• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

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Atto a cui si riferisce:
C.5/00428 VICO, MARTELLA, BELLANOVA, BOCCIA, BORDO, CAPANO, CONCIA, GAGLIONE, GINEFRA, GRASSI, LOSACCO, MASTROMAURO, SERVODIO, RIA e VELO. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere -...



Atto Camera

Interrogazione a risposta in Commissione 5-00428 presentata da LUDOVICO VICO
mercoledì 8 ottobre 2008, seduta n.063
VICO, MARTELLA, BELLANOVA, BOCCIA, BORDO, CAPANO, CONCIA, GAGLIONE, GINEFRA, GRASSI, LOSACCO, MASTROMAURO, SERVODIO, RIA e VELO. - Al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. - Per sapere - premesso che:

è diritto universale di ogni cittadino alla mobilità e al diritto di circolazione;

proprio in questi giorni il nuovo piano di trasporto aereo minaccia drastici tagli ai voli da e per la Puglia, e ciò rende ancora più drammatica la decisione di Trenitalia sulle tratte di importanza strategica che collegano Taranto e Lecce a Milano;

nello scorso autunno, alla vigilia della pubblicazione del nuovo piano orario di Trenitalia in cui si ipotizzava il taglio di alcune tratte sempre sulla direttrice adriatica pugliese, l'allora Governo Prodi intervenne inserendo nella Finanziaria 2008 i termini della convenzione con Trenitalia per garantire il mantenimento di tutti gli standard per i collegamenti da e per la Puglia;

in un territorio che ormai da anni sogna il raddoppio di alcune linee e su cui insiste un gap tecnologico decennale il piano di Trenitalia, entrato in vigore dallo scorso 8 settembre penalizza ancor di più il trasporto con particolare riferimento alla dorsale adriatica, costretta a subire la cancellazione degli Eurostar (Etr500) Taranto-Milano delle 5.34, Milano-Lecce delle 11.05, Milano-Taranto delle 13.05 e il Lecce-Milano delle 13.35, sostituiti da più vetusti Eurostar City, più lenti e sprovvisti della carrozza ristorante;

si ipotizza che in seguito il ridimensionamento predisposto da Trenitalia potrebbe riguardare altri treni a lunga percorrenza, come gli Eurostar Lecce-Roma e Taranto-Roma, che, sempre dalla Puglia consentono i collegamenti dei viaggiatori pugliesi con la Capitale;

la decisione di Trenitalia sarebbe imputabile all'ipotetico sottoutilizzo degli Eurostar, concepiti per viaggiare sulle linee ad alta velocità (fino a 300 km/h), su tratte (quelle della direttrice Adriatica) dove la velocità massima è di 180 Km/h. Ma a fronte di tale cambiamento suona quanto meno paradossale l'ennesima odissea cui sono stati sottoposti i viaggiatori dell'Eurostar Lecce-Milano, partito alle 13.35 di domenica 7 settembre dal capoluogo salentino. Così se i supertecnologici Etr500 hanno costretto i 600 viaggiatori pugliesi a cinque ore di ritardo, ad una invasione sui binari nello scalo di Termoli e ad una lunga sosta obbligata per avaria al sistema di climatizzazione, è legittimo pensare ad un peggioramento delle condizioni di mobilità a bordo di carrozze, quelle degli Eurostar City, progettate per viaggiare più lente ma anche figlie della campagna acquisti anni '80 dell'ex Ferrovie dello Stato;

sul fronte trasporti ferroviari e non solo si è aperta una stagione di grandi contrasti a livello regionale, considerata, inoltre, la denuncia del Movimento Consumatori Puglia che ha invitato la Regione a tagliare o sospendere, laddove sia evidente l'insufficienza qualitativa del servizio, i contributi per il trasporto regionale, che ha promosso una raccolta di firme indirizzata alla Commissione Europea;

a fronte del declassamento sulle tratte in questione degli Etr500 in Eurostar City, si è costretti a registrare il rischio di perdita di posti di lavoro per una quarantina di persone, addette al servizio di ristorazione a bordo dei treni a lunga percorrenza -:

cosa intenda fare il Governo al fine di assicurare una rimodulazione degli interventi di Trenitalia in merito al trasporto su rotaie che riguarda una Regione di importanza strategica per lo sviluppo del Mezzogiorno e dell'Italia, al fine di evitare inopportune polemiche sugli scarsi investimenti economici e strutturali da destinare alle politiche economiche, sociali e culturali che riguardano il Sud e scongiurare il rischio di ulteriori disagi occupazionali.(5-00428)