Proposta di modifica n. 11.20 al ddl S.2228 in riferimento all'articolo 11.

testo emendamento del 24/06/10

Sostituire il comma 6 con i seguenti:

        «6. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge il prezzo al pubblico dei farmaci concedibiIi in regime di Servizio sanitario nazionale è ridotto del 2 per cento. Dalla medesima data e sino al 31 dicembre 2010, le quote di spettanza dei grossisti e dei farmacisti sul prezzo di vendita al pubblico delle specialità medicinali di classe a), di cui all'articolo 8, comma 10, della legge 24 dicembre 1993, n.537, previste nella misura rispettivamente del 6,65 per cento e del 26,7 per cento dall'articolo 1, comma 40, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 e dall'articolo 13, comma 1, lettera b), del decreto-legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito dalla legge 24 giugno 2009, n. 77, sono rideterminate nella misura del 3 per cento per i grossisti e del 30,35 per cento per i farmacisti che deve intendersi come quota minima a questi spettante. Il Servizio sanitario nazionale, nel procedere alla corresponsione alle farmacie di quanto dovuto, trattiene ad ulteriore titolo di sconto sino al 31 dicembre 2010, fermo restando quanto previsto dall'art. 48 comma 32 del decreto legge 30 settembre 2003, n. 239 convertito dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, una quota pari all'1 per cento sul prezzo di vendita al pubblico al netto dell'imposta sul valore aggiunto. L'ulteriore sconto dell'1 per cento non si applica alle farmacie rurali sussidiate con fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale, al netto dell'imposta sul valore aggiunto non superiore a euro 387.324,67 e alle altre farmacie con fatturato annuo in regime di Servizio sanitario nazionale, al netto dell'imposta sul valore aggiunto non superiore a euro 258.228;45.»

        «6-bis. Presso il Ministero della salute è istituito un tavolo con la partecipazione dei Ministeri dell'economia e delle finanze, del Lavoro e delle Politiche sociali, dell'AIFA e delle associazioni di sindacali delle farmacie pubbliche e private maggiormente rappresentative, per la revisione, entro il 31 dicembre 2010, della metodologia di remunerazione delle farmacie per la cessione di farmaci erogati in regime di SSN.»

        «6-ter. All'articolo 5 del decreto-legge n. 159/2007, convertito nella legge n. 222/2007, come modificato dal decreto legge 1º luglio 2009 n.78 convertito nella legge 3 agosto 2009 n.102, il primo periodo della lettera a) del comma 3 è così modificato: dopo le parole ''l'intero sforamento è ripartito'' le parole ''a lordo IVA'' sono sostituite con le parole ''al netto dell'IVA e delle quote di partecipazione a carico dei cittadini''; dopo le parole ''quote di spettanza sui prezzi dei medicinali'' sono aggiunte le parole ''e, per i farmacisti, al netto degli sconti praticati per legge al Servizio sanitario nazionale,''».

        Conseguentemente, alla copertura degli oneri, si provvede, per l'anno 2010, mediante corrispondente riduzione del fondo di riserva per le spese impreviste, per gli anni 2011 e 2012, mediante corrispondente riduzione del Fondo per interventi strutturali di politica economica, di cui all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307, come integrato dall'articolo 55, comma 6, del presente decreto-legge e, a decorrere dal 2013, mediante corrispondente riduzione delle proiezioni a decorrere dall'anno 2012 dello stanziamento del fondo speciale di parte corrente iscritto, ai fini del bilancio triennale 2010-2012 nell'ambito del programma «fondi di riserva e speciali» della missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze per l'anno 2010 allo scopo utilizzando, fino a concorrenza degli oneri, gli stanziamenti di tutte le rubriche.

        Sono corrispondentemente ridotti, fino all'importo massimo del 2 per cento, tutti gli stanziamenti di parte corrente della tabella C allegata alla legge n. 191 del 2009 con esclusione degli stanziamenti destinati alla ricerca, all'istruzione e alla sicurezza pubblica.

        Il Ministro dell'economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.