Articolo aggiuntivo n. 51.0.20 al ddl S.2228 in riferimento all'articolo 51.
  • status: Precluso

testo emendamento del 15/07/10

Dopo l'articolo 51, aggiungere il seguente:

«Art. 51-bis.

(Incentivi per l'adeguamento ed il miglioramento antisismico degli edifici e del rischio idrogeologico)

        1. Il Dipartimento della protezione civile, con il supporto della Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi, d'intesa con le regioni, è tenuto ad avviare e realizzare in termini di somma urgenza, e comunque d'intesa entro e non oltre il 31 dicembre del 2012, un piano di verifiche speditive finalizzate alla predisposizione di interventi volti alla riduzione del rischio sismico di immobili, strutture e infrastrutture, nelle aree dell'Appennino centrale contigue a quelle interessate dagli eventi sismici dell'apriIe 2009 e nelle altre aree del Paese a più elevato rischio sismico. La realizzazione di tale piano ha luogo in collaborazione con gli - enti locali interessati, utilizzando gli elenchi elaborati dall'agenzia del - territorio di cui all'articolo 19 del presente decreto, può essere - realizzata anche attraverso tecnici dei medesimi enti e di ogni altra amministrazione od ente pubblico operante nei territori interessati. A tale fine è autorizzata la spesa di 50 milioni di euro annui per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013.

        2. Per le spese documentate, sostenute entro il 31 dicembre 2013, relative ad interventi di adeguamento antisismico del patrimonio edilizio privato ricadente nelle aree individuate dalla mappatura di cui al comma 1 considerate ad elevato e medio rischio sismico, realizzati ai sensi del decreto-legge 28 maggio 2004, n. 136, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 luglio 2004, n. 186, e del decreto ministeriale 14 settembre 2005, «Norme tecniche per le costruzioni», spetta una detrazione dall'imposta lorda per una quota pari al 55 per cento degli importi rimasti a carico del contribuente, fino a un valore massimo per la detrazione di 100 mila euro, da ripartire in tre quote annuali di pari importo. A tal fine sono stanziati 430 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013.

        3. Il mancato avvio dei lavori di messa in sicurezza degli immobili pubblici entro sei mesi dagli esiti delle verifiche di cui al comma l determina l'inutilizzabilità dell'immobile.

        4. Il Dipartimento della protezione civile, d'intesa«con le regioni, è tenuto ad avviare e realizzare in termini di somma urgenza, e comunque entro e non oltre il 31 dicembre del 2011, una mappatura delle aree a più elevato rischio idrogeologico e dei manufatti abusivi ricadenti in queste aree, ai sensi del decreto legislativo n. 152 del 2006, e successive modificazioni, utilizzando gli elenchi, elaborati dall'agenzia del territorio, di cui all'articolo 19 del presente decreto-legge. Da tale mappatura devono emergere con chiarezza i vari gradi di insicurezza per le persone, imputabili a fenomeni di abusivismo edilizio o comunque a localizzazioni improprie di insediamenti abitativi e infrastrutturali. La realizzazione della predetta mappatura ha luogo in collaborazione con gli enti locali interessati e può essere realizzata anche attraverso tecnici dei medesimi enti e di ogni altra amministrazione od ente pubblico operante nei territori interessati. A tale fine è autorizzata la spesa di 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013.

        5. Per gli interventi di adeguamento e messa in sicurezza del territorio e di abbattimento dei manufatti abusivi che ricadono nelle aree individuate dalla mappatura di cui al comma 4, sono stanziati 510 milioni di euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013.

        6. Ai maggiori oneri di cui ai commi precedenti, pari ad 1 miliardo di euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013 si provvede mediante le maggiori entrate di cui all'articolo 55-bis».

        Conseguentemente, dopo l'articolo 55, inserire il seguente:

«Art. 55-bis.

(Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche e la valutazione delle pubbliche amministrazioni e nuove norme in materia di retribuzioni dei dirigenti pubblici)

        1. A decorrere dal 1º gennaio 2011, la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l'integrità delle amministrazioni pubbliche istituita ai sensi della legge 4 marzo 2009, n. 15, al fine di assicurare l'omogenea attuazione su tutto il territorio nazionale dei princìpi di imparzialità e buon andamento nella valutazione del personale dipendente delle pubbliche amministrazioni, svolge le proprie funzioni di promozione degli standard di trasparenza e di valutazione anche con riferimento al personale dipendente dalle amministrazioni regionali e locali. La Commissione valuta, altresì, il rendimento del personale degli altri organismi di diritto pubblico come definiti a norma dell'articolo 3, comma 26, del codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163.

        2. Le amministrazioni sono tenute, a decorrere dal 1º gennaio 2011, ad adeguare le attività di valutazione previste dalla legge agli indirizzi, requisiti e criteri appositamente formulati dalla Commissione.

        3. Per i dirigenti delle pubbliche amministrazioni, la componente della retribuzione legata al risultato deve essere fissata in una misura non inferiore al 30 per cento della retribuzione complessiva.

        4. A decorrere dal 1º gennaio 2011, in mancanza di una valutazione corrispondente agli indirizzi, requisiti e criteri di credibilità definiti dalla commissione, non possono essere applicate le misure previste dall'articolo 21, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in materia di responsabilità dirigenziale, ed è fatto divieto alle pubbliche amministrazioni di corrispondere ai propri dirigenti la componente della retribuzione legata al risultato il dirigente che contravvenga al divieto per dolo o colpa grave risponde per il maggior onere conseguente.

        5. A decorrere dal 1º gennaio 2011, è fatto divieto di corrispondere al dirigente il trattamento economico accessorio nel caso in cui risulti che egli, senza adeguata giustificazione, non abbia avviato il procedimento disciplinare nei confronti dei dipendenti in esubero che rifiutino la mobilità, la riqualificazione professionale o la destinazione ad altra pubblica amministrazione, entro un ambito territoriale definito e nel rispetto della qualificazione professionale.

        6. A decorrere dal 1º gennaio 2011, è fatto divieto di attribuire aumenti retributivi di qualsiasi genere ai dipendenti di uffici o strutture che siano stati individuati per grave inefficienza, improduttività, o sovradimensionamento dell'organico.

        7. Dall'attuazione del presente articolo devono derivare risparmi per 1 miliardo di euro per ciascuno degli anni 2011, 2012 e 2013. I risparmi devono essere conseguiti da ciascuna amministrazione secondo un rapporto di diretta proporzionalità rispetto alla consistenza delle rispettive dotazioni di bilancio.

        8. In caso di accertamento di minori economie rispetto agli obiettivi di cui al comma 17, si provvede alla corrispondente riduzione, per ciascuna amministrazione inadempiente, delle dotazioni di bilancio relative a spese non obbligatorie, fino alla totale copertura dell'obiettivo di risparmio ad essa assegnato».