Proposta di modifica n. 1.200 (testo 2) al ddl S.2156

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testo emendamento del 08/06/11

Sostituire l'articolo con il seguente:

        «Art. 1. - 1. È istituito, presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Comitato di coordinamento delle iniziative anticorruzione, di seguito "Comitato". Il Comitato è presieduto dal Presidente del Consiglio dei ministri o, su sua delega, dal Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione ed è, altresì, composto dai Ministri dell'Interno, della giustizia, dell'economia e delle finanze, dello sviluppo economico, degli affari esteri e delle politiche comunitarie, o loro delegati, con il compito di definire le linee di indirizzo e di coordinare le strategie di prevenzione e repressione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione elaborate a livello nazionale e internazionale. Ai membri del Comitato non spettano emolumenti o rimborsi di qualsiasi natura per l'incarico svolto.

        2. La Presidenze dei Consiglio dei Ministri - Dipartimento della funzione pubblica, che opera quale Autorita nazionale anticorruzione ai sensi dell'articolo 6 della legge 3 agosto 2009, n. 116, ha il compito di:

        a) sviluppare le strategie di prevenzione della corruzione e dell'illegalità nella pubblica amministrazione elaborate a livello nazionale;

        b) predisporre e coordinare, sulla base dei piani delle pubbliche amministrazioni centrali di cui al comma 4, lettera a), il Piano nazionale anticorruzione in attuazione dei princìpi di cui all'articolo 5 della Convenzione dell'Organizzazione delle Nazioni unite contro la corruzione, adottata dall'Assemblea generale dell'ONU il 31 ottobre 2003, con risoluzione n. 58/4 firmata dallo Stato Italiano il 9 dicembre 2003 e ratificata con la legge 3 agosto 2009, n. 116 (di seguito «Convenzione»);

        c) svolgere le funzioni di Osservatorio anticorruzione curando l'analisi aggiornata dei fenomeni corruttivi e riferendone, con cadenza annuale, al Ministro per la pubblica amministrazione e l'innovazione che, a sua volta, ne informa il Governo, il Parlamento, gli organismi internazionali e la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche ai fini di cui all'articolo 13, comma 8, del decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150;

        d) ai sensi degli articoli 5, comma 4, e 61, comma 2, della Convenzione, collaborare con i paritetici organismi stranieri, con le organizzazioni regionali ed internazionali competenti al fine di:

            1) promuovere e mettere a punto definizioni, norme e metodologie comuni per la prrevenzione della corruzione;

            2) sviluppare e condividere statistiche, esperienza analitica e informazioni sulle migliori pratiche per prevenire e combattere il fenomeno;

            3) realizzare programmi e progetti internazionali;

        e) valutare periodicamente, ai sensi degli articoli 5, comma 3, e 61, comma 3, della Convenzione, l'idoneità degli strumenti giuridici e delle misure amministrative adottate al fine di prevenire e combattere la corruzione;

        f) al fine di favorire il corretto e onorevole esercizio delle funzioni affidate, definire, ai sensi, dell'articolo 7, comma 1, della Convenzione, in collaborazione con la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, programmi formativi per i dipendenti pubblici, nonché stabilire le modalità per lo svolgimento presso la stessa Scuola e in collaborazione con l'Autorità per la Vigilanza sui contratti pubblicik, della formazione dei dirigenti e dei funzionari preposti alle stazioni appaltanti in materia di procedure di gara, stipula e gestione dell'esecuzione dei contratti pubblici di lavori, servizi e fornitue;

        g) pubblicare, ai sensi dell'articolo 10, comma 1, lettera c) della Convenzione, le informazioni relative al rischio corruzione nella pubblica amministrazione;

        h) monitorare l'effettiva attuazione dei singoli piani di cui al comma 4;

        i) definire modelli standard delle informazioni ed i dati occorrenti per il conseguimento degli obiettivi previsti dalla presente legge, secondo modalità che consentano la loro gestione ed analisi informatizzata;

        l) convocare periodicamente ai sensi dell'articolo 13, comma 1, della Convenzione, le organizzazioni non governative attive nella prevenzione della corruzione e nella lotta contro tale fenomeno.

        3) Per lo svolgimento delle funzioni di cui al comma 2, il Dipartimento della funzione pubblica si avvale del Servizio Anticorruzione e Trasparenza .

        4) Le pubbliche amministrazioni centrali elaborano e trasmettono al Dipartimento di cui al comma 3:

            a) propri piani di azione che:

            1) forniscano una valutazione del diverso livello di esposizione al rischio corruzione degli uffici;

            2) definiscono gli interventi organizzativi per presidiare il rischio di cui al numero 1);

                        3) attuano in collaborazione con la Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione, i programmi formativi, di cui al comma 2, lettera f);

            4) indicano le soluzioni, anche normative, e le attività volte a individuare tempestivamente e a prevenire eventuali condotte illecite;

            b) elementi idonei allo svolgimento dei compiti di cui al comma 2, lettere e), f), g), h) e i)».