguenti: «È punito con la reclusione da due a cinque anni»;

            e) all'articolo 8, comma 1, le parole: «È punito con la reclusione da un anno e sei mesi a sei anni» sono sostituite dalle seguenti: «È punito con la reclusione da tre a otto anni»;

            f) all'articolo 10, le parole: «è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni» sono sostituite dalle seguenti: «è punito con la reclusione da uno a sei anni»;

            g) all'articolo 1Q-bis, le parole: «È punito conia reclusione da sei mesi a due anni» sono sostituite dalle seguenti: «È punito con la reclusione da uno a tre anni»;

            h) all'articolo 11:

        1) al comma 1, al primo periodo, le parole: «E punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni» sono sostituite dalle seguenti: «È punito con la reclusione da uno a cinque anni» e al secondo periodo, le parole: «da un anno a sei anni» sono sostituite dalle seguenti: «da tre a otto anni»;

        2) al comma 2, al primo periodo, le parole: «È punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni» sono sostituite dalle seguenti: «È: punito con la reclusione da uno a cinque anni» e al secondo periodo, le parole: «da un anno a sei anni» sono sostituite dalle seguenti: «da tre a otto anni»;

            i) all'articolo 12:

        1) al comma 2, le parole: «non inferiore ad un anno e non superiore a tre anni» sono sostituite dalle seguenti: «di dieci anni»;

        2) il comma 2-bis è sostituito dal seguente:

        «2-bis. Per i delitti previsti dagli articoli da 2 a 11 del presente decreto l'applicazione dell'istituto della sospensione condizionale della pena di cui all'articolo 163 del codice penale è subordinato al pagamento del debito tributario. In ogni caso non si applica la sospensione condizionale della pena qualora l'imposta evasa o non versata sia superiore a euro trecentomila»;

        3) dopo il comma 2-bis è aggiunto, in fine, il seguente:

        «2-ter. Per i delitti previsti dagli articoli da 2 a 11 del presente decreto, si osservano, in quanto applicabili, le disposizioni di cui all'articolo 322-ter del codice penale»;

            l) all'articolo 13, al comma 2-bis, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «In ogni caso non si applica l'articolo 444 del codice di procedura penale qualora !'imposta evasa o non versata sia superiore a euro centomila».

        2. Le maggiori entrate derivanti dal comma precedente, al netto di quelle destinate alle esigenze prioritarie di raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica concordati in sede europea confluiscono in un apposito Fondo per la riduzione strutturale della pressione fiscale, istituito nello stato di previsione del Ministero dell'Economia e delle Finanze e sono finalizzate alla riduzione degli oneri fiscali e contributivi gravanti sulle famiglie e sulle imprese.

        3. Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.