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Atto a cui si riferisce:
S.4/08202 [Costituzione nelle Forze Armate di reparti preposti ad intervenire in situazioni analoghe a quanto accaduto l'11 settembre 2012 a Bengasi]



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 186
all'Interrogazione 4-08202

Risposta. - Per fronteggiare eventuali situazioni di crisi che minacciano strutture, infrastrutture connazionali e/o personale a rischio all'estero, vengono impiegati gli assetti delle Forze armate facenti parte del bacino delle Forze speciali.

Tale impiego avviene sulla base di specifiche disposizioni di elevata classifica di riservatezza, nonché in accordo ad un apposito manuale operativo elaborato dal Ministero degli affari esteri intitolato "La protezione dei connazionali e degli interessi italiani all'estero nelle aree di crisi".

Si rileva, altresì, che le sedi diplomatiche vengono vigilate in permanenza dal personale dell'Arma dei carabinieri tramite il comando carabinieri del Ministero degli affari esteri che, all'occorrenza, per particolari esigenze di sicurezza, può essere rinforzato con ulteriori militari, su disposizione del comando generale dell'Arma.

Si aggiunge, per completezza d'informazione, che, come indicato dal competente Ministero degli affari esteri, tutte le sedi diplomatico-consolari, in coordinamento con l'unità di crisi del Dicastero, elaborano piani d'evacuazione e d'emergenza per la tutela del personale interno e delle comunità italiane.

Tali piani, a loro volta, sono continuamente aggiornati dalla stessa unità di crisi, anche per mezzo di ricognizioni locali effettuate di concerto con i reparti specializzati del Ministero della difesa.

Oltre agli interventi di protezione attiva e passiva, è anche prevista una serie di regole e di misure cautelari che entrano in vigore quando intervengono condizioni di emergenza, tra cui: rientro dei congiunti, riduzioni di personale, piani di evacuazione, norme di cautela nei movimenti, orari ridotti o chiusura temporanea degli uffici, utilizzo di autovetture di servizio nei trasferimenti del personale, eccetera.

Le strutture dell'unità di crisi seguono, in costante coordinamento con le rappresentanze diplomatiche, l'evoluzione delle diverse situazioni e provvedono a fornire informazioni di sicurezza e norme di comportamento ai connazionali presenti.

A livello centrale, infine, l'unità di crisi ha promosso un coordinamento con il comando operativo di vertice interforze e con il comando operativo delle Forze speciali (che si occupano rispettivamente degli interventi di evacuazione delle comunità italiane e del personale delle sedi diplomatico-consolari) con cui è in corso un aggiornamento dei piani d'emergenza.

DI PAOLA GIAMPAOLO Ministro della difesa

23/10/2012