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Atto a cui si riferisce:
S.4/05557 [Rivedere le autorizzazioni alla ricerca di petrolio per tutta la zona protetta intorno alle isole Tremiti]



Atto Senato

Risposta scritta pubblicata nel fascicolo n. 186
all'Interrogazione 4-05557

Risposta. - A seguito dell'entrata in vigore delle limitazioni all'attività di prospezione, ricerca e coltivazione di idrocarburi in mare, introdotte dall'art. 6, comma 17, del decreto legislativo n. 128 del 2010 di modifica al codice ambientale, la società Petroceltic Italia srl ha presentato al Ministero dello sviluppo economico l'istanza di riperimetrazione e unificazione dei permessi di ricerca denominati "d494 BR-EL", "d497 BR-EL" e "d498 BR-EL", al fine di escludere le zone interdette.

In data 10 gennaio 2011 il Ministero, verificato che l'area proposta nella riperimetrazione rispettasse i vincoli posti dalla normativa, ha dato assenso al proseguimento dell'iter istruttorio relativo al permesso di ricerca (denominazione "d494 BR-EL").

Il Ministero dell'ambiente, nel prendere atto della decisione della società proponente di proseguire l'iter istruttorio di VIA con una modifica dell'area e del relativo programma lavori, ha evidenziato la necessità di ritirare le istanze in corso per i progetti denominati "d497 BR-BL" e "d498 BR-BL", di aggiornare il contenuto della documentazione tecnica del progetto "d494 BR- BL" e provvedere ad una nuova fase di consultazione del pubblico, con la pubblicazione sui quotidiani, della riperimetrazione dell'area del permesso di ricerca "d494 BR-EL".

Tutta la documentazione richiesta è stata ricevuta in data 11 aprile 2011; si è provveduto a comunicare a tutte le amministrazioni interessate l'esito positivo riguardo alla procedibilità dell'istanza.

La commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale VIA/VAS, con parere n. 732 del 10 giugno 2011, ha espresso parere positivo con prescrizioni riguardo alla compatibilità ambientale del progetto, esclusivamente per quanto attinente alla ricerca sismica con tecnica air-gun.

Successivamente, la Regione Molise, con delibera di Giunta n. 452 del 14 giugno 2011, ha espresso "la propria netta e totale contrarietà nei confronti del progetto" e le osservazioni contenute nella delibera sono state controdedotte dalla commissione VIA/VAS, con il parere n. 806 del 25 novembre 2011, che ha confermato il precedente parere n. 732.

La Regione Puglia, con delibera della Giunta n. 2858 del 20 dicembre 2011, ha espresso parere non favorevole per il progetto e la commissione, con parere n. 895 del 16 marzo 2012, ha controdedotto il parere confermando quello favorevole n. 732.

Il 2 maggio 2012, il Ministero per i beni e le attività culturali ha espresso parere favorevole al progetto della società Petroceltic Italia srl.

A conclusione dell'istruttoria è stato emanato il decreto di compatibilità ambientale n. DVA_DEC-2012-0000432 del 7 agosto 2012.

Si rammenta che il progetto riguarda la sola prospezione geofisica con la tecnica air-gun e si colloca al di fuori delle aree di divieto introdotte dal decreto legislativo n. 128 del 2010 (art. 2, comma 3, lettera h)).

Esso ha imposto una serie di prescrizioni riguardanti particolari restrizioni nella propagazione delle onde acustiche, la non effettuazione delle attività in concomitanza del passaggio di mammiferi marini, l'adozione di tecniche di rilevamento poco impattanti.

L'attività di prospezione e di ricerca sismica è effettuata a mezzo di navi appositamente attrezzate, trainanti un cavo detto streamer che reca, alternativamente, valvole ad aria compressa, dette air-gun, e geofoni. Gli air-gun liberano ad intervalli di tempo regolari aria compressa, creando onde sonore che sono riflesse dal fondale marino e captate dai geofoni che, a loro volta, trasmettono i dati alla nave dove vengono elaborati.

Naturalmente, una semplice attività di prospezione sismica della durata di pochi giorni non prevede la realizzazione di alcun tipo di opera, sia temporanea che fissa.

Si evidenzia dunque che in questa fase il Ministero dell'ambiente non ha autorizzato, né ha facoltà di farlo, alcuna perforazione in mare alla società Petroceltic, ma si è soltanto espresso positivamente in merito ai programmi di esplorazione presentati.

Le autorizzazioni a perforare potrebbero essere rilasciate, in futuro, qualora venisse conferito alla società Petroceltic un permesso di ricerca, a seguito di studi geologici e geofisici, che normalmente richiedono circa 3 anni, in base ai quali fosse individuato un potenziale giacimento di idrocarburi. L'ipotetica domanda di perforazione, che andrebbe presentata ai competenti uffici tecnici del Ministero dello sviluppo economico, richiederebbe specifica valutazione di impatto ambientale e potrebbe essere autorizzata a seguito di un procedimento ad evidenza pubblica.

Vale la pena ricordare che le perforazioni nei mari italiani si sono regolarmente sviluppate a partire dal 1960, con l'esecuzione di oltre 1.000 sondaggi e il rinvenimento di numerosi giacimenti, rivelandosi sempre perfettamente compatibili con le attività turistiche e di pesca come dimostra chiaramente il polo di Ravenna, dove è stata sviluppata al massimo la ricerca petrolifera e le attività turistiche e la pesca si svolgono regolarmente. Si può anzi osservare che le piattaforme presenti in Adriatico si sono trasformate in altrettante aree di salvaguardia e ripopolamento ittico, precedentemente assenti in quelle acque.

L'estrazione di petrolio e gas avviene in Italia senza alcun incentivo economico ed è soggetta a royalties variabili tra il 7 e il 10 per cento ed ad un sistema di tassazione complessivamente pari a circa il 65 per cento del valore prodotto. Negli ultimi anni, a causa dell'estrema complessità del sistema autorizzativo, le perforazioni esplorative in Italia si sono quasi annullate (un pozzo esplorativo nel 2011, nessuno nel 2012).

Nell'ambito della nuova strategia energetica è prevista una limitata serie di altri siti dì ricerca e sviluppo in zone esterne e distanti da aree sensibili e protette, in grado di promuovere investimenti rilevanti e nuova occupazione, finalizzate, altresì, ad aumentare significativamente la produzione nazionale di idrocarburi. Tutti questi programmi saranno ampiamente pubblicizzati e resi noti sul territorio, di cui si garantirà il massimo coinvolgimento.

CLINI CORRADO Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare

23/10/2012