• Testo ODG - ORDINE DEL GIORNO IN ASSEMBLEA

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Atto a cui si riferisce:
C.9/05714/007 [Sulla gestione dei rifiuti in Campania]



Atto Camera

Ordine del Giorno 9/05714/007presentato daBARBATO Francescotesto diMartedì 22 gennaio 2013, seduta n. 739

La Camera,
premesso che:
in sede di esame del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 14 gennaio 2013, n. 1, recante disposizioni urgenti per il superamento di situazioni di criticità nella gestione dei rifiuti e di taluni fenomeni di inquinamento ambientale;
il decreto-legge in esame, approvato in tempi brevissimi dal Senato (due giorni), introduce delle disposizioni urgenti per superare situazioni di criticità e di emergenze ambientali esistenti in varie zone del territorio del Paese, dai rifiuti alla bonifica dei siti inquinati;
il provvedimento, di fatto, si riduce a poco più di una sorta di mini «milleproroghe verdi». Purtroppo le ennesime. Il testo del provvedimento in commento, è stato ridotto drasticamente rispetto alle anticipazioni iniziali, e si limita infatti a differire alcune scadenze di carattere ambientale, perdendo la principale norma inizialmente prevista per accelerare la raccolta differenziata a Roma, finalizzata principalmente a ridurre il flusso di rifiuti da smaltire rendendo progressivamente l'offerta degli impianti Tmb (trattamento meccanico biologico) del Lazio adeguata al fabbisogno;
il primo pacchetto di proroghe interviene innanzitutto sulla questione rifiuti in Campania. Dove esiste un regime speciale temporaneo, relativamente al settore dei rifiuti, in base al quale competono alle province le funzioni di gestione relative alla riscossione dei tributi e al trattamento e allo smaltimento dei rifiuti, e ai comuni (fino a fine 2012, ora prorogato con questo decreto a giugno 2013) le funzioni di raccolta, di spazzamento, di trasporto e per la differenziata, Regime speciale che scadeva a fine anno. Per dare più tempo alle amministrazioni coinvolte nel passaggio al regime ordinario introdotto dalla spending review (decreto-legge n. 95 del 2012) è stata prevista una proroga fino al 30 giugno;
ricordiamo che il suddetto decreto-legge n. 95 del 2012 prevede infatti che siano attribuite ai comuni l'organizzazione e la gestione dei servizi di raccolta, avvio e smaltimento e recupero dei rifiuti urbani e la riscossione dei relativi tributi;
prolungata poi per tutto il 2013, la possibilità di smaltire ancora in discarica i rifiuti con PCI (Potere calorifico inferiore) sopra i 13.000 kJ/kg. Il divieto – introdotto a suo tempo al fine di limitare il ricorso alla discarica e potenziare il recupero di energia dai rifiuti che non possono essere ulteriormente valorizzati attraverso il riciclaggio – sarebbe scattato a fine 2012 e avrebbe impedito lo smaltimento in discarica di rilevanti flussi di rifiuti generati, per quanto concerne quelli da attività economiche, da diversi e importanti settori industriali produttivi del Paese;
sempre relativamente all'ambito dei rifiuti, al Senato è stato aggiunto l'articolo 1-bis, che sposta di tre mesi, da aprile 2013 a luglio 2013, il termine di versamento della prima rata del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES), introdotto dal decreto-legge n. 201 del 2011, ferma restando la facoltà per ciascun comune di posticipare ulteriormente tale termine;
per evitare interruzioni nella gestione delle emergenze ambientali in atto nel Paese, vengono prorogate per tutto il 2013 alcune delle gestioni commissariali in scadenza, e in palese deroga al divieto di proroga o di rinnovo delle gestioni commissariali che è stato espressamente previsto dal decreto-legge n. 59 del 2012 riguardante il riordino della Protezione civile. Detto decreto n. 59 del 2012 infatti, dispone che «le gestioni commissariali che operano, ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e successive modificazioni, alla data di entrata in vigore del presente decreto, non sono suscettibili di proroga o rinnovo, se non una sola volta e comunque non oltre il 31 dicembre 2012»;
