Proposta di modifica n. 1.271 al ddl S.1611 in riferimento all'articolo 1.

testo emendamento del 10/06/10

Sostituire il comma 9 con il seguente:

        «9. L'articolo 266 del codice di procedura penale è sostituito dal seguente:

        "Art. 266. - (Limiti di ammissibilità). - 1. L'intercettazione di conversazioni o comunicazioni telefoniche e di altre forme di comunicazione è consentita nei procedimenti relativi ai seguenti reati:

            a) delitti non colposi per i quali è prevista la pena dell'ergastolo o della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell'articolo 4;

            b) delitti contro la pubblica amministrazione per i quali è prevista la pena della reclusione non inferiore nel massimo a cinque anni determinata a norma dell'articolo 4;

            c) delitti concernenti sostanze stupefacenti o psicotrope

            d) delitti concernenti le armi e le sostanze esplosive;

            e) delitti di contrabbando;

            f) reati di ingiuria, minaccia, usura, abusiva attività finanziaria, abuso di informazioni privilegiate, manipolazione del mercato, molestia o disturbo delle persone col mezzo del telefono, atti persecutori;

            f-bis) delitti previsti dall'articolo 600-ter, terzo comma, del codice penale, anche se relativi al materiale pornografico di cui all'articolo 600-quater.1 del medesimo codice.

            f-ter) delitti di favoreggiamento personale e favoreggiamento reale.

        2. Negli stessi casi è consentita l'intercettazione di comunicazioni tra presenti. Tuttavia, qualora queste avvengano nei luoghi di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, l'intercettazione è consentita solo se vi è fondato motivo di ritenere che ivi si stia svolgendo l'attività criminosa».