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Atto a cui si riferisce:
S.4/07273 [Riorganizzazione del Banco nazionale di prova per le armi da fuoco portatili e per le munizioni commerciali]



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 184
all'Interrogazione 4-07273

Risposta. - Il banco nazionale di prova per le armi da fuoco portatili e le munizioni commerciali (BNP), è stato istituito e disciplinato con regio decreto 13 gennaio 1910, n. 20, come consorzio tra i Comuni di Brescia, Gardone Val Trompia e la Camera di commercio di Brescia. Alla sua costituzione partecipa, inoltre, anche il Ministero dell'agricoltura, industria e commercio con un apporto di capitale maggioritario.

Il BNP ha acquistato nel corso degli anni prestigio nazionale ed internazionale per l'alta professionalità dei suoi servizi, tanto che la legge 23 febbraio 1960, n. 186, gli ha conferito la funzione di ente di prova delle armi da fuoco portatili fabbricate ed importate in Italia da assoggettare all'obbligo di punzonatura e lo ha elevato al rango di ente nazionale, denominandolo "banco nazionale di prova di Gardone Val Trompia".

In seguito, l'ente ha acquisito ulteriori compiti di accertamento della rispondenza delle armi e delle munizioni alle norme tecniche e di legge, per effetto di diversi interventi normativi. In particolare, la legge 6 dicembre 1993, n. 509, stabilendo le norme per il controllo delle munizioni commerciali, ha definito il BNP l'organo nazionale competente per la prova delle munizioni e ne ha mutato, altresì, la denominazione in quella attuale di "banco nazionale di prova per le armi da fuoco portatili e per le munizioni commerciali".

L'assetto normativo-organizzativo del banco negli ultimi anni è stato caratterizzato da alterne vicende che meritano una preliminare ricognizione.

L'ente è stato dapprima riordinato con regolamento (decreto del Presidente Repubblica n. 222 del 2010), in relazione a quanto disposto dal decreto cosiddetto taglia enti (art. 26 del decreto-legge n. 112 del 2008).

Successivamente, è intervenuto l'articolo 2 del decreto-legge n. 225 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 10 del 2011, che ha previsto per il banco stesso interventi normativi di segno diverso: da un lato, al comma 5-ter, tale articolo ha disposto una modifica dell'art. 14 del regolamento di delegificazione di cui al decreto del Presidente Repubblica n. 222 del 2010, di riordino dell'ente, prolungando di 3 mesi i termini di ricostituzione degli organi, nonché quelli per l'adozione del nuovo statuto del banco; dall'altro, lo stesso articolo, con i commi 5-quater e 5-quinquies, ha inserito il banco nazionale di prova nel disposto dell'art. 7, comma 20, del decreto-legge n. 78 del 2011, che prevede la soppressione degli enti elencati nell'allegato 2 dello stesso decreto, individuando nella Camera di commercio di Brescia (CCIAA) il soggetto cui trasferire i relativi compiti ed attribuzioni, e rimettendo ad un decreto ministeriale l'individuazione dei tempi e delle concrete modalità di trasferimento alla CCIAA dei compiti e delle attribuzioni del banco, nonché del personale e delle risorse strumentali e finanziarie.

La predisposizione del contenuto del decreto attuativo ha presentato alcune criticità per l'esigenza di individuare un modello organizzativo camerale in grado di mantenere il rilievo nazionale dell'attività svolta dall'ente, che è banco di prova ufficiale per l'Italia, in conformità alle indicazioni emanate dalla Commissione internazionale permanente per la prova delle armi da fuoco (CIP).

Ulteriori peculiarità hanno riguardato la necessità di mantenere l'originaria denominazione e il logo, nonché, per la particolare natura delle attività tecniche svolte, l'esigenza di mantenere il regime giuridico dei rapporti di lavoro in essere.

In considerazione di tali criticità e del perdurare della situazione di incertezza normativa, pur nella quale l'ente ha continuato a funzionare per l'ordinaria amministrazione, questo Governo è intervenuto sulla materia, riportando ad esistenza il banco nazionale di prova.

L'art. 62 del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante "Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo", ha disposto, infatti, l'abrogazione di una serie di disposizioni riportate nell'allegata tabella A, tra cui, alla voce 297, i commi 5-quater e 5-quinquies dell'art. 2 del decreto-legge n. 225 del 2010 che avevano previsto la soppressione dell'ente.

Ne consegue come corollario l'applicazione delle norme transitorie recate dall'articolo 14 del regolamento di riorganizzazione dell'ente (decreto del Presidente Repubblica n. 222 del 2010), che assicurano la funzionalità del consiglio di amministrazione in carica alla data di entrata in vigore del regolamento stesso, che resterà in carica fino all'insediamento del nuovo organo, con salvezza di ogni attività posta in essere nel periodo di quiescenza dell'ente successivamente alla soppressione.

Al riguardo, il Ministero si impegna a porre in essere una modifica al regolamento per salvaguardare la presenza dei soggetti privati e dei soggetti pubblici locali in seno al consiglio di amministrazione, nel rispetto dei vincoli stabiliti dal decreto-legge n. 78 del 2010 in materia di numero massimo dei componenti degli organi stessi, in attuazione di quanto richiesto con il parere favorevole della Commissione bicamerale per la semplificazione legislativa in data 13 ottobre 2010 sul regolamento di riordino.

DE VINCENTI CLAUDIO Sottosegretario di Stato per lo sviluppo economico

12/10/2012