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Atto a cui si riferisce:
S.4/07761 [Operazione di scissione della società Italia Navigando SpA]



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 193
all'Interrogazione 4-07761

Risposta. - Si chiede, relativamente al progetto di scissione della società Italia Navigando SpA, controllata di Invitalia-Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa SpA, di sapere se: 1) siano state operate le necessarie attività di controllo e verifica da parte del Ministero sull'operazione societaria; 2) quali siano stati i criteri di assegnazione delle quote di partecipazione delle diverse società rispettivamente alla Italia Navigando ed alla beneficiaria Nuova Italia Navigando SpA; 3) in cosa si configuri l'interesse pubblico nella scissione societaria effettuata a fronte di un'evidente moltiplicazione degli organi societari e di una lievitazione delle spese di gestione; 4) quali siano le strategie di sviluppo nel settore di porti turistici che le due nuove società intendono perseguire; 5) quali siano i rapporti patrimoniali tra i soci iniziali di Italia Navigando e cioè tra l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa e Mare 2 Srl a scissione avvenuta; se l'operazione non sia funzionale a chiudere il contenzioso milionario con la Mare 2, ipotesi che emerge sia dall'ultimo controllo della Corte dei conti sia dalla smentita che l'Agenzia ha inviato a un quotidiano.

Al riguardo, per quanto di competenza, si riepilogano di seguito le vicende di cui si è avuta conoscenza nell'esercizio delle proprie funzioni di vigilanza.

Italia Navigando fu costituita nel 2002, con l'intento di sviluppare l'offerta di porti turistici qualificati con impatto positivo sia sulla nautica da diporto che sul settore turistico, entrambi settori trainanti dell'economia nazionale. Nel 2003 il ruolo di amministratore delegato fu affidato all'ingegner Renato Marconi, cui Sviluppo Italia (ora Agenzia) ebbe a conferire, altresì, un'opzione per l'acquisto del 12 per cento del capitale sociale al valore nominale, pari a 1,2 milioni di euro. Tale opzione venne esercitata nel gennaio 2004; le stesse azioni furono, quindi, cedute, nel maggio 2006, ad una società controllata interamente dal socio privato, Mare 2 Srl, che, in seguito, alienò parte delle proprie azioni, restando però controllata dall'ingegner Marconi.

L'ingresso del socio privato in Italia Navigando ha creato squilibri, anche in considerazione della diversa capacità di apporti patrimoniali e della nuova struttura organizzativa di Invitalia, a seguito delle più recenti norme legislative di riordino.

Al fine di ripianare i debiti contratti, l'assemblea di Italia Navigando deliberava, nel marzo 2009, l'aumento del capitale sociale di 18,2 milioni di euro, da sottoscriversi in due tranche.

Anche tale decisione ha portato all'emergere di una serie di contenziosi fra i soci, con evidenti riflessi negativi sull'esito di atti fondamentali per la sopravvivenza e la mission della società.

Pertanto, l'Agenzia ha ritenuto opportuno avviare un confronto con il socio Mare 2 per la definitiva soluzione del rapporto societario, ad esito del quale è stato sottoscritto, in data 26 febbraio 2010, un accordo di stand-still, in base al quale l'Agenzia e Mare 2 hanno cercato un'amichevole composizione delle rispettive posizioni, avviando all'uopo una serie di operazioni straordinarie.

In estrema sintesi, la complessiva operazione da attuare è così articolata: 1) scissione di Italia Navigando con attribuzione ad una società di nuova costituzione (cosiddetta beneficiaria), partecipata da Invitalia e Mare 2 nelle medesime proporzioni di Italia Navigando (rispettivamente 88 e 12 per cento), di partecipazioni di Italia Navigando, il cui valore complessivo è pari a circa il 12 per cento del valore totale di Italia Navigando; 2) contratto di permuta tra Mare 2 ed Invitalia per il trasferimento a quest'ultima di tutte le azioni possedute da Mare 2 in Italia Navigando e contestuale trasferimento a Mare 2 di tutte le azioni o quote possedute da Invitalia nella società beneficiaria; 3) contratto di transazione, da sottoscrivere contestualmente al contratto di permuta, finalizzato alla cessazione, con integrale compensazione delle spese, dei correnti giudizi.

L'autorizzazione all'operazione di scissione, rilasciata dal Ministro pro tempore nel novembre 2011, raccomandava, altresì, all'Agenzia di "voler escludere, nel confronto con il Socio privato, eventuali contributi pubblici".

Al riguardo, negli accordi intercorsi, è stato espressamente previsto che le parti prendano atto che, in data 22 dicembre 2010, è venuta a scadenza la convenzione, stipulata fra l'allora Sviluppo Italia SpA (oggi Invitalia) ed il Ministero delle infrastrutture e trasporti, e che tale convenzione era condizione necessaria per l'erogazione dei contributi di cui alla delibera Cipe n. 83 del 2003 come previsti negli accordi di programma quadro che avrebbero dovuto essere nel frattempo stipulati, e, pertanto che, relativamente ai suddetti contributi, nulla è dovuto alla nuova società, a Mare 2 e alle società incluse nel perimetro finale oggetto del trasferimento.

In vista della sottoscrizione del contratto di permuta ed in considerazione della natura pubblica del controllo di Invitalia, nonché delle caratteristiche delle società oggetto dell'operazione, è stata inoltre, prevista la nomina di un terzo esperto indipendente, per l'elaborazione di una relazione avente ad oggetto la valutazione delle partecipazioni oggetto del contratto di permuta.

La richiamata relazione è stata rilasciata in data 15 maggio 2012, attestando la congruità, dal punto di vista finanziario, delle operazioni di permuta profilate.

Inoltre, tenuto conto di quanto disposto nel progetto di scissione (che prevede, tra l'altro, che eventuali differenze patrimoniali contabili dalla data di riferimento dello stesso e fino a quella di efficacia della scissione siano regolate in base a separati accordi), le parti hanno inteso definire l'importo delle predette differenze, conferendo allo stesso terzo esperto indipendente, l'incarico di formulare uno specifico parere al riguardo, fornito in effetti in data 18 maggio 2012.

Le stesse hanno, quindi, convenuto che le differenze patrimoniali contabili ed il risultato della gestione ordinaria in parola siano fissati, in via forfettaria ed inderogabile, nella misura indicata nel predetto parere, e che gli eventuali ulteriori utili o perdite delle società partecipate resteranno imputati rispettivamente alla società, che, all'esito della scissione, ne risulterà azionista.

Va inoltre considerato che, nella relazione annuale al Parlamento su Invitalia, la Corte dei conti, con riferimento ad Italia Navigando e all'accordo di stand-still tra Agenzia e socio privato, ha segnalato il rischio che ulteriori proroghe dell'accordo, impedendo la ricapitalizzazione della società, potessero finire per ritardare la realizzazione degli investimenti.

Sul perfezionamento della complessiva procedura è intervenuto, da ultimo il nulla osta dato dal Ministro in data 13 luglio 2012.

Tutto ciò rappresentato, si segnala che, in esito all'operazione di riassetto azionario, rimarrà nella titolarità completa dell'Agenzia la sola Italia Navigando, venendosi ad escludere, pertanto, duplicazioni di organi sociali o aggravi di costi di gestione.

PASSERA CORRADO Ministro dello sviluppo economico

05/12/2012