Ordine del Giorno n. G202 (testo 2) al ddl S.2568
  • status: Accolto (Accolto dal Governo come raccomandazione)

testo emendamento del 30/03/11

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge recante: «Modifiche al codice di procedura penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, e altre disposizioni a tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori»,

        premesso che:

            la situazione penitenziaria merita particolare attenzione e non può essere considerata avulsa dal contesto sociale;

            la preoccupante ed allarmante situazione del sovraffollamento delle nostre carceri costituisce oggi uno dei problemi principali del sistema penitenziario;

            il Consiglio d'Europa ha elaborato una serie di raccomandazioni capaci di avere effetti per un forte contenimento del problema, raccomandazioni di rispetto dei diritti umani che hanno come conseguenza una riduzione dell'area penitenziaria;

        ritenuto che:

            allo stato la popolazione penitenziaria presenta un esubero, rispetto alle reali capienze delle strutture carcerarie, di 23.000 unità e, di contro, il personale dell'amministrazione penitenziaria lavora in uno stato di grande emergenza, con una carenza di organico di circa 7.000 unità;

            aumentano sempre più i casi di suicidi nelle carceri, sia da parte di detenuti che di agenti della polizia penitenziaria;

        considerato che:

            lo Stato, prendendo in carico un individuo, si assume la protezione della sua vita;

            s'impone una immediata riflessione sulla necessità di incidere sulla «cultura» del regime detentivo nelle nostre carceri e di valutare interventi indispensabili con la integrazione e risocializzazione reale dei detenuti,

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di adottare iniziative volte a istituire una commissione di studio formata da esperti, che in tempi brevi formuli delle proposte immediatamente operative perché la sanzione, rispondendo al giusto momento punitivo, si integri concretamente al dettato costituzionale inerente all'ineludibile momento rieducativo, anche attraverso la commutazione delle pene detentive e la comminazione delle medesime già in sede di giudizio.

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(*) Accolto dal Governo come raccomandazione