• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/19393 [Tagli nell'ospedale «Maresca» di Torre del Greco]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-19393 presentata da FRANCESCO BARBATO
martedì 22 gennaio 2013, seduta n.739
BARBATO. - Al Ministro dell'interno, al Ministro della salute. - Per sapere - premesso che:

l'ospedale «Maresca» di Torre del Greco è interessato da alcuni mesi dai tagli regionali, con reparti chiusi e declassamento d'ufficio;

episodi di cronaca locale riferiscono di una emergenza sicurezza che si unisce agli altri problemi esistenti;

in data 13 gennaio 2013 il quotidiano d'informazione Metropolis web a firma di Ciro Formisano riferisce che, quattro giorni prima, aveva sfogato la propria rabbia distruggendo «gli arredi del pronto soccorso, mobili e scaffali. Il tutto per non avere ottenuto il timbro per il ricovero in una struttura privata specializzata in psichiatria»;

il giornalista Formisano spiega che: «col declassamento della struttura - previsto nel piano di rientro della spesa sanitaria in Campania - la questione sicurezza è precipitata nell'oblio, in scia al destino dell'ospedale. Si è incominciato con l'eliminazione del drappello di polizia, per finire con lo snellimento - in numeri e turni - dei vigilantes impegnati all'ingresso di ospedale e pronto soccorso. Delle 9 guardie giurate che sino a qualche anno fa monitoravano l'afflusso di pazienti, medici e visitatori, oggi ne restano soltanto 3, di cui 2 - per contratto - impegnate nel controllo dell'area da cui si ha accesso alle due ali dell'ospedale: la vecchia - dove c'è il reparto occupato dagli attivisti del comitato "Pro Maresca" - e la nuova, quella nella quale sono state dirottate buona parte delle attività mediche. Una scelta obbligata per i dirigenti che amministrano l'ospedale "declassato", vista la penuria di fondi e i tagli netti operati al budget del nosocomio corallino. Come se non bastasse, poi, a essere oggetto della spending review sanitaria, oltre al numero dei vigilantes, sono anche i turni. Da qualche anno, infatti, l'area che consente l'accesso alle due ali dell'ospedale si svuota e dopo le 8 di sera resta incredibilmente incustodita, a scapito della sicurezza di malati, dottori e visitatori. Questioni già sollevate in questi anni dagli stessi attivisti del comitato che combatte per difendere l'ospedale, ma anche da responsabili, infermieri e dottori. Una vicenda su cui pesa un corposo e vasto archivio di episodi consegnati alla cronaca. Si va dalle rapine ai danni dei pazienti, passando per minacce, atti di vandalismo e aggressioni ai danni di medici e infermieri. A rischio, insieme all'incolumità di degenti e rappresentanti dello staff medico»;

a rischio nel nosocomio torrese anche le costose attrezzature custodite all'interno delle due strutture di cui si compone l'ospedale;

all'interrogante risulterebbe inoltre che a causa dei tagli, sia al vaglio dei dirigenti dell'Asl un'ulteriore ipotesi di dimezzamento del servizio, che vedrebbe il declassamento delle guardie giurate in semplici «portieri», attraverso l'eliminazione della vigilanza armata -:

se i ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e, se alla luce di quanto esposto si intenda intervenire con misure urgenti a garanzia della incolumità e sicurezza di pazienti e medici. (4-19393)