Ordine del Giorno n. G/2568/7/2 al ddl S.2568

testo emendamento del 22/03/11

Il Senato,

            in sede di approvazione del disegno di legge n. 2568 recante: «Modifiche al codice di procedura penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, e altre disposizioni a tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori»,

        premesso che:

            il testo in esame introduce alcune modifiche al codice di procedura penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354 che, pur importanti ed espressione di un'attenzione del legislatore verso il tema delle detenute madri, rischiano di non essere risolutive dei problemi che oggi caratterizzano il rapporto tra detenute madri e figli minori;

            l'istituzione delle case famiglia e degli istituti a custodia attenuata, di per sé assolutamente positiva, non viene accompagnata dalla specificazione dei requisiti che tali strutture debbono possedere al fine di favorire una stabile e positiva relazione genitori figli;

            per gli istituti a custodia attenuata come per le case famiglie la copertura finanziaria presente nel provvedimento è assolutamente insufficiente e rischia di rendere minime le risorse effettivamente a disposizione anche per la dotazione di personale essenziale al funzionamento di tali strutture;

            ciò appare ancora più preoccupante data la situazione di strutturale carenza di personale all'interno degli istituti penitenziari italiani, oggi particolarmente allarmante in un contesto di grave sovraffollamento delle carceri. Basti pensare che la pianta organica ministeriale prevede 1.331 educatori e 1.507 assistenti sociali, mentre in servizio al primo settembre risultavano 1.031 educatori e 1.105 assistenti sociali ossia circa 1 operatore ogni sessanta detenuti;

            per un provvedimento, come quello in esame, che privilegia la primaria esigenza del minore di poter trascorrere i primi anni di vita accanto alla madre ma in un ambiente non ostile al bambino, quale invece è oggi la realtà dei penitenziari italiani, il Governo deve assumersi degli impegni concreti per l'incremento del personale femminile nei ruoli di agenti ed assistenti del Corpo della polizia penitenziaria, attualmente in molte realtà molto al di sotto delle previsioni della pianta organica, e per l'incremento del personale educativo che rappresenta un mezzo indispensabile per rieducazione e sul recupero delle madri detenute;

            la strutturale carenza di educatori potrebbe determinare tra l'altro un rallentamento della concessione di misure alternative, se non addirittura uno stallo di tali procedure. In questa chiave l'investimento in risorse umane risulta propedeutico e necessario per l'effettiva attuazione del provvedimento;

            d'altra parte senza l'incremento di ulteriori unità di personale pedagogico l'attuale situazione di grave disagio non potrà mai essere risolta né potrà trovare risoluzione la drammatica condizione in cui versano i figli di detenute madri nelle carceri italiane,

        impegna il Governo:

            ad adottare provvedimenti tesi alla assunzione all'interno delle strutture penitenziarie di professionisti altamente qualificati che possano operare nel recupero delle piene capacità genitoriali delle madri detenute, nella facilitazione del rapporto tra madre e bambino ed eventuali altri figli all'esterno e al fine di contribuire quotidianamente al benessere psicologico delle detenute madri e dei loro bambini;

            ad estendere le misure di deflazione carceraria alle madri detenute cittadine extracomunitare, in carcere per violazione del solo articolo 14 del testo unico sull'immigrazione che punisce la permanenza illegale dello straniero nel territorio dello Stato;

            a sostenere ed adottare le iniziative idonee ad escludere il personale pedagogico dalla riduzione della pianta organica e dal blocco delle assunzioni prendendo coscienza che non può esserci alcun miglioramento delle condizioni di detenzione senza l'investimento nel personale che lavora negli istituti penitenziari;

            a provvedere, oltre che all'adeguamento della pianta organica corrispondente alla crescita della popolazione carceraria, alla predisposizione di un piano straordinario di assunzioni di educatori penitenziari da attingersi dalla vigente graduatoria del concorso pubblico per esami a 397 posti nel profilo professionale di Educatore, Area C, posizione economica C1, indetto con Pdg 21 novembre 2003;

            a provvedere, con urgenza, per colmare le dotazioni organiche delle strutture penitenziarie in generale e delle case circondariali femminili in particolare, con riferimento all'intero organico degli operatori penitenziari, compresi psicologi ed educatori, previsti dalla pianta organica attualmente vigente presso il dipartimento dell'amministrazione penitenziaria, provvedendo altresì alla stabilizzazione delle lavoratrici precarie e delle puericultrici in particolare, anche in considerazione della loro peculiare esperienza e professionalità;

            a realizzare le condizioni per l'assunzione straordinaria di vice-commissari in prova del Corpo della polizia penitenziaria da attingere dalla graduatoria degli idonei dell'ultimo concorso espletato.