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Atto a cui si riferisce:
S.4/07526 [Realizzazione del quinto gruppo a carbone in Sardegna]



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 175
all'Interrogazione 4-07526

Risposta. - Si evidenzia nell'interrogazione la preoccupazione che dietro il comportamento dilatorio della società E.On, titolare della centrale di Fiume Santo (Sassari), nella realizzazione del nuovo gruppo a carbone, si nasconda una reale carenza di interesse nella realizzazione del progetto stesso. Conseguentemente si prospetta la possibilità di subentro di altri operatori nel sito, per garantirne il necessario sviluppo futuro. La problematica è contestualizzata in un panorama particolarmente gravoso per la Sardegna, a causa della specifica condizione strutturale della rete isolana e della politica dei prezzi.

La centrale termoelettrica di Fiume Santo è costituita, nel suo assetto attuale, da 6 sezioni: 2 termoelettriche tradizionali (n. 1 e n. 2) alimentate a olio combustibile denso a basso tenore di zolfo; 2 termoelettriche tradizionali (n. 3 e n. 4) alimentate a carbone; 2 turbogas per il servizio di punta (n. 5 e n. 6) alimentate a gasolio. Nella sua configurazione attuale la centrale, con i suoi 1.040 MWe installati, costituisce circa un terzo della potenza termoelettrica (2.807 MWe) e circa un quarto di quella totale (4.014 MWe) installate in Sardegna.

Il 4 ottobre 2010 il Ministero ha autorizzato la realizzazione di una nuova sezione a carbone da 410 MWe, in sostituzione delle sezioni n. 1 e n. 2 a olio, destinate a chiudere anche per vincoli ambientali. Tale provvedimento prevedeva l'avvio dei lavori entro il 4 marzo 2012, pena la decadenza dell'autorizzazione. Su richiesta della E.On produzione SpA, il 25 gennaio 2012 il Ministero ha autorizzato una proroga di 18 mesi della data di avvio dei lavori, motivata dall'esigenza tecnica di provvedere alla previa esecuzione di lavori di bonifica dell'area, in ottemperanza alla prescrizione n. 23 del decreto di compatibilità ambientale.

Al riguardo occorre considerare che l'attuale quadro economico e l'andamento dei consumi elettrici in Italia e in Europa non incoraggia nuovi investimenti in capacità produttiva di base, stante l'attuale condizione di complessiva overcapacity rispetto al fabbisogno presente e a quello previsto nel medio termine, oltre alla difficoltà di prevedere condizioni di ripresa tali da giustificare l'ampliamento della base produttiva attuale. Questo trend nel rallentamento di nuovi investimenti in capacità di generazione si riscontra, al momento, anche in altri Paesi d'Europa.

Per quanto riguarda la condizione della Sardegna, si segnala che negli ultimi anni sono stati posti in essere diversi interventi migliorativi. Nella prospettiva di rendere il sistema più sicuro, al fine di integrare il mercato sardo nel più ampio mercato elettrico nazionale e superare la condizione di scarsa concorrenza interna, dovuta alla presenza di due operatori principali (Enel ed E.On), sono stati adottati vari provvedimenti, il più importante dei quali è la realizzazione da parte di Terna SpA di un nuovo elettrodotto di interconnessione con il continente (chiamato Sapei) costituito da due rami da 500 MWe lordi ciascuno. Con l'entrata in esercizio anche del secondo ramo, il livello di affidabilità della rete elettrica sarda è migliorato in modo apprezzabile per quanto attiene all'approvvigionamento energetico.

Oltre all'aumentata capacità di trasporto, l'entrata in esercizio del nuovo collegamento, ha consentito un sostanziale allineamento del prezzo dell'energia zonale della Sardegna (prima, decisamente superiore al prezzo "continentale") al prezzo registrato nell'area del centro Italia, con il superamento di una condizione sicuramente negativa in termini di concorrenzialità del mercato regionale.

Il collegamento è realizzato con la tecnologia per la trasmissione in corrente continua (HVDC), necessaria per il trasporto di energia elettrica in cavo su lunghe distanze (435 chilometri), e presenta una serie di condizioni da rispettare che si ripercuotono in altrettanti vincoli di esercizio. Per tali vincoli tecnici, possono ancora esserci dei periodi in cui la capacità di trasporto effettiva è inferiore alla capacità nominale del collegamento, con tendenza al rialzo dei prezzi regionali.

In ogni caso, l'anomalia di prezzi regionali superiori alla media nazionale è rientrata e il nuovo collegamento ha superato l'impedimento all'insediamento nell'isola di altre aziende elettriche.

Relativamente al cessato interesse alla realizzazione del gruppo a carbone si conferma che la E.On non ha comunicato di non voler più realizzare l'investimento, ma di avere bisogno di tempi più ampi di realizzazione, per i motivi già evidenziati. Pur comprendendo le preoccupazioni, non si ritiene particolarmente efficace una sollecitazione da parte del Ministero nei confronti della società alla realizzazione immediata di un progetto che richiede: lavori di bonifica dell'area, ancora non eseguiti e ancora non autorizzati dal Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, impiego di capitali privati e conseguenti prospettive di remunerazione, prospettive che al momento il mercato elettrico (non solo sardo ma nazionale ed europeo) oggettivamente non offre.

Si fa presente, ad ogni buon conto, che prima di concedere la proroga, il Ministero ha chiesto un parere al Ministero dell'ambiente, che ha confermato la fondatezza della motivazione addotta dalla società, sia pure per un periodo di proroga a quello chiesto dall'azienda (18 mesi contro i 36 mesi richiesti). A seguito di informazioni assunte presso la Direzione generale per la tutela del territorio e delle risorse idriche del Ministero dell'ambiente, si è avuta notizia che attualmente la società ha presentato i progetti di bonifica del sito e che la stessa sta provvedendo ad alcune integrazioni, al fine della loro approvazione. Pertanto, per quanto concerne il comportamento della società, al momento non sembra che si possano delineare profili omissivi nella realizzazione del progetto approvato.

In ordine al quesito sull'esistenza di un interesse di altri gruppi industriali alla realizzazione dell'iniziativa autorizzata alla E.On produzione SpA, non si hanno evidenze o notizie in tal senso. Tanto meno il comportamento attuale della E.On sembra richiedere un intervento del Ministero per promuovere il subentro di altre aziende nella centrale di Fiume Santo.

DE VINCENTI CLAUDIO Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico

18/07/2012