• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
C.4/19360 [Emergenza acqua potabile nel Lazio]



Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-19360 presentata da MARIA ANTONIETTA FARINA COSCIONI
martedì 22 gennaio 2013, seduta n.739
FARINA COSCIONI, MAURIZIO TURCO, BELTRANDI, BERNARDINI, MECACCI e ZAMPARUTTI. - Al Ministro della salute, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. - Per sapere - premesso che:

come risulta ampiamente da quotidiani, agenzie di stampa, siti di informazione internet, da gennaio 2013 migliaia di comuni del viterbese resteranno senza acqua perché la Unione europea ha stabilito che non vi debbano essere più deroghe - dopo averne concesso tre consecutive - al divieto di erogazione di acqua potabile, per via degli elevati valori di arsenico;

il 31 dicembre 2012 sono scadute tutte le possibilità di ulteriori proroghe per le deroghe ai parametri delle acque potabili stabiliti dalla legge e l'unica regione che non riuscirà a ripristinare i valori, in particolare per l'arsenico (e in misura minore per i floruri) entro la scadenza risulta essere il Lazio;

si tratta di una «emergenza» che si è assurdamente trascinata da ben dodici anni senza che i responsabili della regione Lazio che si sono via via succeduti abbiano mai trovato una soddisfacente soluzione al problema;

per lo stop decretato da Bruxelles con l'arrivo del 2013 ai comuni coinvolti verranno applicate pesanti ordinanze che limiteranno l'uso dell'acqua potabile, come il divieto a berla, utilizzarla per lavarsi i denti o per l'industria alimentare;

della lista fanno parte soprattutto municipi del viterbese e delle altre zone di origine vulcanica della regione (Castelli Romani e una parte della provincia di Latina);

in particolare, i comuni interessati risultano essere quelli di: Acquapendente, Arlena di Castro, Bagnoregio, Barbarano Romano, Bassano in Teverina, Bassano Romano, Blera, Bolsena, Bomarzo, Calcata, Canepina, Canino, Capodimonte, Capranica, Caprarola, Carbognano, Castel S.Elia, Castiglione in Teverina, Celleno, Cellere, Civita Castellana, Civitella D'Agliano, Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Farnese, Gallese, Gradoli, Graffignano, Grotte di Castro, Ischia di Castro, Latera, Lubriano, Marta, Montalto di Castro, Monte Romano, Montefiascone, Monterosi, Nepi, Onano, Oriolo Romano, Orte, Piansano, Proceno, Ronciglione, San Lorenzo Nuovo, Soriano del Cimino, Sutri, Tarquinia, Tessennano, Tuscania, Valentano, Vallerano, Vasanello, Vejano, Vetralla, Vignanello, Villa San Giovanni Tuscia, Viterbo, Vitorchiano;

le deroghe, inizialmente previste solo come misura transitoria, sono diventate purtroppo un espediente per non fare i necessari interventi di potabilizzazione; e come già detto, dopo oltre dieci anni dall'entrata in vigore della legge e a due dalla bocciatura dell'Unione europea, in diverse regioni il problema è stato risolto, l'unica inadempiente è il Lazio -:

se le popolazioni interessate siano state informate della situazione;

se non si ritenga, ove già non sia stato approntato di assumere iniziative in materia e di competenza per varare un piano immediato per garantire almeno l'accesso ai 5/6 litri di acqua al giorno per abitante che l'Istituto superiore di sanità fissa come limite adeguato di approvvigionamento;

quali iniziative si intendano promuovere, per quanto di competenza, per l'adeguamento della rete idrica ai parametri di arsenico legali. (4-19360)