Articolo premissivo n. 04.1 al ddl S.2568 in riferimento all'articolo 4.

testo emendamento del 22/03/11

All'articolo, premettere il seguente:

«Art. 04.

(Case-famiglia protette)

        1. Alla legge 26 luglio 1975 n. 354, sono apportate le seguenti modificazioni:

            a) all'articolo 11, il nono comma è abrogato;

            b) dopo l'articolo 47-sexies è inserito il seguente:

        ''Art. 47-septies. – (Detenzione in case-famiglia protette). – 1. La madre di prole di età non superiore ad anni tre con lei convivente espia la pena nelle case-famiglia protette quando sia stata condannata per taluno dei reati di cui agli articoli da 270 a 270-quinquies; 280; 280-bis; 285; 289-bis; 306; 416, sesto comma; 416-bis; 422; 575 aggravato ai sensi dell'articolo 576, comma primo, numero 2), per avere commesso il fatto contro il discendente, anche se adottivo; da 600 a 602; da 609-bis a 609-quinquies; 609-octies; 630; 644; 648-bis del codice penale, limitatamente all'ipotesi che la sostituzione riguardi denaro, beni o altre utilità provenienti dal delitto di sequestro di persona a scopo di estorsione o dai delitti concernenti la produzione o il traffico di sostanze stupefacenti o psicotrope, nonché quando sia stata condannata per taluna delle fattispecie previste dall'articolo 74 del testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza di cui al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309.

        2. Qualora la madre di prole di età compresa tra tre e dieci anni abbia riportato condanna per taluno dei reati di cui al comma 1, il giudice può disporre che la pena sia espiata in una casafamiglia protetta, qualora sia possibile ripristinare la convivenza con il minore'';

            c) all'articolo 59, dopo le parole: ''per l'esecuzione delle pene'', sono inserite le seguenti: ''2-bis) case famiglie protette;'';

            d) dopo l'articolo 67 è inserito il seguente:

        ''Art. 67-bis. – (Case-famiglia protette). – 1. Le case famiglia-protette sono realizzate fuori dagli istituti penitenziari e organizzate con caratteristiche che, nella dotazione delle misure di sicurezza da adottare, tengano conto principalmente delle esigenze psico-fisiche dei minori''.

        2. Con decreto del Ministro della giustizia, sentito il Ministro per le pari opportunità, da adottare, ai sensi del comma 3 dell'articolo 17 della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è definito il regime di funzionamento delle case-famiglia protette, che si ispira ai seguenti criteri:

            a) presenza di personale specializzato in materia di infanzia;

            b) prevalenza dell'aspetto trattamentale e terapeutico;

            c) formazione specialistica degli operatori penitenziari che prestano lavoro in tali strutture;

            d) previsione di un ambiente interno adatto alle esigenze del minore e al rapporto tra genitore e figlio;

            e) previsione di strumenti di controllo compatibili con la prevalente esigenza di tutela del minore.

        3. Ai fini dell'applicazione delle norme di cui ai commi 1, lettera d), e 2, il Ministro della giustizia, di intesa con gli enti locali interessati, entro sei mesi dalla data di emanazione del decreto di cui al comma 2, individua le strutture idonee ad ospitare le case-famiglia protette nei vari comuni nonché le modalità e i criteri per individuare il personale da destinare ad esse».