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Atto a cui si riferisce:
C.4/11718 [Variante di valico tra Sasso Marconi e Barberino del Mugello ]



Atto Camera

Risposta scritta pubblicata martedì 11 settembre 2012
nell'allegato B della seduta n. 683
All'Interrogazione 4-11718 presentata da
ENZO RAISI
Risposta. - Lungo il tracciato dell'autostrada A1 Milano-Napoli, nel tratto Rioveggio-Firenze, è situato il viadotto Rio Piazza, alla progressiva chilometro 229+836 (area comunale di San Benedetto Val di Sambro). L'infrastruttura risulta composta da due impalcati separati, di larghezza pari a 11 metri, a due corsie (marcia e sorpasso) più la corsia di emergenza. La fondazione del viadotto è stata effettuata su pozzi (manufatti ottenuti mediante escavazione), la cui struttura in elevazione è costituita da cemento armato precompresso, a fili aderenti, con schema statico di trave semplicemente appoggiata (impalco articolato su 6 travi su cui poggia una soletta di 30 centimetri).
Al riguardo, Anas ha rappresentato che il viadotto, controllato mediante un sistema di monitoraggio specifico, ha manifestato modesti movimenti, strumentalmente rilevabili, a carico di alcune pile, la cui velocità di avanzamento risulta costante, ma di limitata entità. La società concessionaria Autostrade per l'Italia Spa, pur confermando la mancanza di pericolosità del fenomeno, ha, tuttavia, definito un piano di intervento preventivo, concordato con l'Ispettorato vigilanza concessioni autostradali dell'Anas, consistente nell'ampliamento della sede di appoggio degli impalcati sulle pile tale da assorbire eventuali ulteriori spostamenti. Ad oggi il traffico si svolge regolarmente e in condizioni di adeguata sicurezza.
Per quanto attiene alle gallerie Val di Sambro e Sparvo, queste risultano quasi interamente completate, mentre la galleria di Ripoli, della lunghezza complessiva di circa 4 chilometri, è stata, già, scavata per 1650 metri (circa 550 metri da un imbocco e 1100 metri dal lato opposto).
Lo stato di avanzamento dei lavori della variante è pari circa all'80 per cento e le citate gallerie, situate ai lotti 5A, 6 e 7, rappresentano le ultime opere da completare prima della definitiva apertura al traffico della nuova tratta autostradale, prevista per il primo semestre del 2014.
Si evidenzia che il progetto della variante di valico ha seguito un iter approvativo più che ventennale, nel corso del quale sono stati concordati, con tutti gli enti interessati (Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, Ministero per i beni e le attività culturali, Soprintendenze, Ministero della difesa, Anas Spa, regione Emilia Romagna, provincia di Bologna, comune di San Benedetto Val di Sambro) il tracciato, le opere di cantiere e gli interventi di mitigazione e compensazione ambientali relativi al territorio interessato dall'infrastruttura.
Per la complessità delle opere in esecuzione, inoltre, tutte le attività svolte sulla variante di valico sono state e sono, tuttora, monitorate dall'Osservatorio ambientale-socioeconomico, composto dai rappresentanti di tutte le Istituzioni coinvolte nella realizzazione dei lavori (principalmente dalla regione Emilia Romagna).
Per quanto riguarda il tracciato relativo al tratto di galleria Val di Sambro, che interessa l'abitato di Ripoli, si segnala che esso è stato definito, nella sua configurazione attuale, alla Conferenza di servizi del luglio 2005 e approvato in data 19 settembre 2005 da tutti gli enti territoriali competenti.
Nel Protocollo d'intesa del novembre 2011, relativo alla valutazione dei danni subìti da alcuni immobili a causa dei lavori, intervenuto tra la società concessionaria Autostrade per l'Italia (Aspi), il Prefetto di Bologna, la regione Emilia Romagna, la provincia di Bologna ed il comune di San Benedetto Val di Sambro, è stato anche formato un «collegio di tecnici» che, avvalendosi della collaborazione dei Vigili del fuoco, del Provveditorato interregionale alle opere pubbliche e dell'Osservatorio ambientale, agisce come soggetto terzo rispetto alla stazione appaltante e all'impresa esecutrice, con il compito di valutare la stabilità degli edifici di Santa Maria Maddalena e di Ripoli, quantificando gli eventuali danni derivanti dai lavori in corso.
Nel mese di marzo 2012 si è svolto un incontro presso la Prefettura di Bologna, con la partecipazione dei rappresentanti di tutti gli enti (regione, provincia e comune) e le società interessate alla realizzazione della galleria, nel corso del quale sono stati illustrati gli esiti del «Rapporto di sintesi dell'evoluzione dei movimenti dell'abitato di Santa Maria Maddalena - aggiornamento 4 del 12 marzo 2012», redatto dal servizio geologico della regione Emilia Romagna, le cui conclusioni hanno generato forti preoccupazioni nell'opinione pubblica locale.
Anas ha riferito che nel corso dell'incontro il «collegio dei tecnici» ha confermato l'assenza di «elementi che indichino una condizione di pericolo per la pubblica e privata incolumità o rischio di disastro ambientale» e ha ribadito che «non vi è incompatibilità tra l'attività di monitoraggio e un prudente avanzamento dei lavori». Inoltre, i tecnici estensori del rapporto, hanno evidenziato nelle conclusioni del loro studio che, in base ai modelli previsionali adottati, «è da escludere l'ipotesi di un collasso del versante interessato dai lavori della galleria», pur sottolineando la necessità di proseguire nel monitoraggio ambientale in atto.
La società concessionaria Aspi ha ribadito, nel corso dell'incontro, la propria volontà di proseguire regolarmente i lavori, confermando, tuttavia, l'adozione di ulteriori accorgimenti cautelativi quali, ad esempio, il maggior distanziamento tra i fronti di scavo (da elevare a 120 metri), tale da alleggerire il condizionamento dello scavo sullo «stato tensionale» dell'ammasso roccioso e/o il rallentamento della velocità di scavo.
Il prefetto di Bologna, nel medesimo incontro, affermava che «ad oggi non sono emersi elementi che indichino una condizione di pericolo per la pubblica e privata incolumità o rischio di disastro ambientale e poiché non è possibile ordinare la sospensione di lavori (non sussistendone i presupposti), viene richiesto un fermo per acquisire ulteriori elementi da parte di altri tecnici che possano contribuire a tranquillizzare le istituzioni locali, i cittadini di Ripoli e l'opinione pubblica». Il tavolo tecnico è stato, quindi, aggiornato all'acquisizione degli elementi richiesti dal Prefetto, mediante uno studio elaborato da rappresentanti dell'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) e dell'Irpi (Istituto di ricerca per la protezione idrogeologica del Cnr).
Il risultato degli studi di Ispra ed Irpi è stato illustrato in un successivo incontro tenutosi, presso la prefettura di Bologna, il 2 maggio 2012, la cui sintesi è la seguente:

