Ordine del Giorno n. G/2568/2/2 al ddl S.2568

testo emendamento del 02/03/11

Il Senato,

        in sede di discussione del disegno di legge recante «Modifiche al codice di procedura penale e alla legge 26 luglio 1975, n. 354, e altre disposizioni a tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori»,

        premesso che:

            l'articolo 146-bis delle norme di attuazione, di coordinamento e transitorie del codice di procedura penale, di cui al decreto legislativo 28 luglio 1989, n. 271, disciplina la fattispecie della «partecipazione del dibattimento a distanza»;

            in particolare, il comma 1-bis del medesimo articolo stabilisce che, sebbene non sussistano gravi ragioni di sicurezza o di ordine pubblico, o qualora il dibattimento non risulti particolarmente complesso e la partecipazione a distanza non appaia necessaria per evitare ritardi nel suo svolgimento, il giudice dispone sempre la misura di cui al citato articolo 146-bis nei confronti del detenuto al quale sono state applicate le misure di cui all'articolo 41-bis, comma 2, della legge 26 luglio 1975, n. 354;

            l'attuazione della fatti specie della partecipazione al dibattimento a distanza implica, come specificato al comma 3 del citato articolo 146-bis, la realizzazione di un collegamento audiovisivo tra l'aula di udienza ed il luogo di custodia, «con modalità tali da assicurare la contestuale, effettiva e reciproca visibilità delle persone presenti in entrambi i luoghi e la possibilità di udire quanto vi viene detto»;

        considerato che:

            lo spostamento fisico dei detenuti dalla struttura carceraria all'aula del tribunale comporta, oltre che continui problemi legati alla sicurezza, anche un certo dispendio economico, destinato ad aumentare qualora il testimone sia un detenuto ritenuto particolarmente pericoloso e quindi necessariamente sottoposto a misure particolarmente restrittive,

        impegna il Governo:

            a valutare l'opportunità di adottare iniziative volte a estendere la fattispecie della partecipazione al dibattimento a distanza anche nei confronti di persona che si trovi a qualsiasi titolo in stato di detenzione presso un istituto penitenziario e che debba essere assunta in qualità di testimone;

            ai fini di cui sopra, a valutare l'opportunità di prevedere che gli istituti penitenziari si dotino degli strumenti necessari ai fmi della realizzazione del collegamento audiovisivo con le aule di tribunale.