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Atto a cui si riferisce:
S.4/06220 [Introduzione di animali dall'estero in Italia, in occasione di una fiera o di una mostra scambio]



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 172
all'Interrogazione 4-06220

Risposta. - Per quanto riguarda lo svolgimento in Italia delle mostre e delle fiere di animali esotici provenienti anche dai Paesi comunitari, si ritiene opportuno richiamare la normativa in materia veterinaria concernente gli scambi commerciali di animali vivi tra i Paesi membri dell'Unione europea.

Tali scambi sono assoggettati: 1) ad una disciplina generale, di cui alla direttiva 90/425/CEE, relativa ai controlli veterinari e zootecnici applicabili negli scambi intracomunitari di taluni animali vivi e dei prodotti di origine animale, nella prospettiva della realizzazione del mercato interno; tale direttiva è stata recepita nell'ordinamento giuridico nazionale mediante il decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28; 2) ad una disciplina specifica, stabilita da determinate norme di polizia sanitaria riferite alle differenti specie oggetto di scambio e che stabilisce, per ciascuna specie o gruppi di esse, i pertinenti requisiti sanitari.

Il decreto legislativo 30 gennaio 1993, n. 28, prevede, tra l'altro, per gli operatori commerciali (primi destinatari materiali) che si fanno consegnare le partite di animali provenienti da un altro Stato membro, l'obbligo della registrazione presso gli Uffici veterinari per gli adempimenti comunitari (UVAC) del Ministero, nonché dell'indicazione, ai fini della medesima, anche della struttura di cui gli stessi sono responsabili o si avvalgono per l'introduzione degli animali.

Tali operatori devono, inoltre, segnalare, nelle 24 ore precedenti, l'arrivo delle partite di animali all'UVAC ed al Servizio veterinario delle Asl competenti per territorio.

Peraltro, la movimentazione degli animali (in particolare esotici) verso mostre ed esibizioni, considerata la peculiarità del movimento medesimo (è appena il caso di rilevare che sono i proprietari che accompagnano gli animali da un Paese membro verso un altro e che non si configura ragionevolmente una transazione commerciale), non permette di individuare l'operatore commerciale che riceve (e che di fatto acquista) la partita e che, ai fini dello scambio commerciale di animali e ai sensi del decreto legislativo n. 28 del 1993, è tenuto agli obblighi prescritti in qualità di primo destinatario materiale nello scambio commerciale.

Pertanto, i controlli sugli animali che partecipano a mostre o fiere sono svolti, nell'ambito della vigilanza veterinaria permanente, dalle autorità veterinarie locali territorialmente competenti che, ovviamente, autorizzano preventivamente lo svolgimento delle manifestazioni, disciplinandone i vari aspetti sia sanitari sia (eventualmente) commerciali in loco.

Non appare possibile considerare la movimentazione come uno scambio commerciale, in quanto non sussiste la necessaria figura del primo destinatario materiale degli animali, ovvero la persona fisica o giuridica (operatore commerciale) responsabile della ricezione della partita.

È opportuno osservare, inoltre, che l'eventuale passaggio di proprietà (vendita) degli animali nella fiera, avvenendo in un momento successivo alla movimentazione comunitaria (ossia nel territorio nazionale), e ovviamente nell'ambito della possibilità eventualmente concessa, non può evidentemente soggiacere alla disciplina richiamata degli scambi commerciali di animali.

Da ultimo, si comunica che il Ministero, attraverso la Direzione generale competente è sempre disponibile a valutare le considerazioni che le associazioni indicate nell'atto di sindacato ispettivo in esame intendano direttamente rappresentare in materia.

CARDINALE ADELFIO ELIO Sottosegretario di Stato per la salute

28/06/2012