Ordine del Giorno n. G208 al ddl S.2568

testo emendamento del 29/03/11

Il Senato,

            in sede di esame del disegno di legge recante «Modifiche al codice di procedura penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, e altre disposizioni a tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori»,

        premesso che:

            il disegno di legge, all'articolo 1, prevede modifiche alla disciplina delle misure cautelari nei confronti delle detenute madri di prole non superiore a sei anni. In particolare, il comma 2 novella l'articolo 284, comma 1, del codice di procedura penale, e prevede la possibilità che le stesse donne imputate possano scontare gli arresti domiciliari presso una casa famiglia protetta, se istituita. Il comma 3 dello stesso articolo, introduce il nuovo articolo 285-bis del codice di procedura penale, disponendo che, nel caso in cui sussistano esigenze cautelari di eccezionale rilevanza, e queste stesse lo consentano, il giudice può disporre la custodia cautelare delle imputate di cui sopra presso un istituto a custodia attenuata per detenute madri;

            la novità positiva del disegno di legge consiste nel fatto che la custodia cautelare delle detenute madri non sarebbe più disposta in carcere, bensì nelle case famiglia protette e negli istituti a custodia attenuata, evitando l'ingresso in carcere dei loro figli minori di età non superiore a sei anni;

            il sistema penitenziario italiano non presenta sufficienti strutture idonee ad ospitare madri detenute con prole, che possano essere adibite a case famiglia protette e istituti a custodia attenuata;

            la mancanza di tali strutture rende in concreto inapplicabili le disposizioni di cui sopra, vanificando gli obiettivi del disegno di legge e condannando i figli minori delle detenute madri a trascorrere i primi anni della loro vita nelle strutture penitenziarie,

        impegna il Governo:

            ad adottare effettive misure per la costruzione di strutture idonee ad essere adibite a case famiglia protette e istituti a custodia attenuata;

            a dare attuazione alle norme vigenti in materia di braccialetti elettronici, che permetterebbero, ove consentito, di limitare l'ingresso in carcere delle detenute madri e dei loro figli minori;

            a garantire il diritto dei minori di età non superiore a sei anni, figli di madri detenute, a vivere in un ambiente che consenta loro una vita e uno sviluppo psico-fisico analoghi a quelli dei loro coetanei.