• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

link alla fonte

Atto a cui si riferisce:
C.9/05714/008 [Problemi applicativi della Tares]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/05714/008presentato daRUBINATO Simonettatesto diMartedì 22 gennaio 2013, seduta n. 739

La Camera,
premesso che:
l'introduzione del nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi indivisibili (Tares), prevista a decorrere dal 2013 pone rilevanti problemi applicativi e si colloca in un periodo di grave disagio per ciò che riguarda le capacità organizzative dei comuni, con particolare riferimento alla fase di transizione che sta attraversando la normativa sulla riscossione delle entrate locali;
in particolare l'articolo 1-bis come emendato dal Senato rischia di innescare una grave crisi finanziaria per i comuni e i gestori del servizio rifiuti, connessa – da una parte – alla previsione di scadenza a luglio 2013 della prima rata della Tares e – dall'altra – alle comunque complesse modalità di riscossione, particolarmente gli incomprensibili e inspiegabili limiti persino nel regime di tariffa corrispettivo nei casi di cui al comma 29 dell'articolo 14 del decreto-legge 6 dicembre 2011 n. 201 (ovvero il solo utilizzo di F24 e bollettino postale, escluse tutte le altre modalità semplificate quali RID ecc., l'impossibilità di riscossione in uno della maggiorazione, versamento esclusivo al comune senza possibilità di riscossione tramite gestori o terzi abilitati, ecc.);
sarebbe inoltre opportuno prevedere la possibilità, per i comuni che hanno realizzato sistemi dì commisurazione puntuale dei rifiuti, di applicare la maggiorazione – analogamente al tributo provinciale di cui al comma 28 del medesimo articolo 14 – in misura percentuale sull'importo della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani. Ciò permetterebbe di calcolare con certezza il prelievo in misura equivalente all'ammontare previsto per la copertura dei costi per i servizi indivisibili, semplificando enormemente gli adempimenti richiesti agli uffici comunali ed evitando nuovi adempimenti in capo ai cittadini ed imprese per la riscossione di un tributo che difficilmente sarà compreso ed accettato dagli utenti anche per gli effetti distorsivi alla tariffa puntuale applicata. Infatti per i molti comuni che da molti anni hanno sperimentato ed attivato avanzate modalità di raccolta dei rifiuti per incentivare la raccolta differenziata (servizio domiciliare con conferimento dei rifiuti in appositi contenitori/sacchetti dati in dotazione alle singole utenze, ecc.) congiuntamente ad un sistema tariffario collegato a modalità di commisurazione puntuale dei rifiuti conferiti al servizio pubblico mediante opportuni sistemi e dispositivi (trasponder, microchip, codici a barre, sistemi di pesatura e volumetrici, ecc.), l'introduzione della maggiorazione determinata in base alla superficie, può determinare una distorsione della tariffa puntuale, disincentivando i comportamenti virtuosi e responsabili che la tariffa puntuale incentiva;
considerato che:
sarebbe opportuno passare progressivamente ad un nuovo regime di prelievo finalizzato esclusivamente alla copertura integrale del servizio di gestione dei rifiuti solidi urbani ed assimilati introducendo una tariffa avente natura corrispettiva mediante l'introduzione di sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico;
valutato che:
è necessaria non solo una maggior ponderazione di taluni elementi disciplinari e regolativi della Tares e una maggior preparazione del processo applicativo, ma anche un profondo ripensamento della struttura stessa di questo tributo nella fase sperimentale dell'Imu;
la maggiorazione prevista come componente della Tares è stata infatti pensata nella fase di attuazione del federalismo municipale dal precedente Governo come tributo, parametrato sulla superficie dell'immobile ed in particolare dell'abitazione, volto a finanziare da parte dei residenti i servizi indivisibili dei comuni, quali la pubblica illuminazione, la manutenzione delle strade, ecc., in considerazione dell'esenzione dell'abitazione principale dall'Imu dei cittadini residenti, che pur essendo elettori rischiavano di non pagar alcun tributo a fronte dei servizi indivisibili erogati dal comune;
come riporta bene anche un articolo de Il Sole 24 ore del 19 novembre 2011 in fase di gestazione del decreto-legge cosiddetto Salva Italia nel Governo a guida del presidente Monti era aperta la discussione su due possibili proposte: «anticipare la nuova imposta municipale (Imu) dal 2014 al 2012 estendendola all'abitazione principale oppure puntare su una service tax aggiuntiva», quale «la Res proposta dall'esecutivo uscente», contenuta nello schema di decreto legislativo, approvato su proposta del ministro Calderoli nel Consiglio dei Ministri del 24 ottobre 2011, decreto correttivo del federalismo municipale;
la decisione presa alla fine, di fronte alla gravissima emergenza dei conti pubblici del Paese, è stata quella di introdurre nel Salva Italia entrambe le imposte, con entrata in vigore immediata dell'Imu anche sull'abitazione principale e a partire dal 1o gennaio 2013 della Tares;
superata la fase dell'emergenza finanziaria del Paese, considerato l'andamento positivo delle entrate, in particolare della stessa Imu, oltre che dall'evasione fiscale nel 2012 (dieci miliardi secondo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio), considerato il livello elevatissimo della pressione fiscale e le difficoltà di famiglie e imprese in questa fase di recessione, con la previsione di un considerevole calo del Pil anche nel 2013, tenuto conto delle recenti dichiarazioni del presidente Monti favorevoli, sia pure con la dovuta prudenza e nel rispetto dei vincoli di bilancio, sulla possibilità di ridurre prudentemente la pressione fiscale ed in particolare di ristrutturare l'Imu rendendola più equa e progressiva, anche su invito dell'Unione europea;
tutto ciò premesso,

impegna il Governo

ad assumere con urgenza le iniziative anche normative necessarie a porre rimedio ai rilevanti problemi applicativi ed organizzativi dei comuni, nonché ad evitare il prodursi di una crisi nei bilanci dei comuni e/o dei gestori del servizio rifiuti;
a favorire le condizioni per un profondo ripensamento della struttura stessa di questo tributo nell'ambito di una revisione complessiva del federalismo municipale ed in particolare della finanza locale, tenuto conto del regime sperimentale in atto dal 1° gennaio 2012 per l'Imu, estesa anche all'abitazione principale e con le modalità onerose dovute alla rivalutazione delle rendite catastali, per evitare il rischio di far pagare, con la maggiorazione sulla tariffa per i rifiuti, calcolata con riferimento ai metri quadri degli immobili, alle famiglie residenti e alle imprese due volte gli stessi servizi indivisibili come l'illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade e le aree verdi, ecc. peraltro senza alcun beneficio sul miglioramento della qualità di questi servizi, atteso che gli enti locali subiscono la decurtazione di un importo equivalente ai corrispondenti introiti dei trasferimenti erariali dovuti ai comuni da parte dello Stato.
9/5714/8. (Testo modificato nel corso della seduta).  Rubinato, Nannicini, Baretta, Esposito, Mattesini.