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Atto a cui si riferisce:
S.4/06585 [Limitare la distribuzione di alcol tra i giovani e giovanissimi]



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 190
all'Interrogazione 4-06585

Risposta. - L'interrogante evidenzia la delicata questione del consumo di bevande alcoliche da parte dei giovani.

A tal riguardo, il binge drinking, ossia l'assunzione di alcol in forti quantità e in un'unica occasione (oltre cinque unità alcoliche), rappresenta un fenomeno che coinvolge un numero sempre più ampio di giovani ed assume una dimensione preoccupante.

I dati analizzati e diffusi dall'Osservatorio Nazionale Alcol dimostrano che 1a probabilità di consumo a rischio tra gli undici e i venticinque anni aumenta in relazione alla partecipazione ad eventi quali concerti ed eventi sportivi, nonché in relazione alla frequenza di luoghi di ritrovo quali discoteche, cinema, associazioni culturali.

Secondo l'istituto Superiore di Sanità oltre otto milioni di italiani consumano alcolici e, tra questi, oltre quattro milioni sono binge drinkers, ovvero coloro che almeno una volta nel corso dell'ultimo anno hanno consumato più di sei bevande alcoliche in un'unica occasione.

Dai dati emerge, anche se non in maniera statisticamente significativa, una tendenza da parte delle ragazze sottopeso a bere secondo modalità a rischio.

Accade, infatti, che adolescenti con disturbi alimentari acquisiscano le calorie di cui hanno necessità esclusivamente dall'alcol, sommando così una doppia condizione patologica. Per questo motivo, il Dipartimento per le politiche antidroga ha dato vita, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, la Società italiana di Algologia e l'Associazione Clubs alcolisti in trattamento, ad un progetto per l'identificazione precoce del consumo a rischio di alcol e l'intervento nell'ambito dell'assistenza sanitaria primaria, ampliando le conoscenze e potenziando l'abilità professionale nei campo della prevenzione dell'abuso di sostanze alcoliche degli operatori impegnati nell'assistenza sanitaria primaria.

L'identificazione precoce del rischio, infatti, oltre prevenire l'instaurarsi della dipendenza da alcol, contribuisce a ridurre il pericolo di incidenti stradali, gli episodi di violenza in ambito familiare, gli incidenti in ambito lavorativo e, di conseguenza, la spesa socio-sanitaria.

Il Ministero della salute realizza periodicamente campagne nazionali di comunicazione per la prevenzione dei problemi alcol correlati, che sono state rivolte principalmente ai giovani in relazione alla problematica alcol e guida.

Lo stesso Ministero, negli ultimi anni, ha dato un importante sostegno alle attività di prevenzione dei problemi correlati all'alcol con l'adozione di due importanti piani programmatici di livello nazionale: il Piano Nazionale Alcol e Salute (PNAS) ed il Programma governativo "Guadagnare Salute - Rendere più facili le scelte salutan", avviati già dal 2007, d'intesa con le Regioni.

Nel Piano nazionale Alcol e Salute vengono individuate otto aree strategiche prioritarie per lo svolgimento di programmi nei territori regionali, tra le quali l'area "Informazione-Educazione", specificamente finalizzata a prevenire l'abuso alcolico giovanile tramite una collaborazione con il mondo della scuola, dalle materne alle superiori.

Interventi per la prevenzione dei problemi giovanili legati all'alcol sono contemplati anche nell'ambito del programma governativo Guadagnare Salute, finalizzato a promuovere iniziative coordinate tra diversi soggetti istituzionali per favorire l'adozione di comportamenti e stili di vita salutari.

È prevista, infatti, la realizzazione di campagne educative rivolte alla popolazione adulta, genitori ed educatori, di interventi nelle scuole, nonché di attività di sensibilizzazione e formazione dei lavoratori addetti alla distribuzione ed alla vendita di bevande alcoliche, al fine di accrescerne il senso di responsabilità in relazione al tema dell'assunzione di bevande alcoliche da parte dei giovani.

Sono stati sviluppati numerosi progetti e interventi a livello nazionale e regionale rivolti anche agli operatori del settore sanitario, oltre che ai cittadini e agli adolescenti.

Un'attenzione particolare è stata data alla comunicazione rivolta al mondo giovanile, tramite l'utilizzo di canali di comunicazione quali social network, web e new media, la creazione di uno specifico profilo Facebook, la distribuzione di materiale informativo nei luoghi di ritrovo e aggregazione giovanile, la realizzazione di uno specifico video sul tema alcol e guida.