si definisce «a bassa probabilità d'occorrenza» la riattivazione/mobilizzazione dell'intero versante, senza chiari indicatori premonitori di movimento (si suggerisce l'integrazione del sistema di monitoraggio in un sistema di allerta a supporto di decisioni di protezione civile);

non si esclude completamente la possibilità che si possano avere deformazioni localizzate (si raccomanda di intensificare le analisi di vulnerabilità statico-strutturale degli edifici definendo, altresì, le condizioni di vulnerabilità del reticolo stradale e delle infrastrutture a rete);

non si suggerisce una sospensione delle attività di scavo in quanto, valutando la posizione delle canne e della loro area di influenza rispetto alle superfici di scivolamento profonde già note, si riuscirà a contrastare le deformazioni della superficie topografica;

si definisce di difficile progettazione e realizzazione opere di consolidamento del versante e/o di contenimento di frane profonde (si suggerisce di migliorare e di estendere il controllo dell'evoluzione spazio-temporale dei fenomeni deformativi in atto, riducendo gli effetti di disturbo adottando diverse strategie di scavo e di messa in opera degli interventi di sostegno provvisori e definitivi).
Successivamente, la società Autostrade per l'Italia ha notificato all'Anas le azioni intraprese per adempiere alle prescrizioni emerse dal suddetto studio.
L'operato della concessionaria è stato oggetto di verifica anche da parte dell'Irpi del Cnr e dell'Ispra che hanno ritenuto parzialmente soddisfatte le richieste subordinando la prosecuzione dei lavori al completo adempimento delle prescrizioni indicate. In particolare:

l'adozione di misure specifiche (monitoraggio) e di modellazioni adeguate al fine di valutare gli effetti delle nuove tecnologie/strategie di scavo;

la frequenza delle letture dei dati di monitoraggio inferiore al giorno;

l'integrazione del piano di monitoraggio con il piano di protezione civile locale;

la formazione e la diffusione di un piano di protezione civile.
La società Autostrade per l'Italia ha ottemperato alle richieste contenute nei primi tre punti sopra riportati, mentre, per quanto riguarda il quarto ha provveduto la regione Emilia Romagna, essendo la competenza regionale.
Pertanto, alla luce di quanto sopra, si comunica che i lavori, tra l'altro sospesi cautelativamente, sono ripresi nel rispetto delle maggiori precauzioni finora indicate. Le suddette raccomandazioni sono state esaminate e validate come le migliori dagli esperti del collegio dei tecnici e sono finalizzate a garantire una maggiore sicurezza sia per l'aspetto strettamente connesso ai lavori di realizzazione della galleria, attraverso un monitoraggi molto più accurato durante lo scavo, sia per l'aspetto incolumità delle popolazioni, attraverso l'adozione di un ulteriore sistema di allerta.

Il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti: Corrado Passera.