• Testo INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

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Atto a cui si riferisce:
S.4/08933 [Istituzione di elenchi di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa]



Atto Senato

Interrogazione a risposta scritta 4-08933 presentata da CARLO GIOVANARDI
mercoledì 16 gennaio 2013, seduta n.860

GIOVANARDI - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dell'interno - Premesso che:

l'art. 5-bis del decreto-legge 6 giugno 2012, n. 74, convertito, con modificazioni, dalla legge 1° agosto 2012, n. 122, come modificato dall'art. 11 del decreto-legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, prevede l'istituzione, presso ciascuna delle prefetture dell'area dell'Emilia e della Lombardia colpita dal terremoto, di elenchi (cosiddette white list) di fornitori, prestatori di servizi ed esecutori di lavori non soggetti a tentativi di infiltrazione mafiosa;

tale disposizione comporta l'obbligatorietà, per gli esecutori dei lavori di ricostruzione, di utilizzare una delle imprese inserite nella cosiddetta white list;

la prefettura di Modena, con provvedimento del 28 dicembre 2012, ha rigettato la domanda di iscrizione della ditta F.lli Baraldi SpA di San Prospero di Modena "sussistendo tentativi di infiltrazione mafiosa da parte della criminalità organizzata tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della stessa" (il provvedimento è stato trasmesso in allegato alla presente interrogazione e resta acquisito agli atti del Senato);

a quanto risulta all'interrogante la F.lli Baraldi di San Prospero è una stimata e seria impresa che ha sede e opera proprio nell'area colpita dal terremoto, con 200 dipendenti diretti e 300 fra maestranze e società che lavorano indirettamente sul suo indotto;

a giudizio dell'interrogante non soltanto le motivazioni del provvedimento non sembrano corrispondere alle disposizioni del comma 2 del citato art. 5-bis riguardanti le situazioni da cui si possono desumere tentativi di infiltrazione mafiosa;

nello stesso provvedimento della Prefettura di Modena si legge: "Atteso che nel procedimento amministrativo cautelare antimafia viene riconosciuto all'Autorità prefettizia l'esercizio di un potere discrezionale fondato sulla preliminare valutazione degli elementi di cognizione complessivamente raccolti a seguito dell'istruttoria non aventi necessariamente carattere di prova; rilevato infatti, che la normativa antimafia prescinde dall'accertamento di responsabilità penali, attribuendo significato a profili indiziari, ovvero ad eventi ipotizzati come possibili, che consentono di desumere ragionevoli legami o condizionamenti anche in presenza di coinvolgimenti non diretti nell'organizzazione criminale, ma basati su fenomeni familiari o economici";

sulla base di queste considerazioni, a parere dell'interrogante non fondate, l'impresa Baraldi ha già subìto, a causa della mancata iscrizione nella white list, danni pari a 38 milioni di euro per lavori da eseguire con privati nella zona del terremoto, 7 milioni di euro per lavori da eseguire con enti pubblici, 15 milioni di euro per il blocco dell'impianto di recupero inerti e altri 40 milioni di euro per i danni derivanti da contratti in corso di stipulazione e che non potranno essere più stipulati;

a giudizio dell'interrogante la decisione, del tutto discrezionale, della prefettura di Modena certamente non contrasta gli interessi della criminalità organizzata, mentre mette in ginocchio una stimata impresa locale aggravando ancor più i disastrosi effetti del terremoto,

si chiede di conoscere se e come il Governo intenda intervenire con urgenza perché gli effetti voluti dal legislatore con il citato art. 5-bis non vengano stravolti, come, a giudizio dell'interrogante, è accaduto nel caso illustrato, colpendo imprenditori e imprese seri che nulla hanno a che fare con i tentativi di infiltrazione mafiosa.

(4-08933)