Il Ministero della salute ha promosso, inoltre, in collaborazione con il Ministero dell'istruzione, il progetto Scuola e Salute.

Nell'ambito delle collaborazioni interistituzionali previste dal programma governativo Guadagnare Salute è stato inoltre attivato un Protocollo d'intesa tra Ministero della salute e la LegaCoop che ha condotto all'inserimento di avvertenze per la salute sui prodotti alcolici a marchio COOP, all'affissione di una specifica cartellonistica in numerosi punti vendita nella maggior parte delle Regioni italiane e all'attuazione di una politica aziendale che scoraggia la vendita ai minori di 18 anni.

Le Regioni, sulla base del Piano Nazionale, hanno realizzato i propri Piani regionali di Prevenzione con l'attivazione di progetti e interventi, molti dei quali finalizzati alla prevenzione dell'abuso di sostanze alcoliche da parte dei giovani.

Il Piano Nazionale di Prevenzione prevede anche alcune azioni di livello centrale a sostegno delle Regioni, tra cui la realizzazione di interventi di formazione degli addetti alla distribuzione di bevande alcoliche, per elevare il livello di attenzione di tale personale sul rispetto dei limiti imposti dalla legge nella somministrazione di alcol.

Per quanto riguarda l'inasprimento delle pene e delle sanzioni da comminare agli esercenti, che non rispettano i limiti legali di età previsti per la somministrazione di bevande alcoliche, si fa presente che già l'art. 689 del codice penale prevede l'arresto fino a un anno, con aumento della pena, se dal fatto deriva l'ubriachezza, e sospensione dell'esercizio in caso di condanna.

Si rappresenta che, in base alla normativa vigente, i locali notturni non possono vendere e somministrare bevande alcoliche tra le tre e le sei del mattino. Devono, inoltre, dotarsi di un precursore, cioè di un etilometro per la rilevazione volontaria del tasso alcolemico, nonché di tabelle che illustrino i danni prodotti dall'alcol.

Questi obblighi valgono anche per pub, alberghi e ristoranti aperti oltre le ore ventiquattro. Potranno essere autorizzate dai sindaci due sole deroghe: per la notte del 15 agosto e per quella del 31 dicembre.

L'inosservanza di tali obblighi può portare alla chiusura del locale da sette a trenta giorni e, in alcuni casi, alla sospensione della licenza.

Nelle aree di servizio non possono essere somministrate dalle ore due alle ore sei le bevande alcoliche, mentre è sempre vietata la somministrazione di superalcolici. Nella fascia oraria dalle ventidue alle sei è vietata, invece, la vendita di superalcolici per asporto.

Si segnala che dal 2010 vige per i minori di ventuno anni e per coloro che hanno ottenuto la patente B da meno di tre anni la regola alcol zero, cioè il divieto assoluto di mettersi alla guida dopo aver bevuto anche moderate quantità di alcol. I guidatori junior con tasso alcolemico tra O e 0,5 g/l possono essere sottoposti a sanzioni che raddoppiano in caso di incidente. Si può arrivare fino alla revoca delle patente e alla confisca del mezzo nei casi più gravi.

Sono state introdotte forti restrizioni anche per i minorenni sorpresi a guidare dopo l'assunzione di alcolici. I ragazzi trovati al volante di motocicli o minicar con tasso alcolemico tra lo O e 0,5 g/l non potranno conseguire la patente B prima dei diciannove anni. Se il tasso supera il limite di 0,5 g/l, la normativa si fa ancora più severa, spostando il termine al compimento dei ventuno anni.

Si segnala, in proposito, il progetto Guida Sicura, realizzato dal Dipartimento Politiche Antidroga in collaborazione con il Consorzio Universitario di Economia Industriale e Manageriale (CUEIM), destinato agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, che ha portato alla realizzazione di spot video contro l'alcol e la droga, al fine di diffondere la conoscenza e la consapevolezza degli effetti dell'alcol e di tutte le sostanze psico-attive sulla guida di un qualsiasi veicolo, ma soprattutto delle conseguenze, talvolta irreparabili, che ne possono derivare.

RICCARDI ANDREA Ministro per la cooperazione internazionale e l'integrazione

26/11/2012