a partire da quella per la messa in sicurezza e bonifica delle aree di Giugliano in Campania (Napoli) e dei Laghetti di Castelvolturno (Caserta) per la sicurezza ambientale, che altrimenti non sarebbe garantita da due amministrazioni non in grado di operare per lo scioglimento dei consigli comunali, e dalle operazioni di bonifica dello stabilimento chimico Stoppani di Cogoleto (Genova);
ma detta proroga varrà anche per il commissario straordinario delegato alle attività di messa in sicurezza (ossia il Capo Dipartimento della Protezione Civile, Franco Gabrielli), rimozione e trasferimento della nave «Costa Concordia» all'isola del Giglio;
il 31 gennaio 2013 scade infatti l'emergenza nazionale relativa alla nave Costa-Concordia (dichiarata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 20 gennaio 2012);
la proroga di un anno del termine, fino al 31 dicembre 2013, è necessaria per garantire la buona riuscita delle operazioni complesse di rimozione e trasferimento della nave;
ricordiamo che i compiti del Commissario delegato, Franco Gabrielli, sono principalmente i seguenti: coordinare gli interventi per superare l'emergenza, controllare l'esecuzione degli interventi di messa in sicurezza e bonifica da parte dell'armatore, con il potere di sostituirsi al soggetto responsabile in caso di inadempienza, e verificare che la rimozione del relitto avvenga in sicurezza;
al Senato è stata quindi approvata (nonostante il parere negativo del Governo) un'ulteriore proroga (sempre al 31 dicembre 2013) relativamente all'azione del commissario straordinario nominato per l'emergenza idrica nelle isole Eolie;
sempre durante l'esame del decreto al Senato, è stato approvato un emendamento che veramente poco ha a che vedere con tematiche ambientali, e che riguarda il sisma del maggio 2012 che ha colpito i territori delle province di Bologna, Modena, Ferrara, Mantova, Reggio Emilia e Rovigo;
l'articolo aggiuntivo riguarda le procedure per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni private e degli immobili ad uso non abitativo, al fine di garantire che il finanziamento concesso garantisca integralmente le spese occorrenti per la ricostruzione o la riparazione dei suddetti immobili;
la finalità di questo emendamento, riguardante il terremoto in Emilia, è stata spiegata dal senatore D'Alì, relatore del provvedimento, e riguarda «la necessità di modificare i parametri quantitativi e percentuali di intervento sulla ricostruzione (...) per superare una situazione di fatto che mi dicono si sia creata in Emilia: dinanzi alla disponibilità di risorse, sono molto poche le domande per attingere al fondo per la ricostruzione, perché i parametri determinati nella norma originaria e nei successivi decreti attuativi in realtà dimezzano l'entità del contributo, che dovrebbe coprire al 100 per cento o all'80 per cento il costo della ricostruzione. Invece, per effetto di alcuni parametri, relativi alle consistenze degli immobili o forse anche ad aspetti qualitativi, il contributo, a conti fatti (sto parlando in maniera spicciola, i colleghi mi correggano se sbaglio), nella stragrande maggioranza dei casi, non supera il 50 per cento della spesa effettiva. Questo aggiustamento consentirà quindi ai cittadini che devono ricostruire la loro abitazione di ottenere un sensibile incremento della percentuale di contributo rispetto al costo sostenuto e di poter utilizzare effettivamente una norma che questo Parlamento ha varato cercando di venire incontro alle esigenze delle popolazioni terremotate»,

impegna il Governo

a valutare l'opportunità, con particolare riferimento alla regione Campania, di porre in essere ogni atto di competenza volto ed evitare l'introduzione di ulteriori norme di proroga di termini previsti da disposizioni di legge che riguardino direttamente la questione dei rifiuti, così anche da garantire la messa a regime ordinaria di tutte le disposizioni che la stessa regione Campania necessita per la tutela dell'ambiente e della salute pubblica.
9/5714/7. Barbato.